martedì 31 luglio 2012

La Sacra di San Michele


La Sacra di San Michele
La Sacra di San Michele è costruita sulla vetta del monte Pirchiriano a Sant'Ambrogio Torinese, in Val di Susa, ad un'altezza di 962 metri s.l.m., è tra i più grandi complessi architettonici di epoca romanica in Europa. Nasce e cresce con la sua storia e le sue strutture attorno al culto di San Michele Arcangelo, che nella Sacra Scrittura è descritto come il capo supremo dell’esercito celeste in difesa dei giudei perseguitati, mentre nel libro dell'Apocalisse, Michele è il principe degli angeli fedeli a Dio, combattendo e scacciando il drago (Satana) e gli angeli ribelli. San Michele è venerato dalla tradizione cristiana come difensore del popolo cristiano ed è rappresentato come un guerriero chiamato in difesa contro i nemici della Chiesa.
L’abbazia sorge tra il 983 e il 987 d.C. per le esigenze della cultura del pellegrinaggio. La sua ubicazione in altura in uno scenario altamente suggestivo, sullo sperone roccioso del monte Pirchiriano, richiama immediatamente i due Santuari dedicati a San Michele del Gargano e della Normandia, trovandosi al centro di una via di pellegrinaggio di oltre duemila chilometri che unisce quasi tutta l’Europa occidentale. Nel corso del tempo la Sacra ha conosciuto momenti di gloria e periodi di decadenza. Divenne nel medioevo uno dei più importanti monasteri benedettini, caposaldo e punto di sosta dei pellegrini di passaggio nella valle lungo la via medievale Francigena. Dopo seicento anni di vita benedettina fu abbandonata per due secoli. Alla fine del secolo XIV si assiste al restauro più importante ad opera dell'architetto D'Andrade dopo i bombardamenti francesi del XVII che fecero crollare la parte del Monastero Nuovo, verso nord-est. I lavori vengono terminati nel 1937

Il complesso architettonico.
Prima di entrare nell'abbazia si scorgono le rovine di un piccolo tempio, chiamato “Sepolcro dei Monaci”, perché ritenuto una cappella cimiteriale. L'ingresso della Sacra è posto di fronte alla parte più imponente dell'abbazia. Qui si può ammirare la massiccia facciata alta 40 metri e la statua della raffigurazione moderna di San Michele Arcangelo alta 5 metri, posta su un grosso spuntone di roccia. Dal piano d'ingresso si raggiunge la chiesa attraverso un ampio e ripido scalone chiamato lo “Scalone dei morti”, la cui edificazione pare risalire alla metà del XII secolo. Superati i primi scalini, si lascia a sinistra un pilastro di oltre 18 metri che sostiene il pavimento della chiesa sovrastante. Il una nicchia centrale, fino al 1936 erano custoditi alcuni scheletri di monaci, da cui deriva il nome di Scalone dei Morti. Questo “atrio” fu un tempo assai sfruttato per la sepoltura di uomini illustri, abati e benemeriti del monastero.
Giunti alla sommità dello Scalone dei Morti si attraversa il “Portale dello Zodiaco” (costruito tra 1128-30), opera romanica scolpita dal Maestro Nicolao, famoso architetto e scultore piacentino. Il portale è così denominato, perché degli stipiti nella facciata rivolta verso lo scalone, sono scolpiti a destra i dodici segni zodiacali e a sinistra le costellazioni australi e boreali.
Il portone che da accesso alla chiesa è di noce e sono raffigurate le armi di San Michele Arcangelo e il diavolo in forma di serpente ma con volto umano.
La chiesa è in stile romanico-gotico, ed è stata realizzata e modificata nel corso di più secoli.
Al fondo della navata centrale si apre un ambiente a pianta irregolare denominato “Coro Vecchio” ed è quanto rimane della Chiesa di Ugone (San Giovanni Vincenzo), luogo in cui abbonda il materiale pittorico di fine ‘400 e inizio ‘500. Oggi accoglie dieci dei sedici sarcofagi di pietra contenenti le salme dei principi di casa Savoia traslate dal Duomo di Torino.
Nella chiesa al lato nord si esce su un grosso terrazzo dove si può ammirare un fantastico panorama della Val di Susa e delle montagne circostanti. Dal terrazzo si possono scorgere degli imponenti ammassi di pietre, pilastri, muraglioni ed archi, sono le cosiddette “Rovine del Monastero Nuovo”, edificato tra il XII e il XIV secolo in corrispondenza del momento di massima espansione della comunità monastica benedettina. Il Monastero Nuovo termina con quella che viene chiamata la “Torre della Bell’Alda” e cadde in rovina a causa di sismi, guerre e abbandono. Tutta questa zona delle “Rovine” è stata oggetto di interventi di restauro, conservazione e accessibilità negli anni 1999-2002.




Leggenda della Torre della Bell'Alda.
Il muraglione perimetrale delle Rovine termina con una torre a strapiombo sul precipizio del monte, è la cosiddetta “Torre della Bell’Alda”, che prende il nome dall’omonima leggenda.
Si narra di Alda, una fanciulla paesana venuta alla Sacra per pregare contro i mali della guerra. Purtroppo viene sorpresa dai soldati nemici, così tenta di sfuggire da loro, ma non avendo altra via di scampo si getta nel burrone invocando l’aiuto di San Michele e della Vergine. Si salva e rimane illesa in fondo al precipizio. Purtroppo questo favore celeste fu da lei male usato, perché per vanità e denaro, s'immagina di poter fare un secondo salto e agli increduli suoi compaesani si offre di ripetere il volo, ma trova l'orribile morte dove prima aveva trovato l’inatteso scampo. Lo storico Gallizia è il primo che nel 1699 parla della leggenda e pare che il fatto sia accaduto proprio ai suoi tempi.

L’escursione
La Sacra di San Michele è raggiungibile in automobile passando da Avigliana ma consiglio vivamente di lasciare il proprio mezzo a S. Ambrogio e percorrere la via utilizzata da migliaia di pellegrini, nei secoli.

Per l’escursione:
LUOGO DI PARTENZA:S. Ambrogio di Torino
QUOTA DI PARTENZA:356 m
QUOTA MASSIMA: DISLIVELLO SALITA:580 m
TEMPO DI SALITA:1 h 15' DIFFICOLTÀ:E

Raggiungete la Chiesa Parrocchiale di S. Giovanni Vincenzo a S. Ambrogio (quota 365 m). Aggirate l'edificio religioso passando accanto al campanile risalente all'XI secolo. Prendete la strada che sale e supera la piccola chiesa di San Rocco (sec. XVII). Proseguite fino al suo termine dove inizia l'antica mulattiera per la Sacra di San Michele (quota 409 m). Il percorso si presenta come un'ampia mulattiera acciottolata ove sono presenti quattordici croci rappresentanti le stazioni della Via Crucis. Il sacro percorso termina nei pressi di un parcheggio nell'abitato di S. Pietro (quota 750 m, 50 min.), dove è presente un grande disco di pietra con incisa la scritta "IUBILAEUM A.D. 2000". Svoltate a destra in direzione della Sacra, ora ben visibile, e attraversate l'abitato di S. Pietro percorrendo uno stretto viottolo. Sul lato opposto del paese affiancherete la piccola chiesa dedicata a Sant'Anna. Continuate a salire seguendo le numerose indicazioni. La strada, giunti nei pressi dell'ultima abitazione del paese, lascia il posto ad un sentiero che attraversa un bosco di castagni.
Giunti ad una deviazione (quota 864 m, 15 minuti da S. Pietro), potete decidere: andando a sinistra raggiungerete il piazzale/parcheggio della Sacra (Colle della Croce Nera) e quindi continuerete percorrendo il viale principale; svoltando a destra, vi dirigerete direttamente all'antica Abbazia.

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