venerdì 11 maggio 2012

Intervista ai No White Rag

Intervista ai No White Rag (2008) tratta da CasaPerno&Zora #12
Grug(G), Zanna(Z), Marconcio(M)

1- Ciao ragazzi, io vi seguo praticamente dagli inizi, ricordo ancora la prima demo (presa anni fa dalla Pure Punk), e ancor di più mi ricordo di aver aggiustato il giradischi di mio padre (ora di nuovo morto) per ascoltare il vostro “Da che parte stai”. Cosa ha spinto alla nascita del progetto e cosa è cambiato in questi sei anni? (oltre ai numerosi batteristi)
Z: Il progetto è nato sui banchi di scuola quando quasi nessuno sapeva suonare, quando del punk conoscevamo solo l'eco che ci giungeva dai volantini appiccicati sui muri, oppure da cd passati di mano in mano di gruppi morti e sepolti ma che sono riusciti a trasmetterci l'energia giusta e l'attitudine che ci portiamo ancora dietro. Quando abbiamo cominciato non c'era tutta l'informazione che c'è ora e le fanzine, i concerti, le distro furono i primi passi fondamentali per conoscere un ambiente che uscisse dal cosidetto punk istituzionale da rivista. Siamo stati travolti da queste situazioni che venivano dal basso, che si autogestivano, ci piaceva l'idea di poter suonare in giro senza saper suonare per niente, questo sicuramente ha spinto l'evolversi del gruppo. Ovviamente con il tempo abbiamo rafforzato la nostra identità politica e molte cose sono cambiante, abbiamo "imparato" a suonare ma abbiamo sempre cercato di portare qualcosa di più rispetto alla musica.

2- Da poco è uscito un Dvd e il vostro ultimo cd-lp, dal titolo “Nothing left”. Ci vuoi anticipare qualcosa? Siete uno dei pochi gruppi che continua a pubblicare soprattutto su vinile, come mai questa scelta?
Z: Il DVD era del 2006, un esperimento riuscito bene ma poco diffuso...Il Cd ed Lp "Nothing Left" è stato invece un progetto molto impegnativo che ci ha impegnato per quasi 2 anni. Ci consideriamo un gruppo da "live" piuttosto che da cd però ci siamo accorti di come il suono e l'impatto delle canzoni fosse maturato rispetto ai pezzi precedenti, quindi abbiamo deciso di stampare sia Cd che Lp per raggiungere un numero maggiore di persone, il tutto condito con diverse trasferte in terra straniera e un tour di 15 giorni per l'Europa. La scelta del vinile ci è sempre piaciuta, perchè il vinile è old-school, è sincero, è grezzo e non particolarmente commerciale, anche se nell'ambiente punk è parecchio sostenuto. Negli ultimi 2 anni comunque abbiamo notato come i più giovani si siano completamente distaccati dal discorso dell'autoproduzione, la colpa non è di nessuno, ma è ovvio che sempre in meno preferiscono spendere i pochi soldi che hanno alle distro se poi a casa myspace e internet gli forniscono tutte le informazioni di cui hanno bisogno, su tutti i gruppi, su tutti i generi. Se ci pensi internet comunica all'ennesima potenza ma spesso chi lo usa lo interpreta come un fine e mai come un mezzo, non ci accorgiamo che avere un flyer sul desktop non è come trovarsene davanti uno attaccato sul muro del centro, così come un mp3 o ancora peggio una canzone in streaming non è come avere fra le mani un Lp o un Cd che il gruppo ha sudato. Capisci che se un mezzo come internet non viene utilizzato in modo critico si arriverà che il ragazzino di 15 anni invece di scappare di casa per prendere il treno di nascosto dai genitori per andare a vedersi il concerto se lo guarderà comodamente in streaming nascosto nella sua cameretta.. ora esagero, ma comunque tornando sul discorso di prima il vinile rappresenta ancora una presa di posizione rispetto a questa mentalità da "medioevo high-tech" (citazione dal Marconcio)

3- Spessissimo i ragazzi oggi cambiano continuamente stile e pensiero, oggi sono uno skin, domani sono un nazi, dopodomani sono un emo e un mese dopo scompaiono letteralmente dalla scena. Pensi che per molti seguire questa musica sia solo un passatempo passeggero, piuttosto che un vero mondo in cui credere e affidarsi completamente?
G: Bè penso che la cosa contempli molte sfumature intermedie. Tutti magari abbiamo iniziato ascoltando i Green day perchè erano la moda del momento, poi via via, magari si scoprono suoni nuovi, diversi stili di vita e di pensiero da quelli tradizionali.. Se poi uno è un coglione, rimane un coglione qualsiasi sia la sua “acconciatura”.
Z: Poi non sono d'accordo nemmeno sui termini della tua domanda, non credo che sia giusto nemmeno affermare che la musica sia un "mondo in cui credere e affidarsi completamente". Personalmente non vedo la musica come una cosa a cui affidarsi, piuttosto come una cosa con cui esprimersi. Molto dipende anche da che approccio hai ascoltando la musica, è ovvio che io ascolto Johnny Cash come "passatempo"... il problema nasce quando qualcuno ascolta i NoWhiteRag come passatempo, si rompono delle dinamiche per cui un gruppo esiste. Secondo me se una persona non riesce a percepire quello che un gruppo vuole esprimere o quella persona non capisce un cazzo oppure il gruppo sta sbagliando il modo in cui propone le sue idee (magari anche entrambe le cose...), forse è questa autocritica che ci spinge ad andare avanti, perchè ci accorgiamo continuamente che non basta una cresta per rendere un ragazzo "dalla nostra parte" ma che non è nemmeno sensato cercare di cambiarlo secondo i nostri criteri, il massimo che ci sentiamo di fare è farlo RAGIONARE.

4- In “Da che parte stai?” parli esplicitamente di una situazione modenese? Com’è la situazione in Emilia Romagna?
Z: "Da che parte stai" descriveva una situazione particolare quando a Modena erano apparsi alcuni barlumi di nazipunk che fortunatamente si sono spenti in fretta, ma questo non vuol dire che il fenomeno sia scomparso... non voglio dare molto peso a questa cosa, reputo persone di questo tipo dei falliti totali, dei repressi e credo che l'insensatezza della loro esistenza risponda da sola. Preoccupa chi simpatizza per questi individui, oppure li tratta come se nulla fosse, ovviamente su myspace, perchè tanto su internet nessuno si fa male ed è sempre bene apparire più ipocriti possibile.

5- In questi ultimi anni le aggressioni nazi-fasciste (spesso senza alcun fine politico) non sembrano diminuire, anzi. In Europa la situazione sembra in certi casi esser più grave, dove i morti tra scontri di appena ventenni vengono più volte segnalati, ultimi casi in Spagna e in Rep.Ceca dove tragicamente c’è anche il filmato dell’uccisione in diretta. Che clima senti?
G: Un brutto clima... La gente ora ha meno soldi in tasca di un tempo, è ancora più ignorante e questi fattori, storicamente, hanno portato a tempi veramente bui.
Z: Il fatto è che i governi conservatori esprimono in maniera indiretta sentimenti che vengono utilizzati con violenza da gente ignorante, tenuta ignorante apposta. Il razzista non è solo il naziskin, questo è una minaccia concreta, ma lo è anche il normale cittadino che viene stuprato ogni giorno dal telegiornale e viene portato ad odiare ciò che è diverso, ciò che culturalmente differisce dalle abitudini tradizionali. Azioni fasciste come bruciare vivi barboni o tirare molotov a campi rom sono l'espressione di un malcontento creato dai media e sostenuto dall'opinione pubblica anche se l'ipocrisia continuerà a definirli "atti contrari alla democrazia".

6- Il vostro nome significa letteralmente “Nessuna bandiera bianca”. È un modo per sottolineare il fatto che non vi arrenderete mai? Ma a che cosa non vi darete per vinti?
G: Bè tanto per cominciare sono anni che continuiamo a fare quello che facciamo, il che vuol dire non solo suonare ma anche viaggiare, fare dischi, organizzare concerti ecc... Penso che l'importante per noi sia non arrendersi e scomparire, cioè condurre una vita “tranquilla” facendosi solo i cazzi propri, come abbiamo visto fare a tanti.
Z: Questa non è una critica a chi ha deciso di staccarsi da certi ambienti ma piuttosto un incitamento verso quelli che si avvicinano.
M: Io penso che questo stato di cose, il mondo in cui viviamo intendo, non sia sbagliato o deprecabile a priori. Le gerarchie, lo sfruttamento, le menzogne e i conflitti a cui assistiamo continuamente, sono prodotti di un meccanismo che buona parte della popolazione, nei fatti, dimostra di accettare e sostenere, salvo lamentarsi quando gli si ritorce contro. Ma i lamenti, si sa, servono a sopportare meglio i soprusi. Noi invece siamo proprio nati storti, pensiamo che sia tutto sbagliato e che ne siamo responsabili tutti, per noi vivere senza questa perenne condizione di attrito con tutto quello che ci circonda non avrebbe senso. Pensiamo che invece che star lì a lamentarsi su questa o quella situazione sia molto più produttivo cercare di costruirne noi di migliori. Se nasci così non arrenderti mai non ti costa nessuno sforzo.


7- Prima è nato l’uovo o la gallina? Scherzi a parte, avete messo su prima il gruppo e come conseguenza avete creato la vostra etichetta Nuclear chaos o sono due progetti completamenti diversi e a sé stanti? Come va questa esperienza?
Z: Questa esperienza è nata parallela ai NoWhiteRag, me ne sono occupato io (Zanna) fin dagli albori assieme a Marco (voce degli ED e poi dei BAN THIS!). Era nata per gli stessi motivi del gruppo, per ampliare il discorso musicale e perchè ci tenevo molto al discorso dell'autoproduzione e dell'autogestione. Negli anni ho proseguito da solo e la distro s'è allargata. E' un mezzo in più che ha il gruppo e che va a completarlo come progetto. Ad essere sinceri se non ci fosse stata la Nuclear Chaos non so se avessimo stampato tante cose... L'esperienza come "etichetta" procede bene: magliette, toppe, spille, e sopratutto coproduzione di dischi, è il miglior modo per supportare i gruppi che mi stanno vicino. Sono ormai alla ventesima uscita e dopo quasi 6 anni non mi sono per niente stancato.

8- Nella scena italiana lo street punk non ha moltissimi gruppi che lo supportano suonandolo, e se ci sono spesso sono la copia dei grandi nomi stranieri; pensi che il genere sia un po’ chiuso a se stesso, con poche band e quasi tutte ultra giovani?
Z: Il genere "street" è molto chiuso in sè stesso, ma del resto come gli altri generi. Non mi sono mai piaciute le etichette per descrivere un gruppo, l'abbiamo sempre detto, servono ad alimentare queste divisioni e pregiudizi e limitano molto la realtà che è fatta di molte più sfumature. Se un po' più di gente accettasse questa cosa avremmo meno cloni e meno burattini. Oggi non è più scontato che un ragazzo "street" crescendo diventi "crust" perchè adesso anche un quindicenne è già "crust da cartolina" poiché segue un copione allo stesso modo del suo fratello "street". Così abbiamo dei fantocci con cresta e borchie che cantano di birra e violenza e non trovano spazi per poter suonare sciogliendosi inevitabilmente un anno dopo e dall'altra parte fantocci con pantaloni grattugiati e dread cuciti che cantano di tematiche politiche e l'anno dopo si ammalano di disimpegno e vanno ai rave... banalità? Può essere ma nessuno ci pensa e tutti stanno bene a recitare la propria parte.

9- Avete da sempre portato avanti l’ideale dell’autoproduzione, ma in sostanza, oltre a far uscire un cd, cosa si nasconde veramente dietro lo spirito Diy? Conoscendo la vostra canzone Diy or die, ti chiedo, pensi sia così sbagliato o immorale abbandonare il mondo del Diy per approdare a un’etichetta che ti distribuisca maggiormente, facendo giungere il tuo messaggio e la tua musica a più persone, seppur mantenendo intatte tutte le tue libertà si intende.
Z: Per "tue libertà" cosa intendi? poter scegliere in che modo disporre 3 accordi e scrivere testi senza censura? Grossomodo questa libertà, a meno che non parli di suore stuprate da preti, la puoi avere anche alla Virgin. Il problema qual'è? Se un'etichetta è "indipendente" o no? E' ovvio che c'è chi preferisce un'etichetta "punk" da mainstream piuttosto che la Virgin perchè questa è una multinazionale pulita davanti ma che alle spalle sfrutta il terzo mondo, produce armi, è corrotta bla bla bla, bla bla bla.... ma se ci pensi una RockStar sotto Virgin ha la "libertà" di scoparsi 10 ragazze a concerto, avere qualsiasi tipo di droga senza sporcarsi le mani, viaggiare con l'autista e avere villa con piscina e maggiordomi. Questo è l'estremo ma comunque se dai in mano a qualcun'altro la "gestione" del gruppo perdi completamente il controllo, bisogna vedere un gruppo a cosa da più importanza... Per controllo intendo decidere in che posti suonare, avere a che fare direttamente con chi ti organizza il concerto ed eventualmente rifiutare, se affidi la tua musica ad un'etichetta tutto si rilega al discorso musicale, non ha importanza nient'altro. Il gruppo ha potere contrattuale (cioè denaro) e musicale (cioè denaro), il gruppo si trasforma in un contratto, in un pezzo di carta che gira per l'Europa, per il mondo. Ho abbastanza esperienza per conoscere gruppi punk che si sono affidati a etichette o agenzie di booking e hanno perso tutte queste cose. Non credo sia "sbagliato o immorale", a qualsiasi musicista piacerebbe avere i propri dischi distribuiti su larga scala e fare tour di intere settimane ma tutto dipende sempre su che termini il gruppo si basa. Come NoWhiteRag sarebbe sbagliato, per tutti quei motivi che credo di aver già elencato durante questa intervista. Se c'è una cosa bella di questa esperienza è proprio conoscere persone nuove, tenersi in contatto, viaggiare stipati in un furgone affittato, dormire per terra ospitati da qualcuno conosciuto la sera stessa, queste cose non le cambierei mai con nient'altro, è la bellezza di farsi le cose da soli. L'etica D.i.y. va ben oltre il discorso musicale, è uno stile di vita che ognuno di noi cerca di ampliare a livello personale ogni giorno, è un modo di vedere le cose, non accettare mai cose surgelate ed essere sempre critici, senza perdere mai l'umiltà ma nemmeno l'arroganza di rifiutare alcune comodità che ci vengono proposte a basso costo.
M: Io penso che nella propria vita abbia un’importanza cruciale capire quando si fa una cosa per passione e quando la si fa per professione. E’ chiaro che è molto bello fare di una propria passione un mestiere, ma tutti sanno che quando una passione diventa lavoro non è più appassionante come prima. E soprattutto quando si è dei professionisti si ha a che fare con dei clienti e con dei committenti. Nel punk, musica e attitudine non sono vendibili separatamente, penso sia ovvio. Ho un sacco di amici che aspirano a fare i musicisti di professione ed io stesso lavoro nel campo dell’audio, ma applicare questa logica, la logica della professione, al punk è semplicemente demenziale.

10- C’è qualcosa o qualcuno in questa scena che ti ha particolarmente deluso e che ti ha portato ad allontanarti per sempre da questo mondo punk? In un ambiente molto politicizzato come in parte è questa scena, il prendersi troppo sul serio può essere fonte di delusione?
G: Ma sicuramente prendersi troppo sul serio è sempre sbagliato, non solo politicamente, ma anche musicalmente. Capita per esempio a volte di incontrare persone che sono così “politicizzate” da aver perso completamente l'autoironia. Oppure sono diventate assolutamente anacronistiche e quel che è peggio autoreferenziali, e non essendo più abituate al confronto con chi la pensa diversamente, sono sempre fuori luogo, tranne quando possono parlare con persone che la pensano esattamente come loro. Ovviamente, in un ambiente punk, se qualcuno ha la sfortuna di avere a che fare solo con situazioni di questo tipo se ne allontana in fretta.
M: Da moccioso ho sempre provato fastidio per gli slogan tipo “punk for life”. Mi sembrava un cazzo di progetto autocostrittivo non diverso da un mutuo sulla casa. Ora che non sono certo fra i più giovani, e sono ancora qui, guardo con profondo rispetto chi ha avuto il buon gusto di abbandonare la scena senza dover sproloquiare la solita filippica sui “vecchi tempi andati”, ma semplicemente con la dignità di capire che quello non era più il suo posto e amici come prima.

11- Voi avete scritto una canzone che si chiama “Punks not music”. Ora io l’ho sempre pensata così, ma credo che sempre più persone si stiano allontanando da questo pensiero. Colgo poca coerenza nei fatti e poi il fatto che certe reunion dettate dai soldi fan muovere centinaia di ragazzi, alcuni dei quali certamente che pensano che il punk non è solo una musica. Crederci ci credo, ma non fino in fondo. Quanto ci credete voi?
Z: Anche queste reunion... che ti devo dire... abbiamo suonato diverse volte con gruppi "vecchi" e spesso abbiamo incontrato persone semplici, ancora profondamente "antisociali", che si sono riunite solo per il gusto di suonare, non ci trovo niente di sbagliato, lo sbaglio sta in quelli che considerano questi gruppi non come persone ma come "pezzi di storia"... in fondo chi se ne frega se hanno 50 anni. Non li rispetto più di un gruppo di ventenni per questo motivo. Che il punk non sia solo musica lo pensiamo noi, non è detto che tutti debbano pensarla allo stesso modo. Ai concerti dei gruppi "vecchi" ci andiamo anche noi ma ci guardiamo bene da considerarli come il fulcro della nostra settimana. Se c'è qualcuno che aspetta tutto il mese il gruppone straniero e finito il concerto si sente appagato allora non ha capito un cazzo.

12- Poco fa ho letto l’intervista di un famoso gruppo hardcore italiano che ha dichiarato che il 99% del suo pubblico “gli fa cagare”. Ora mi domando, in un genere comunicativo come il punk-hardcore cosa può portare una band a suonare per anni per un pubblico che detesti?
G: Parli degli Skruigners giusto eheeheh? Bè anche quello che si dice nelle interviste è “comunicativo”, magari volevano intendere che quello che conta veramente non è essere apprezzati da un folto pubblico ma piacere alla gente “giusta”, solo che detto così è poco “punk”. Si vede che se suonano da anni è perchè gli piace farlo, se no avrebbero smesso no?
Z: Secondo me è provocazione e basta; se ci pensi chi legge una frase del genere è portato a rilegarsi in quell'1%, quindi funziona perfettamente!
M: Sì, va beh Grug, tutto è comunicazione. Quando suoni per professione i tuoi supporter sono anche i tuoi clienti, ed i clienti non devono essere simpatici, devono pagare. Anche questo potrebbe essere il messaggio.

13- Ma torniamo all’attualità, da poco il governo di centro sinistra è caduto. Ho sentito i soliti commenti “erano meglio loro del centrodestra”, oppure “sempre politici sono” ecc ecc. Voi sentire la mancanza di questo governo che esordì quasi subito con “Indulto”, “Soldati in Libano” e altre cose discutibili.
Z: Non credo sentiremo mai la mancanza di nessun governo, di qualunque tipo sia. Sempre governo è. Purtroppo questa non è attualità, è la civiltà, sempre promesse di maggior benessere e di sicurezza, verso il controllo totale sull'individuo. Sinistra e destra e centro sono 3 opzioni che ha il cittadino medio per sentirsi libero pensando che il suo voto servirà a qualcosa, ma non è niente di più della schedina del totocalcio, 1, 2 o X. Finchè si accetterà l'ordine attuale delle cose come unico sistema, oppure come il "meno peggio", non ci sarà nessun cambiamento.
M: Personalmente preferisco il telecomando al diritto di voto. Perché con il voto al massimo cambi le facce che vedi in TV, mentre con il telecomando puoi anche spegnerla. Ma il punto è che non solo il diritto di voto è una presa per il culo bella e buona, ma è che nel mondo di adesso la classe politica non ha potere sui temi che contano davvero, come il mondo del lavoro, il surriscaldamento globale e la guerra. Per questi temi, che sono quelli che davvero cambiano le nostre vite, siamo totalmente nelle mani di lobby di capitalisti mondiali che nessuno ha votato e che sono lì unicamente per tutelare il loro porco interesse personale. Loro decidono che dobbiamo fare lavori di merda per un numero imprecisato di ore alla settimana, pronti a sbranarci per qualunque avanzo ci lancino le agenzie interinali, senza nessuna tutela, loro decidono che mangiamo merda e respiriamo veleno, loro decidono le guerre, i governi si limitano solo a trasformare in legge le esigenze di questi figli di puttana. Non me ne frega un cazzo dei politici italiani, vorrei proprio non dover più sentire i loro maledetti nomi.


14- Siamo verso la fine e vi chiedo “qual è significato date alla parola libertà oggi giorno?”. Cosa ti auguri per il futuro, vedi spiragli di luce?
Z: La parola libertà è molto usata, forse anche troppo, è prettamente populista. Basta guardare l'infame "Popolo delle Libertà", come altre fazioni politiche fa gioco su questa parola, perchè tenendo la gente nell'ignoranza e facendogli credere di essere libera hanno il controllo. Ma cos'è la libertà? Lavorare 40 ore la settimana e avere 2 settimane di vacanza all'anno per poi godersi la pensione a 65 anni? Avere la Tv satellitare, il cellulare, l'Ipod, la macchina, i vestiti firmati? Certo qualcuno non può permettersi queste cose, quindi finchè avremo sotto gli occhi le differenze sociali potremmo considerarci liberi perchè IO posso, LUI no. Ma questa dal mio punto di vista non è libertà, è un ricatto, è lobotomia, è nazismo. Dal futuro non mi auguro niente, sono sempre stato pessimista e niente mi distoglie dal pensare che le cose stiano andando verso un'unica direzione di autodistruzione. Abbiamo scritto un pezzo chiamato "Amica Libertà" ambientato in un futuro non precisato, ma nemmeno importante, dove ci si trova in una cella bendati e legati assieme ad una personificazione della "libertà", anch'essa prigioniera, e insieme si attende la morte ma con la consapevolezza che comunque tutto il loro creato non tarderà a distruggere anche loro.

15- L’intervista è conclusa, lancia un messaggio a tutti i ragazzi visti sotto e sopra il palco, ringrazia o saluta chi vuoi
Grazie a Perno per lo spazio e scusa ancora per l'immenso ritardo di risposta. Per il resto salutiamo tutti quelli che ci supportano da più o meno tempo.



Andrea 'Perno' Salutari
Pamela Ferrari




No White Rag - Follia
Parlano di pace ma il coltello l' hanno loro e la lama cola il sangue a disprezzo del perdono, un perdono che promettono secondo religione ma il buio di una cella è la loro soluzione, nessun uomo nasce libero da schemi e gerarchie perchè dal buio della mente nascono follie, un buio freddo e scuro dentro alla mente umana rivela frustrazioni sopra la ragione vana. L' uomo tende a calpestare chi non riesce a reagire e fornito di potere l' uguaglianza fa sparire, uomo contro uomo è una vecchia storia ma stragi di innocenti non lascian tracce di memoria, prendi un uomo e dagli soldi e potere di sparare il soldato non domanda se ha il potere di ammazzare, vittime colpevoli, innocenti, non importa, il governo il governo ha i suoi interessi e i corpi vanno sottoterra. Solo la follia, vola nel vento solo la follia. Immobile nel tempo, solo la follia. Gli orrori dell' inconscio sono voglia di potere e mentre tutto va a puttane continuate a tacere. Il terrore e la follia propria della razza umana una violenza che proviene da quel figlio di puttana, la potenza e la visione di quel sangue sulla croce cala sopra l' ignoranza, è controllo senza voce. Una cultura che si basa su un segno di violenza non poteva che finire in odio e prepotenza, dai campi di sterminio allo sterminio nucleare e sui sogni di grandezza è sempre il debole a pagare, la scusante della razza o religione non importa perchè l' odio del diverso ci accompagna senza sosta, mentre un papa pieno d' oro ci consiglia di pregare un dio che a quanto pare se la ride e sta a guardare un mondo che agonizza di disordine e oppressione le risorse vanno a pochi e i restanti sono fuori. Amore e fratellanza questa è l' ipocrisia di una razza che di grande ha solo la follia.

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