domenica 12 giugno 2016

La vergogna di Rifondazione Comunista

Ci sedemmo dalla parte del torto, visto che tutti gli altri posti erano occupati” (Brecht)

No! Siamo compagne e compagni che lottano e hanno ancora la forza di dire NO!
No a Renzi, No a Marchionne, No a Fattori, No al PD. Un No di classe, un No proletario, perchè non tutti sono in vendita.

Abbiamo sempre militato con passione per il Partito della Rifondazione Comunista. Tante volte abbiamo chiuso gli occhi per il bene del partito, ma ora BASTA!
E' stato duro ricostruire il partito e la sua credibilità dopo la scissione del 2008. Abbiamo lavorato nel territorio, ricostruito la base, acquistato un minimo di credibilità. Non siamo mai riusciti a creare una vera democrazia interna, e a rinnovare la classe dirigente. Abbiamo fallito, un po' per colpa nostra, un po' perchè ci è stato impedito. Ma siamo sempre riusciti a tenere unito il partito, anche se negli anni tanti compagni ci hanno abbandonato, soprattutto i più giovani.
I direttivi sono diventati sempre più rari, le decisioni prese dalle solite persone e le votazioni, rare, non sempre sono state regolari a livello statutario. E' mancata la democrazia. Le decisioni importanti, soprattutto per le elezioni, o ai congressi, sono spesso state falsate, truccate numericamente.
E' una pratica non solo locale, diffusa. Non è mai stato un grosso problema perchè si è sempre cercato l'unità. Dialettica anche forte, ma mai ha portato ad una rottura. Anche se poi c'erano persone estranee che servivano solo per il voto, anche se erano ignare al dibattito.

Alle ultime elezioni, nonostante le piccole divergenze, avevamo di fronte una scelta al ballottaggio cittadino:
Sostenere una coalizione di centrosinistra, senza PD, con Riggio Sindaco
Sostenere la coalizione del PD e SEL con Cistaro Sindaco.

Abbiamo evitato in tutti i modi uno scontro tra chi voleva sostenere esternamente Riggio, pochissimi, e chi voleva dare al limite indicazione di voto.
Mai, ripetiamo, Mai abbiamo preso in considerazione di sostenere il Partito Democratico, questo Partito Democratico.
L'unità del circolo è sempre stata importante, perchè il partito vive nelle lotte e non si vende per una poltrona o un favore personale. O almeno, non si vendeva. Fino a ieri.
Da due anni è iniziata una relazione pericolosa con SEL, tanti in città sapevano di un accordo con il PD. Probabilmente anche il nostro segretario.
Ci ha sempre rassicurato che "non era così", che MAI saremmo andati in coalizione con il PD.
Ha continuato a ripeterlo anche a chi, con dedizione, ha trascurato la famiglia, gli impegni, per dedicarsi completamente alla campagna elettorale.
Abbiamo portato voti ed ora siamo attaccati in prima persona dagli elettori che sono disgustati dall'accordo con il PD. E hanno ragione, anche noi siamo disgustati.
Ci hanno usato, ingannato e poi tradito. L'accordo con il PD c'era. Era tutto vero.

Il segretario sapeva tutto, dopo il primo turno i candidati della lista (PRC/SEL/Possibile) si sono riuniti e avevano già deciso di sostenere il PD.
Così il giorno dopo la finta assemblea democratica, non regolare a livello statutario, senza comunicazione scritta, non un direttivo, non con i soli militanti, ma numericamente falsata per far si che il SI al PD potesse vincere a maggioranza, attaccando chi si opponeva all'accordo. Il motivo? Era già deciso.
Da anni le convocazioni ai direttivi sono venute a mancare. Incontri occasionali, con le decisioni piombate dall'alto. Questo ha creato malumori in pochi compagni, perchè l'unità del circolo non veniva minata. Nessuno, o pochi, sapevano. Non c'era comunicazione.
Ora invece abbiamo assistito ad una decisione, contraria alla linea nazionale che dice di "essere alternativi al PD", piombata dall'alto, con assenza di discussione, e una votazione viziata con notizie in parte omesse e false, solo per legittimare una decisione che era già stata presa. Presa non per questioni politiche, ma personali.
Consideriamo ciò lesivo della democrazia interna, ma soprattutto dell'immagine del circolo e del partito stesso. Noi tutti ci vergogniamo.

Abbiamo votato e fatto votare Rifondazione Comunista. Come sempre.
Abbiamo ripetuto ai cittadini, ai nostri elettori, quello che ci avete sempre detto: "Mai con il PD, mai con questo PD"
Ci avete ingannato, e noi di conseguenza abbiamo ingannato gli elettori che ora sono inferociti. Siamo delusi noi e sono delusi loro.

Siamo preoccupati. Siamo certi che comunque andrà a finire, con l'alleanza con il PD, la serranda di Rifondazione Comunista rimarrà chiusa, per sempre. Senza più credibilità in città. Avete rotto l'unità di un circolo per una poltrona offerta dal PD di Nichelino, un pessimo PD che ha inglobato nelle candidature tutti i fuoriusciti di Forza Italia. Ci sentiamo delusi, ma anche isolati. Aspettiamo ansiosi un intervento dal segretario provinciale e dal segretario nazionale. Che sanno, ma non agiscono. Non possono o non vogliono? O come tanti compagni stanno aspettando prima l'esito del voto, per poi saltare sul carro del vincitore?

Noi restiamo comunisti, siamo contro Renzi, contro il PD. Ci dissociamo dalla decisione ademocratica di sostenere il PD al ballottaggio.
A noi interessa il lavoro sul territorio, le lotte, e non ci vendiamo al Partito Democratico per una poltrona, anche se "ricca". E non andiamo col PD per vendette personali o perchè qualcuno ci ha negato un favore. Non voteremo PD, e approvando la linea nazionale del Partito della Rifondazione Comunista, voteremo e faremo votare la coalizione di centro sinistra che sfiderà il PD. Lo facciamo con dignità, in linea con la posizione del partito nazionale, ma soprattutto lo facciamo da comunisti veri che non si tolgono il cappello davanti al padrone. Lo facciamo senza chiedere nulla in cambio. Noi siamo la comunità di Rifondazione Comunista di Nichelino che DICE NO AL PD! E non si limita a dirlo perchè chi va con il PD, questo PD, non può essere un nostro compagno

Compagne e compagni di Rifondazione Comunista Nichelino
Compagne e compagni che hanno sostenuto Nichelino in Comune

1 commento:

  1. Bravi ! Raniero casini - Comitato politico regionale Toscana

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