venerdì 24 agosto 2012

Musinè, il monte più misterioso d'Italia


La Val di Susa torna protagonista, dopo il Forte di Exilles e la Sacra di San Michele, oggi racconto uno dei luoghi più misteriosi d’Italia: il Monte Musinè, un antico vulcano spento da millenni, ricco di gallerie e passaggi inesplorati. La vegetazione, particolarmente ricca ai piedi del monte, si dirada in modo quasi repentino con l’aumentare dell’altitudine. La credenza popolare vuole che ciò sia dovuto alla processione delle anime dannate che percorrono il monte senza sosta. Si nota in cima una imponente croce in cemento armato eretta nel 1901 per ricordare la battaglia nella quale Costantino sconfisse Massenzio, dopo che all’imperatore apparve la scritta "In hoc signo vinces" grazie alla quale si convertì al Cristianesimo.

Il monte, secondo alcuni, popolato da lupi mannari, spiriti e un misterioso mago, è ricco di reperti storici e manufatti, tra i principali l’incisione su una lastra di pietra del periodo preistorico che mostra tre uomini con le braccia levate al cielo, sopra le loro teste tre soli di dimensioni diverse, di cui uno è un disco, mentre gli altri due sono semicerchi. Si ipotizza che il disegno rappresenti le tre fasi solari: l'alba, il tramonto e il mezzogiorno con i tre uomini in adorazione del sole.
Si trovano inoltre delle coppelle, buche scavate nella roccia ad opera delle popolazioni celtiche, vere e proprie mappe celesti che rappresentano la Croce del Nord, l’Orsa Maggiore, l’Orsa Minore, Cassiopea e le Pleiadi. Ai piedi del monte esiste un “cono d’ombra” che oscura qualsiasi trasmissione radio, causando problemi anche alle trasmissioni radio degli aerei privati che sorvolano la zona.

Il Musinè è noto anche per una serie di presunti avvistamenti UFO, di misteriosi bagliori azzurri, verdastri e fluorescenti, documentati sin dal 966 d.c.: Da molti viene considerato un punto di contatto tra la Terra e gli abitanti di altri pianeti. L’episodio più eclatante risale al 1996, precisamente il 3 marzo quando due escursionisti  videro un oggetto luminoso  dalla forma circolare e con i riflessi giallo-verdi, svolazzare in cielo per oltre un quarto d’ora. L’oggetto presentava due grosse calotte trasparenti attraverso le quali si intravedevano muoversi sagome apparentemente umanoidi. La versione più diffusa è che questa montagna sia una base segreta di “dischi volanti”, ma a parte UFO ed extraterrestri, ci sono altre peculiarità collegate a questo luogo che, non a caso, è stato definito il monte più misterioso d’Italia. (2)

Alcuni dei misteri del Musinè (1)
1) Da sempre circolano voci di lupi mannari, di immagini spettrali che vagano nella penombra, di strani animali. Vi sarebbe una grotta maledetta nella quale, ogni 1° maggio, si darebbero appuntamento streghe, maghi, e licantropi per inneggiare alle forze del male. Secondo alcuni scritti del ‘600 e ‘700 la vallata fu spesso percorsa da "musiche demoniache", accompagnate da urla angosciose cariche di dolore. Una antica leggenda vuole che il re Erode fosse esiliato su questa montagna, come punizione per la strage degli innocenti.

2) Secondo alcuni storici fu proprio in questa zona che in cielo apparvero a Costantino la croce fiammeggiante e la scritta "In Hoc Signo Vinces", segni che convinsero l’imperatore a convertirsi al Cristianesimo. I cosiddetti "Campi Taurinati", di cui parlano le cronache dell’epoca, sembrerebbero coincidere con la zona pianeggiante di Grugliasco e Rivoli che separa Torino dal massiccio del Musinè.

3) Stando a quanto dichiarato da molti esoteristi il luogo sarebbe un gigantesco catalizzatore di energie benefiche. Non dimentichiamoci che si troverebbe su una linea "ortogonica" (una di quelle che circondano la Terra come una ragnatela e che indicano zone di particolare concentrazione di energia) che, entrando dalla Francia, attraversa tutta la nostra penisola. Secondo altri sarebbe addirittura una sorta di "finestra" aperta su un’altra dimensione.

4) Il sito amplificherebbe, nel momento in cui vi si sosta, le facoltà extrasensoriali che ognuno di noi avrebbe, ma che solo in particolari circostanze risultano evidenti. Gli stessi rabdomanti hanno dichiarato che in prossimità del monte bacchette e pendolini si muoverebbero in modo molto più accentuato del normale.

5) Da sempre la zona è teatro di apparizioni di misteriosi bagliori azzurri, verdastri e fluorescenti. Esse hanno fatto la loro comparsa fin dal lontano 966 d.c. All’epoca il vescovo Amicone si trovava in Val Susa per consacrare la chiesa di San Michele sul monte Pirchiano, di fronte al Musinè. Durante la notte, in attesa dell’arrivo dell’alto prelato, i valligiani assistettero ad uno spettacolo affascinante ma pauroso al contempo: il cielo fu percorso da travi e globi di fuoco che illuminarono la chiesa come se fosse scoppiato un incendio. Altre storie parlano di carri di fuoco che spesso sorvolavano la vetta.

6) Ai giorni nostri frequenti sono gli avvistamenti notturni e diurni di oggetti volanti non identificati.

7) Il monte, essendo un antico vulcano spento da millenni, è ricco di gallerie e passaggi irregolari scavati dallo scorrere dell’antico magma, in gran parte però inesplorati.

8) Ai piedi del Musinè esiste un "cono d’ombra" cioè una zona di interferenza che oscura qualsiasi trasmissione radio. Anche gli aerei privati che si trovano a sorvolare il luogo vengono disturbati nelle loro trasmissioni radio. Questi problemi cessano nel momento in cui ci si allontana dalla montagna.

9) Appare strana la distribuzione della vegetazione, particolarmente ricca ai piedi del monte, ma che poi si dirada in modo quasi repentino col crescere dell’altitudine. La Forestale ha inutilmente speso ingenti capitali per rimboscare la zona, nella quale le giovani piante sembrano morire una dopo l’altra. La credenza popolare spiega il mistero con la processione continua di anime dannate che salgono e scendono il monte senza sosta. Secondo una credenza un po’ più moderna sarebbero le emanazioni radioattive di una base segreta a produrre tale sterilità.

10) Le pendici sono ricche di d’incisioni rupestri e di grandi pietre disposte in modo forse rituale, testimonianze di un passato ancora ben da decifrare. In un masso è raffigurata addirittura una giraffa africana, ma questi animali non vivevano in Piemonte, nemmeno nel neolitico.

11) La salita è costeggiata, in località Torre della Vigna, fra i 400 e i 900 metri, da una serie di strutture a forma di coppa, dette coppelle. Queste sono disposte in maniera tale da formare delle mappe celesti. Sono rappresentate la Croce del Nord, l’Orsa Maggiore, l’Orsa Minore, Cassiopea e le Pleiadi. In pratica c’è tutto l’emisfero boreale ma anche altre raffigurazioni non ancora identificate. Suggestiva è la visione dalla vallata quando, riempite le cavità di combustibile e incendiate, la montagna si ricopre di tante piccole luci.

12) Il Musinè è sede anche di uno stranissimo obelisco che acquistò fama mondiale grazie ad un libro di Peter Kolosimo intitolato "Astronavi sulla preistoria". Sulla superficie compaiono alcune croci che rappresentano probabilmente cinque persone, un cerchio in alto a sinistra con un punto al centro e due semicerchi tagliati nella parte inferiore che assomigliano in modo clamoroso ai moderni dischi volanti. Secondo lo scrittore sarebbe una sorta di rappresentazione delle evoluzioni di macchine aeree che furono viste in cielo dai nostri antichi progenitori.

13) Fra il 1973 e il 1978, anno in cui fu portata via, qualcuno collocò sulle pendici del monte una targa metallica inneggiante alla "fraternità universale fra tutti i popoli". Il testo parla di "punti elettrodinamici", di "entità astrali" ed indica dieci grandi personaggi del passato, da Cristo a Martin Luther King, indicandoli come esempi da seguire. Il 7 ottobre del 1984 un gruppo di esoteristi ne ha fatto un’altra copia e l’ha ricollocata al suo posto. Questa nuova versione è in alluminio anodizzato ed è stata cementata alla base della grande croce che spicca sulla montagna.

14) La scienza e l’archeologia cosa rispondono a queste affermazioni? Innanzitutto le luci nel cielo sono fulmini globulari (fenomeno comunque piuttosto raro) o fulmini tradizionali, attratti dagli spessi strati sottostanti, tutti permeati di magnetite (si sono però manifestate anche in assenza di temporali). Non esiste una manifestazione a carattere ufologico maggiore che in altre zone d’Italia (è comunque presente ed è poi difficile fare delle statistiche attendibili in questo campo perché le variabili sono molte, dalla disponibilità delle persone a parlarne alla qualità dell’indagine svolta da chi indaga sul fenomeno).


L’escursione
Per raggiungere il Musinè, da Alpignano seguite le indicazioni per Susa fino al comune di Caselette, dove dovrete abbandonare la S.S. 24 svoltando sulla destra in direzione del centro del Comune. Seguite le indicazioni per il centro sportivo dove lascerete la macchina.

Per l’escursione:
LUOGO DI PARTENZA: Campo calcio di Caselette
QUOTA DI PARTENZA: 378 m
QUOTA MASSIMA: DISLIVELLO SALITA: 1146 m
TEMPO DI SALITA: 1 h 40'DIFFICOLTÀ:E

Dal piazzale di ghiaia davanti al campo di calcio di Caselette imboccate la strada acciottolata che sale e affianca la tribuna dell'impianto sportivo. Nella prima parte della salita incontrerete 14 piloni votivi, stazioni della via crucis che conducono al Santuario di Sant'Àbaco (20 minuti).Continuate sul ripido sentiero dietro il santuario fino alla cima del monte. La discesa è difficoltosa per la pendenza del percorso e la presenza di un terreno sdrucciolevole. Il Monte è il relativi sentieri sono infestati da vipere, consiglio per questo di percorrere il Monte nei mesi meno caldi.

1 commento:

  1. sulla punta del musine esiste veramente un punto di collegamento con la pace della madre natura ma non tutti riescono a percepirla

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