lunedì 6 giugno 2016

Airaudo, Rizzo, Fassina: Disastro elettorale

Un disastro elettorale, l'ennesimo. Una sconfitta sotto tutti i punti di vista. Servirebbe una seria autocritica. Ma nessuno vuole farla.
I dirigenti di sinistra fingono che il loro 5% è un ottimo risultato, un buon punto di partenza. La verità è che questi partiti hanno paura. Con le loro gambe tremanti non si muovono dal blocco di partenza, anzi, spesso indietreggiano proprio. Per nascondere le difficoltà fingono che tutto va bene e analizzano nei dettagli le difficoltà di Renzi e del Partito Democratico. Difficoltà vere, ma la sinistra non è capace di intercettare l'elettorato deluso del PD e nel frattempo molti suoi dirigenti, oltre agli elettori, guardano visibilmente al voto di protesta del Movimento Cinque Stelle. Preferiscono un voto di protesta al 30%, che un voto di classe al 2%.
Il popolo di sinistra è anche stanco di questi cartelli elettorali che nascono e muoiono di continuo. La divisione della sinistra, ma soprattutto dei comunisti, è un problema serio e in maniera seria va affrontato, non con queste inutili scorciatoie elettoralistiche, dalla Sinistra Arcobaleno, a Rivoluzione Civile, da l'Altra Europa alle città in comune. BASTA!

Vediamo i dati delle principali città italiane.
Roma
Stefano Fassina si ferma al 4,4%, la lista Sinistra X Roma al 3,9%
Il Partito Comunista con Mustillo al 0,8%
Nel 2013 SEL + Rifondazione avevano preso 8,4%

Milano
Sinistra Italiana si allea con l'imprenditore Sala e prende il 3,8%
Basilio Rizzo si ferma e la sua Milano in Comune si ferma al 3,5%
Il Partito Comunista dei Lavoratori con Azzaretto si ferma al 0,4%
Nel 2011 SEL + PRC + PdCI avevano preso il 7,8%

Napoli
La lista Napoli in Comune a sostegno di De Magistris ha preso il 5,33%
Il Partito Comunista con Amura al 0,2%

Torino
Airaudo si ferma al 3,7%, la lista Torino in Comune al 2,8%
Il Partito Comunista con Rizzo al 0,8%
Il Partito Comunista dei lavoratori con Ariotto al 0,1%

Bologna
La Coalizione civica ha preso il 7%
Il Partito Comunista dei Lavoratori con Lorenzoni l'1,1%

Cagliari
La sinistra tutta a sostegno, insieme al PD, del sindaco Zedda.
Sel ha preso il 7,7%
Il Partito Comunista d'Italia 1,6%
Rifondazione Comunista l'1,1%

Napoli caso a parte, dove il populista De Magistris sta ottendo un ottimo risultato e potrebbe essere riconfermato. Il primo progetto della Casaleggio Associati (qualcuno l'ha dimenticato?) continua, seppur da posizioni di sinistra, ad accrescere consensi. Un ex magistrato diventato un leader della sinistra comunista.

Da dove cominciare?
Il 5% non è un punto di partenza, ma d'arrivo di una classe dirigente che ha fallito, completamente.
I comunisti hanno perso radicamento nei territori, stanno svanendo dai conflitti, seppur timidi, delle nostre città.
Abbiamo una storia immensa. Un grande Partito Comunista radicato in ogni quartiere. Anno dopo anno abbiamo perso tutto.
Le case del Popolo, le Feste in Rosso, il radicamento, la gioventù. Estinti dal panorama nazionale, ora svaniti anche da quello locale.
Quest'ennesima sberla forse sveglierà un minimo d'orgoglio in un popolo sconfitto, disunito e disperato.
Tutto sembra perduto, o quasi. Non abbiamo ancora perso la passione. Da dove cominciare?

Il 26 giugno a Bologna rinascerà il Partito Comunista Italiano. Per saperne di più: leggi qui
A dicembre nascerà Sinistra Italiana.
Il Partito Comunista, dopo la vetrina elettorale, tornerà a costruirsi nei territori.
Mentre Rifondazione Comunista, quel che ne resta, andrà a congresso probabilmente nel 2017.
La domanda che spesso ci poniamo: che fare?

13 commenti:

  1. Analisi molto condivisibile!

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  2. cosa fare? lo ripeto da anni. in estrema sintesi: chiudere tutto, vendere tutto, pagare tutti i debiti e poi, con quel che resta fare una fondazione che impedisca il riutilizzo dei simboli in questioni elettorali. Se avanza qualcosa venga messo a disposizioni delle lotte sociali in italia, migranti, lavoro, movimento no tav, e avvocati per pagare le spese a chi verrà represso attraverso denunce e tribunali. Cissenfrega di perdere tempo a misurare i prefissi telefonici ad ogni occasione e sbattersi come pazzi per mesi ad appiccicare cartelli che non legge nessuno? Da quando i comunisti hanno pensato che i rapporti di forza si cambiano nelle cabine elettorali? chi ha detto che il consenso lo si costruisca attraverso le campagne elettorali?? I risultati sono la logica conseguenza di anni e anni di errori politici imperdonabili e di incomprensione della realtà. Ma tanto lo so che vi appiccicherete all'ennesimo feticcio per umiliarlo e renderlo definitivamente inutilizzabile. Per fortuna il mondo si evolve e gli stessi principi saprano trovare altri simboli e altre parole d'ordine. Certo che se si velocizzasse il percorso, sarebbe meglio....

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    1. Il problema non è solo elettorale, manca ormai una comunità politica. Ci sono tante sigle, ma senza più militanza, con poca prospettiva e senza cambio generazionale. Il quadro è drammatico.

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  3. ovviamente non farebbe del male anche un'apertura ai temi giovanili e una ricerca sull'uso e abuso di sostanze nel mondo adolescenziale. Parlare di giovani, di movida, di riduzione del danno, di antiproibizionismo, di spazi sociali, sarebbe un altro tema importante su cui lavorare. ma fuori dai pariti, altrimenti il risultato non può che essere grottesco....

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  4. Secondo me il Partito Comunista, specialmente a Torino e a Roma, ha ottenuto un risultato giudicabile positivamente. La loro premessa era candidarsi per fare propaganda e farsi conoscere,non certo per vincere;e nonostante il buio mediatico quasi totale nei loro confronti, hanno ottenuto quasi l'1%,oltre molti voti provenienti non da nostalgici, bensì da tantissimi giovani che si possono coinvolgere nella militanza attiva. Vorrei anche ricordare la fondazione del partito, assai recente, o se non altro molto più recente di altri partiti sedicenti comunisti e di sinistra. Quindi, nel complesso, non me le sento di valutare una tragica sconfitta la percentuale ottenuta da Rizzo, Mustillo e Amura.

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    1. A Torino tutti questi giovani non li ho visti, a Napoli neanche. Roma è una caso a parte. Meraviglioso, ma a parte.
      Diciamo che a Torino avere come capolista l'uomo del listino della Bresso o usare un NON COMUNISTA come Righiera che dichiara di non disprezzare Renzi non è proprio il massimo come inizio.
      Credo che, nonostante alcune criticità, la campagna del PC è stata molto buona per farsi conoscere, soprattutto se per come loro stesso ammettano erano una ventina in una città di un milione di persone. C'è molto da fare.

      Detto ciò non considero il risultato del PC e del PCL tragico. E' un risultato normale per questi piccoli partiti. La tragedia è per la sinistra dei cartelli elettorali.

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  5. E' un "che fare" assolutamente sterile. Prima di tutto perché bisogna chiarire cosa abbiano di sinistra individui come Fassina; poi perché si possono fondare o Ri-fondare quanti partiti sedicenti comunisti si vuole, ma se rimangono sempre le stesse persone e ci si dà alla "sinistra arcobaleno" dei poveri fratelli migranti, dei diritti civili arcobaleno e del comunismo petaloso il risultato non cambia. Rizzo, Mustillo ed Amura hanno usato le elezioni non per vincere ed andare ad amministrare, ma per rompere la gabbia mediatica in cui ci tengono segregati e mostrare l'abisso di differenza tra i veri comunisti e la sinistra arcobaleno. In questo, splendido il lavoro del Compagno Mustillo a Roma. E' impossibile pensare che in un paese dove la sinistra si è appiattita su posizioni borghesi e liberiste il proletariato scelga un voto di classe al posto di uno di protesta. Non ha alcuna coscienza di sé, e questo perché lo si è lasciato per preoccuparsi di utero in affitto, moschee per i migranti e simili. Bisogna prima occuparsi di riconquistare fiducia e ricostruire una solida base di partito. Un partito che non ceda al primo opportunismo "alleandosi" per una poltrona...

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    1. Condivido, ma critico tutto. Ci vuole un ricambio vero, eppure, esclusa Roma, questo non c'è neanche nel PC.
      Perchè dire che i "veri comunisti" sono gente come Righeira fa ridere.

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  6. Allora vediamo: azzeramento di tutta la classe dirigente (hanno sbagliato per trent'anni non credo possano fare adesso qualcosa di buono), inclusione anche a livello di dirigenti e quadri dei lavoratori immigrati, un chiaro NO al questa unione europea del capitale, strumento dell'imperialismo americano, concausa della crisi economica in molti paesi (vedi ad es. embargo alla Russia), NO alla NATO anche tramite nuova linfa al movimento per la pace (che ha permesso, tra l'altro l'alleanza col mondo cattolico progressista), ritorno alle scuole di partito e alla controinformazione (mi sembra evidente che abbiamo perso moltissimo dal punto di vista della capacità di analisi)...devo continuare? A si un'ultima cosa: non ci serve l'ennesimo partito borghese, ci serve uno strumento guida del proletariato!

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  7. Ma non si potrebbe prendere semplicemente atto che il popolo, la gente, i cittadini: proletari, borghesi, ceto medio, studenti, operai disoccupati, colti, ignoranti, non sono interessati alla proposta politica? E' una vita che bussano alla mia porta i Testimoni di Geova e ogni volta provano a convincermi, vanamente. E si stupiscono perchè sicurissimi di aver buoni motivi, ebbene la sinistra estrema è nella medesima condizione.

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  8. Non condivido nulla di tutti i commenti scritti sopra. A cosa serve infatti piangersi addosso e frignare, a nulla. O forse serve a deprimere tutti. Credo che le ragioni per avere una sinistra anticapitalistica non siano in europa mai state così forti negli ultimi 25 anni, è la soggettività e la mancanza di capacità di cogliere la situazione politica e sociale che ci rende ininfluenti. Si pensa di risolvee le questione con operazioni nominalistiche nuoviste alla SI oppure con operazioni nostalgiche tipo Nuovo PCI. Il problema è l'analisi, ne girano di buone, si potrebbe discuterne invece si pede il tempo a piangersi e commiserarsi, se nel '21 facevano così non ci sarebbe stata la resistenza. Insomma ci vogliono il cervello e le palle, e non è questione di capi inetti, ma di militanti che sono scarsi. Questa è la verità, abituati ad avere la vita facile e vivere di rendita molti si sono seduti, altri si sono per opportunismo riciclati pochi ragionano sulla realtà. Quindi...basta piagnistei e proposte minoritarie e identitarie, serve altro!

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  9. A che cosa serve rifare il «Partito Comunista Italiano» per fargli prendere lo zero virgola? A sputtanarne definitivamente il nome e il simbolo?

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