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lunedì 20 giugno 2016

Vince Tolardo, vince la Sinistra

Breve cronostoria 2014-2016
La sinistra ha vinto. Da sola, ha sconfitto tutti: Partito Democratico, le destre, il Movimento Cinque Stelle, gli opportunisti di "sinistra".
Tolardo è il nuovo sindaco di Nichelino. Un renziano della prima ora, come Civati, pentito. Allontanato dal Partito Democratico perchè politico leale, democratico, pulito. Si, perchè la frattura del Partito Democratico locale è cosa nota.

Il centrosinistra nel 2014 organizzò delle primarie, votarono 5810 elettori.
I candidati erano due del Partito Democratico, Riggio e Bonino, più un terzo di disturbo di SEL, Azzolina.
Si, perchè l'ala renziana del partito che sosteneva la Bonino aveva un accordo tacito con SEL, la cui candidatura era funzionale all'indebolimento di Riggio.
L'esito è cosa nota, Riggio vinse le primarie, e la mattina seguente il Partito Democratico e SEL non riconobbero l'esito democratico di quasi 6mila cittadini.
Il motivo? I cittadini non potevano stravolgere quello che i piani alti del Partito Democratico avevano già deciso. Una vergogna inaudita, politica e morale.
Un partito malato dalle sue fondamenta.

Alle elezioni del 2014 si presentarono due Centro Sinistra, da una parte il vincitore delle primarie Riggio, dall'altra il PD e SEL.
Ancora una volta il popolo votò Riggio e non l'uomo imposto dal vertice del PD locale. Una disfatta totale  Una parte di sinistra (Rifondazione Comunista) non aiutò Riggio, mentre un altro pezzo (Sinistra Ecologia Libertà) si schierò contro.
Questo portò Riggio a cercare alleanze di centro al ballottaggio con ex PD come Fattori o qualche personaggio più che discutibile politicamente. Un'alleanza necessaria, per soli 300 voti Riggio sconfisse il Partito Democratico.

Ma il Partito Democratico, il potere cittadino, non poteva sopportare l'esito democratico, la scelta del popolo, e ha tramato subito per far cadere la giunta.
La giunta Riggio non è durata neanche due anni, una parte della sua maggioranza, a partire dal vice sindaco Fattori, esce dalla maggioranza.
Come mai? Quali sono le motivazioni politiche? Di concreto, nessuna.
E' la voglia di potere, Fattori vuole diventare sindaco, il Partito Democratico gli offre la candidatura. Se farà cadere Riggio, il PD lo candiderà a sindaco, siamo nel 2015, e il PD nei sondaggi viene dato sopra il 35%. E' quasi solo una formalità.
Riggio cade, arriva il primo commissariamento della città.

Eccoci, siamo nel 2016.
La sfida si ripete.
Tolardo è l'erede di Riggio, viene eletto ancora una volta tramite le primarie.
Il suo sfidante, neanche a dirlo, è Fattori, il suo ex vice sindaco, candidato dal Partito Democratico per l'accordo già descritto prima.
La sinistra che non aveva sostenuto Riggio (PRC/SEL) crea una lista denominata "Nichelino in Comune", dicono di essere alternativi ad entrambi i centrosinistra, sia a Tolardo, sia a Fattori, ma tutti sanno che in città c'è un accordo con il Partito Democratico. Un accordo sempre negato.
Al primo turno Tolardo arriva primo, Fattori secondo. Il PRC e SEL, come previsto dall'accordo, si apparentano con il Partito Democratico. Uno dei rarissimi casi nazionali, nel 2016, dove il partito di Paolo Ferrero si allea con il PD ed ex berlusconiani. Una polemica nazionale si scatena, a pochi mesi dal congresso nazionale.


Tolardo sfida Fattori, ancora una volta vince Tolardo.
Un sindaco di Sinistra, Tolardo, sostenuto da tre liste civiche e il Partito Comunista d'Italia, con 8.790 voti ottiene il 54,7%.
Ha vinto contro tutti i partiti, ma soprattutto contro il Partito Democratico. Contro gli opportunisti, di destra e di sinistra. Hanno fatto cadere Riggio, il loro intento non è riusciuto. Anzi, hanno rafforzato la sinistra. Tutti (o quasi) i politici di centro sono andati con il PD. Con la loro operazione hanno, involontariamente, rafforzato la coalizione di Tolardo e l'hanno resa più forte, più compatta, più omogenea.

La sinistra poteva essere ancora più forte.
Si, perchè Rifondazione Comunista e SEL potevano far parte di questa coalizione, rafforzando ancora di più questo laboratorio politico. Hanno rifiutato. Hanno scelto di sostenere il PD, perdendo in tutto, a partire dalla credibilità. Una giunta che perde dunque un pezzo di sinistra, ma una sinistra malata di opportunismo.
Una sinistra in vendita al miglior offerente, sempre pronta a sostenere questo Partito Democratico e mai pronta a sfidarlo nel merito. Una sottomissione culturale.


Tolardo ha vinto, stra-meritatamente.
Gli sconfitti già tentano di trovare giustificazioni. Dicono che la colpa è di Renzi, è stato un voto politico, non amministrativo.
Fingono di non sapere che il PD ha perso le primarie e le votazioni del 2014, che al primo turno Tolardo era già in vantaggio. La squadra del centrosinistra, di cui Riggio e Tolardo sono i capitani, ha sempre battuto il Partito Democratico perchè viene percepito come diverso, rinnovato, sano, giovane, veramente democratico.

Ha vinto la sinistra, ma ancora di più ha vinto la giustizia.
Hanno vinto i partigiani della democrazia.
Volevano far fuori Riggio per riprendersi il comune, hanno consegnato a Tolardo una squadra più motivata e coesa. Fattori ha fatto cadere la giunta per diventare sindaco, da vice sindaco invece sarà relegato a fare il consigliere comunale di minoranza.
Una batosta dai mille insegnamenti. Una grande vittoria della sinistra, godiamocela.




Un ultima cosa, doverosa.
In un momento storico in cui tutta Italia ha dato un cazzotto pesantissimo al Partito di Renzi, nella mia città, Rifondazione si era alleata con il PD in cambio di due poltrone perdendo la credibilità che poteva ancora avere. Con la loro azione hanno dimostrato all'Italia intera che cosa non dovrebbero fare i comunisti. Ora da questa lezione bisogna IMPARARE. Mi auguro che i compagni faranno autocritica, chiederanno scusa per questo orrore politico. Se così non sarà, la loro fine sarà inevitabile. Serve ricostruire un Partito Comunista Unitario, coeso, credibile, che agisca con prospettiva socialista. Tanto lavoro davanti a noi, e voi da che parte state? Ancora con il Partito Democratico?

A.P.S.

domenica 12 giugno 2016

La vergogna di Rifondazione Comunista

“Ci sedemmo dalla parte del torto, visto che tutti gli altri posti erano occupati” (Brecht)

No! Siamo compagne e compagni che lottano e hanno ancora la forza di dire NO!
No a Renzi, No a Marchionne, No a Fattori, No al PD. Un No di classe, un No proletario, perchè non tutti sono in vendita.

Abbiamo sempre militato con passione per il Partito della Rifondazione Comunista. Tante volte abbiamo chiuso gli occhi per il bene del partito, ma ora BASTA!
E' stato duro ricostruire il partito e la sua credibilità dopo la scissione del 2008. Abbiamo lavorato nel territorio, ricostruito la base, acquistato un minimo di credibilità. Non siamo mai riusciti a creare una vera democrazia interna, e a rinnovare la classe dirigente. Abbiamo fallito, un po' per colpa nostra, un po' perchè ci è stato impedito. Ma siamo sempre riusciti a tenere unito il partito, anche se negli anni tanti compagni ci hanno abbandonato, soprattutto i più giovani.
I direttivi sono diventati sempre più rari, le decisioni prese dalle solite persone e le votazioni, rare, non sempre sono state regolari a livello statutario. E' mancata la democrazia. Le decisioni importanti, soprattutto per le elezioni, o ai congressi, sono spesso state falsate, truccate numericamente.
E' una pratica non solo locale, diffusa. Non è mai stato un grosso problema perchè si è sempre cercato l'unità. Dialettica anche forte, ma mai ha portato ad una rottura. Anche se poi c'erano persone estranee che servivano solo per il voto, anche se erano ignare al dibattito.

Alle ultime elezioni, nonostante le piccole divergenze, avevamo di fronte una scelta al ballottaggio cittadino:
Sostenere una coalizione di centrosinistra, senza PD, con Riggio Sindaco
Sostenere la coalizione del PD e SEL con Cistaro Sindaco.

Abbiamo evitato in tutti i modi uno scontro tra chi voleva sostenere esternamente Riggio, pochissimi, e chi voleva dare al limite indicazione di voto.
Mai, ripetiamo, Mai abbiamo preso in considerazione di sostenere il Partito Democratico, questo Partito Democratico.
L'unità del circolo è sempre stata importante, perchè il partito vive nelle lotte e non si vende per una poltrona o un favore personale. O almeno, non si vendeva. Fino a ieri.
Da due anni è iniziata una relazione pericolosa con SEL, tanti in città sapevano di un accordo con il PD. Probabilmente anche il nostro segretario.
Ci ha sempre rassicurato che "non era così", che MAI saremmo andati in coalizione con il PD.
Ha continuato a ripeterlo anche a chi, con dedizione, ha trascurato la famiglia, gli impegni, per dedicarsi completamente alla campagna elettorale.
Abbiamo portato voti ed ora siamo attaccati in prima persona dagli elettori che sono disgustati dall'accordo con il PD. E hanno ragione, anche noi siamo disgustati.
Ci hanno usato, ingannato e poi tradito. L'accordo con il PD c'era. Era tutto vero.

Il segretario sapeva tutto, dopo il primo turno i candidati della lista (PRC/SEL/Possibile) si sono riuniti e avevano già deciso di sostenere il PD.
Così il giorno dopo la finta assemblea democratica, non regolare a livello statutario, senza comunicazione scritta, non un direttivo, non con i soli militanti, ma numericamente falsata per far si che il SI al PD potesse vincere a maggioranza, attaccando chi si opponeva all'accordo. Il motivo? Era già deciso.
Da anni le convocazioni ai direttivi sono venute a mancare. Incontri occasionali, con le decisioni piombate dall'alto. Questo ha creato malumori in pochi compagni, perchè l'unità del circolo non veniva minata. Nessuno, o pochi, sapevano. Non c'era comunicazione.
Ora invece abbiamo assistito ad una decisione, contraria alla linea nazionale che dice di "essere alternativi al PD", piombata dall'alto, con assenza di discussione, e una votazione viziata con notizie in parte omesse e false, solo per legittimare una decisione che era già stata presa. Presa non per questioni politiche, ma personali.
Consideriamo ciò lesivo della democrazia interna, ma soprattutto dell'immagine del circolo e del partito stesso. Noi tutti ci vergogniamo.

Abbiamo votato e fatto votare Rifondazione Comunista. Come sempre.
Abbiamo ripetuto ai cittadini, ai nostri elettori, quello che ci avete sempre detto: "Mai con il PD, mai con questo PD"
Ci avete ingannato, e noi di conseguenza abbiamo ingannato gli elettori che ora sono inferociti. Siamo delusi noi e sono delusi loro.

Siamo preoccupati. Siamo certi che comunque andrà a finire, con l'alleanza con il PD, la serranda di Rifondazione Comunista rimarrà chiusa, per sempre. Senza più credibilità in città. Avete rotto l'unità di un circolo per una poltrona offerta dal PD di Nichelino, un pessimo PD che ha inglobato nelle candidature tutti i fuoriusciti di Forza Italia. Ci sentiamo delusi, ma anche isolati. Aspettiamo ansiosi un intervento dal segretario provinciale e dal segretario nazionale. Che sanno, ma non agiscono. Non possono o non vogliono? O come tanti compagni stanno aspettando prima l'esito del voto, per poi saltare sul carro del vincitore?

Noi restiamo comunisti, siamo contro Renzi, contro il PD. Ci dissociamo dalla decisione ademocratica di sostenere il PD al ballottaggio.
A noi interessa il lavoro sul territorio, le lotte, e non ci vendiamo al Partito Democratico per una poltrona, anche se "ricca". E non andiamo col PD per vendette personali o perchè qualcuno ci ha negato un favore. Non voteremo PD, e approvando la linea nazionale del Partito della Rifondazione Comunista, voteremo e faremo votare la coalizione di centro sinistra che sfiderà il PD. Lo facciamo con dignità, in linea con la posizione del partito nazionale, ma soprattutto lo facciamo da comunisti veri che non si tolgono il cappello davanti al padrone. Lo facciamo senza chiedere nulla in cambio. Noi siamo la comunità di Rifondazione Comunista di Nichelino che DICE NO AL PD! E non si limita a dirlo perchè chi va con il PD, questo PD, non può essere un nostro compagno

Compagne e compagni di Rifondazione Comunista Nichelino
Compagne e compagni che hanno sostenuto Nichelino in Comune

venerdì 10 giugno 2016

E' ufficiale. Rifondazione Comunista alleata del PD

E' fatta, è ufficiale. I "compagni" hanno deciso, hanno votato. Rifondazione Comunista sarà alleata del Partito Democratico. Succede a Nichelino, alle porte di Torino, il nono comune più abitato del Piemonte con circa 50mila abitanti. Un laboratorio politico, in tutti i sensi. Al ballottaggio ci sarà una sfida "sinistra"

Tolardo Sindaco
Da una parte ci sarà una coalizione di poco centro e molta sinistra, con ex esponenti del PD, sinistra senza partiti, Partito Comunista d'Italia, liste civiche.

Fattori Sindaco
Dall'altra parte il Partito Democratico, il quale ha inglobato in questa tornata elettorale molti esponenti di Forza Italia, e i Moderati. Il Partito della Nazione.

Nichelino in Comune ha deciso, sosterrà il Partito Democratico e, se vinceranno, entreranno in Giunta.  Nichelino in Comune è composta da Rifondazione Comunista, Sinistra Ecologia e Libertà, e Possibile. Ma Possibile subito dopo le elezioni si è smarcata appena a livello nazionale è giunta la notizia che la lista elettorale sostenuta dal partito di Civati stava firmando un accordo con il Partito Democratico

La breve cronostoria. Tutto inizia due anni fa
La storia inizia due anni fa. Rifondazione Comunista, in un direttivo allargato, votava all'unanimità di non dare un appoggio, neanche esterno, al centrosinistra di Riggio che sfidava il PD al ballottaggio. Mentre Sel era in alleanza con il Partito Demcoratico.
La linea di Rifondazione è chiara: "Mai con il Partito Democratico", non volevano sedersi in consiglio sui banchi di nessuna maggioranza.
Il direttivo darà però indicazione di voto: Votare contro il Partito Democratico, votare Riggio.

Pochi giorni dopo, in un incontro segreto, SEL chiese per la prima volta di sostenere il Partito Democratico. Ma non si fece nulla. Il centrosinistra vinse, i Comunisti (del PdCI) entrarono in giunta, il Partito Democratico all'opposizione, Sel fuori dal consiglio.

E proprio in quel momento che SEL inizia a collaborare con Rifondazione. In città, manca ancora un anno alle elezioni, tutti parlano dell'accordo con il PD. Lo scrivono anche i giornali, ma SEL smentisce. Passano i mesi e le voci continuano ad essere sempre più certe.  I "compagni" di Rifondazione negano, nessun accordo. Non faremo mai nessun accordo con il Partito Democratico. Lo dicono in privato, a tu per tu, ma mai pubblicamente. Tutte le volte che gli si chiede di smentire un possibile accordo con il Partito Democratico tacciono. Fanno gli omertosi, non si esprimono. Eppure la linea nazionale indica una rottura con il Partito Democratico di Renzi.

Il 10 marzo il PdCI ci prova un ennesima volta con una lettera aperta

Un certo #Frano sostiene che il centro sinistra capitanato dal #PiddÌ abbia già scelto il candidato Sindaco e su questo siamo tutti d'accordo.
Ora, sul centro non credo ci siano dubbi, sulla destra liberista e palazzinara nemmeno. Invece la sinistra di questo "CentroSinistra" da chi sarebbe rappresentata? Forse da Sel e Rifondazione? Quindi l'accordo è già fatto e siglato? Sel e rifondazione smentiscano le parole del candidato unico, altrimenti evitino di millantare in giro di essere alternativi al PD (Partito della Nazione di Nichelino), quando probabilmente ne sono completamente funzionali.
Cera e Destefano, se ci siete battete un colpo, la Sinistra, quella vera, ha bisogno di sapere da che parte state.


Il silenzio. L'accordo è sempre più una semplice formalità, pronto, ma non ancora ufficializzato. Ogni volta che gli si chiede smentita, pubblicamente non arriva.
Ma quando i comunisti, in privato, chiedono delucidazioni ai dirigenti del PRC gli viene risposto: "mai con il PD" Tutto questo fino al giorno dopo le elezioni, lì mutano registro.

Dal mai con il PD si passa al "valuteremo".
Già martedi i giornali parlavano di accordo già fatto con il PD. La Cera e i suoi si infuriano contro la stampa, ma non smentiscono la possibilità.
Patria del Ribelle annuncia che l'accordo è vicino, ma l'incredulità è generale. Possibile inizia a smarcarsi, dopo le pressioni giunte anche dal nazionale.
Ma perchè invece Rifondazione e SEL non smentiscono? Semplicemente perchè l'accordo è già fatto, ma è presto. Non si deve ancora sapere. Devono prima legittimarlo al loro elettorato, che per fortuna, in parte li ha già abbandonati.
Devono trovare la scusa.. Deve essere credibile, anche se nell'era di internet non è facile. Ed infatti sbagliano i tempi. I più attenti se ne sono accorti, ma loro fingono di no.

Il 9 giugno, alle 15, la coalizione di Sinistra annuncia pubblicamente: "Secondo gli impegni assunti nell'incontro di ieri con Valentina Cera, ho convocato la coalizione e abbiamo deciso all'unanimità che la strada dell'apparentamento sia l'unica per garantire la ricomposizione della sinistra a Nichelino!"

E' fatta. Nichelino in Comune e Rifondazione entreranno in giunta. Hanno l'accordo. Assessore, più due consiglieri in caso di vittoria.
Ma Nichelino in Comune ha già l'accordo con il PD, e nella stessa giornata, poche ore dopo, vota a maggioranza l'accordo con il Partito Democratico.
La motivazione? Il centrosinistra di Tolardo non vuole dargli l'apperentamento. Come se quell'annuncio, fatto ore prime, non esistesse. Eppure chiunque può leggerlo.
Una farsa dei tempi moderni. La politica nel 2016.

La questione è semplice. Vogliono entrare in giunta, ma con il Partito Democratico. Perchè hanno più affinità, sono alleati da sempre, senza mai una interruzione. Sono "compagni" di viaggio. E da più di un anno, che con cura, ci stanno lavorando.
Nel direttivo che a maggioranza ha rotto l'unità del Partito della Rifondazione Comunista sono emersi i soliti discorsi di bertinottiana memoria.
Disonestà, sottomissione politica e culturale al Renzismo e al Partito Democratico.
Dicono di "essere stati costretti" ad entrare in giunta con il Partito Democratico perchè era l'unica scelta possibile. E' stato dichiarato che "non avevamo alternative". In realtà in tutta Italia i comunisti hanno detto No gli accordi con il PD, perchè c'è sempre un alternativa. No, dire No è orgoglio, è politica, è Resistenza. No a Renzi, No al Capitalismo, No a Marchionne, No al Partito Democratico, No al Fascismo.

O forse qualcuno vorrebbe davvero dire che l'unica alternativa possibile è entrare in giunta con il PD?
Con più onesta c'è chi dice che "ci hanno proposto di più". Infatti entrambe le coalizioni hanno proposto di entrare in giunta a Rifondazione Comunista/SEL
Il PD, pare, abbia offerto a SEL/Rifondazione il vicesindaco, e con l'apparentamento in caso di vittoria avrebbe due consiglieri comunali.
E' questo il prezzo politico dell'accordo. E c'è chi, si spinge ancora di più e dice che "per cambiare le cose bisogna essere dentro". E qui ritorna la Rifondazione di Bertinotti. Quella di entrare nei governi  per tentare di cambiare le cose, credendo che si possa fare con questo PD.
Quindi è davvero questa la linea dei comunisti, di Rifondazione Comunista? Entrare nelle giunte del PD, e perchè no, anche nel governo Renzi? O forse diventare tutti un Gennaro Migliore? No, non può essere questa. Non ci voglio credere. Un incubo che si ripete, di nuovo.

A.P.S.

mercoledì 8 giugno 2016

Nichelino in Comune, una poltrona per due



Ferrero e Civati sono stati protagonisti di questa lista, tanto da metterci la faccia in città.

A Nichelino il Movimento Cinque Stelle è stato il primo partito con il 25%, ma non è riuscito ad arrivare al ballottaggio.
La coalizione pùi votata è stata quella di sinistra di Tolardo, composta da società civile, dalla sinistra (in parte espulsa dal Partito Democratico) e dal Partito Comunista d'Italia.
Al secondo posto si è piazzata la coalizione di centro che sostiene Fattori, con il Partito Democratico che ha candidato molti ex Forza Italia.
A Nichelino la sinistra sfiderà il Partito della Nazione di Renzi. E non è la prima volta.

A Roma e Torino il PD andrà al ballottaggio contro il M5S. Fassina e Airaudo hanno già detto che non faranno nessun accordo con il PD. Una scelta non scontata, che va valorizzata. Ieri su diverse testate giornalistiche, locali e nazionali, sono uscite le prime indiscrezioni.
La lista Nichelino in Comune, o almeno una parte di essa, sta pensando di fare l'accordo con il Partito Democratico. Nulla di sorprendente.
Dalla sua nascita la sinistra di Vendola ha sempre sostenuto il Partito Democratico locale, prima con Catizone e poi con Cistaro.

Si sta valutando di fare l'accordo con il Partito Democratico?
Silenzio. Valentina Cera non smentisce, il PD non smentisce, anzi. I "comunisti" di Rifondazione Comunista, sia in privato, che pubblicamente, non smentiscono. Eppure da due anni i "dirigenti comunisti" locali rassicuravano la base, chiedevano il voto affermando: "Mai con il PD". Ci hanno forse preso in giro?
Oggi, a pochi giorni dal ballottaggio, ancora non si esprimono. Valutano, devono ancora decidere cosa gli conviene, devono ancora mettersi d'accordo.

"Mai con il PD" dicevano. Invece su La Stampa esce un quadro diverso.
A Nichelino ci sarà il ballottaggio: da una parte la sinistra, dall'altra il Partito Democratico.

Nel frattempo il Partito Comunista d'Italia ha scritto una lettera aperta ai compagni di Nichelino in Comune

A Valentina Cera e Ai Compagni di Rifondazione.
Cari compagni, ancora una volta Nichelino ha dimostrato come la passione per la politica e l'amore per la Città battono a sinistra. Il PD di Nichelino è tra le forze più reazionarie e conservatrici tanto da aver arruolato tra le sue fila tanti e importanti esponenti ex forzaitalia senza problemi. Il loro candidato Sindaco è quanto di più lontano possa esserci da un'idea di sinistra. Dall'altra parte, quella dove ci siamo noi del partito comunista d'Italia, c'è una vera coalizione di centrosinistra, e un vero sindaco progressista, la nostra Città, tradizionalmente di sinistra, l'ha capito e ci ha premiato mandandoci al ballottaggio come coalizione più votata. In questo scenario quasi l'otto per cento dei cittadini che hanno votato, hanno messo una croce sui simboli del lavoro, la falce e il martello. Abbiamo noi adesso la responsabilità, nei loro confronti, di mettere da parte le nostre piccole e insignificanti divisioni. Insieme abbiamo la possibilità di ancorare ancora più a sinistra una forte coalizione che può dare di nuovo lustro a questa città come ai tempi del Sindaco Comunista Elio Marchiaro. CORRIAMO INSIEME AL BALLOTTAGGIO, mandiamo a casa per sempre le forze reazionarie di questa Città e regaliamo ai nostri concittadini una guida seria. La più a sinistra degli ultimi vent'anni. Un abbraccio di speranza e un saluto a pugno chiuso.


Nel frattempo passano i giorni, ma la domanda di un giornalista locale rimane li, senza risposta.

"Valentina Cera smentisce ogni possibile accordo con il PD?"

Ritornano alla mente i versi di Brecht: "segavano i rami sui quali erano seduti e si scambiavano a gran voce la loro esperienza di come segare più in fretta, e precipitarono con uno schianto, e quelli che li videro scossero la testa segando e continuarono a segare"

La sinistra che si unisce contro il Partito Democratico VINCE, la sinistra che si accorda al Partito Democratico forse guadagna un assessore, ma PERDE. E la sinistra che non fa nessun accordo per il ballottaggio conquista CREDIBILITA'.
In fretta, uscite dal limbo della vostra ambiguità, storica e presente. Prendete una posizione



Per Possibile nessuno schieramento è una valida alternativa.
La corsa all'apparentamento per entrare in Giunta sarà svolta solo da Rifondazione Comunista e Sinistra Ecologia e Libertà.

Qui sotto pubblichiamo il comunicato di Possibile Nichelino
Valentina Cera è l’unica candidata sostenuta da POSSIBILE, Nichelino in Comune è l’unico progetto per la città POSSIBILE. Nessuno dei due candidati in lizza per il ballottaggio rappresenta per POSSIBILE una valida alternativa in quanto entrambi espressioni, piò o meno direttamente, delle politiche portate avanti dal PD. Pertanto, nel rispetto di quanto deliberato dagli Stati Generali e sottoscritto dai tesserati al momento dell'iscrizione, non partecipa alle eventuali trattative in corso o che si svilupperanno da qui al 19 giugno per apparentamenti, indicazioni di voto o accordi di vario genere con il tipo di formazioni e impostazioni a cui ci siamo proposti in campagna elettorale e ci proponiamo quotidianamente come alternativa.
In questi giorni, in realtà da qualche settimana, siamo stati bersaglio facile di provocazioni e attacchi basati su menzogne, illazioni e strumentalizzazione dei mezzi di stampa. Ce ne chiediamo le ragioni. Non abbiamo accettato e risposto pubblicamente, ma questo atteggiamento non può che minare pesantemente le basi di accordi ed eventuali progetti futuri.
La coalizione Nichelino in Comune, cui E’ POSSIBILE Nichelino ha partecipato, ha ricevuto il 5% dei consensi dei cittadini. Un risultato straordinario in un contesto nazionale in cui la sinistra da sola tranne che in pochissime realtà, non ha superato nemmeno la soglia di sbarramento del 3%. Questo risultato permette di operare delle scelte importanti dal punto di vista politico. Noi siamo convinti che il progetto Nichelino in Comune potrà essere realizzato sia dentro che fuori dalle istituzioni. Noi di E’ POSSIBILE non saremo dentro le istituzioni, ma se il nostro contributo avrà fatto in modo da avere candidati in consiglio, allora su di loro viglieremo, staremo con il fiato sul collo nel monitorare le loro azioni affinché i punti di programma vengano rispettati e realizzati.
In sintesi, Possibile non sosterrà al ballottaggio, né si apparenterà con nessuna delle due parti in campo. Come già dichiarato per gli altri Comuni al ballottaggio. Non diamo indicazioni, ritenendo gli elettori in grado di valutare i candidati, le loro storie e i loro programmi e per fare autonomamente le loro valutazioni.

lunedì 6 giugno 2016

A Nichelino la Sinistra sfiderà il Partito poco Democratico

Osservo i dati nazionali. E' un disastro collettivo, comunisti divisi e umiliati. Sinistra da ridere e deridere. Poi però mi ricordo che si votava anche nella mia città. Dove una coalizione di sinistra e comunisti (senza SEL), andrà al ballottaggio sfidando un pessimo Partito Democratico. E sono felice di conoscere persone che hanno generato questo miracolo, li ringrazio per aver magicamente creato l'eccezione nella nostra città! Una speranza di vittoria. Grazie compagni!

Un sogno che non smette di animare la città di Nichelino. Si, il tradimento di Fattori e i suoi "adepti" è stato un brutto risveglio per la città. E non per il commissariamento. Ma perchè quello schiaffo ha ricordato a tutti che cosa è diventata la politica oggi. Il bene comune sottomesso al potere dei pochi o al desiderio di uno. La tristezza di una realtà dura a morire. Ma finito il dolore morale, si è tornati a sognare. Per chi si è perso la microstoria: Clicca qui

Al primo turno la coalizione della sinistra, sostenuta dei comunisti, che sosteneva la candidatura di Tolardo sindaco ha conquistato il primo posto con il 28,8%.

La coalizione del Partito Democratico che sosteneva Fattori sindaco si ferma al 28,1%

Il Movimento Cinque Stelle, con Pepe sindaco, ancora una volta è giunto terzo con il 25,8%.

Tutti gli altri candidati sindaci sono sotto il 5%, in ordine: Cera per Nichelino in Comune, Calandra per la Lega Nord, Marino per Forza Italia, Sinopoli per Fratelli D'Italia e Di Tizio per Nichelino Free.

E' stata la campagna elettorale più personalizzata della storia di Nichelino, come si è notato dal numero elevatissimo di preferenze. Una personalizzazione che ha cercato di compensare il vuoto dei programmi e forse non è un caso che gli elettori hanno premiato la coalizione che più degli altri ha costruito il programma elettorale nei territori, con i quartieri, le associazioni, con la cittadinanza.

2014-2016. Voti a confronto.
La coalizione di Sinistra con Tolardo Sindaco ha aumentato consideravolmente i voti, passando dal 21,9% al 28,8%.
I Democratici per la Sinistra passano dal 6,8% al 15%, la lista Riggio al 6,6%.
La lista D'Aveni in leggero calo passa dal 4,7% al 4,4%.
Il Partito Comunista d'Italia passa dal 1,7% al 2,5%

La coalizione del Partito Democratico che sostiene Fattori Sindaco crolla dal 31,1% al 28,1%
Il Partito Democratico dal 19,3% scenda al 15,9%.
I Moderati (con il PSI) passa dal 5,7% al 4,7.
Nichelino Domani passa dal 4,6% al 6,0%.

Il Movimento Cinque Stelle ancora una volta resta esclusa dal secondo turno nonostante il netto miglioramento.
Si conferma prima partito della città, passando dal 21,5% al 25,3%.

La Lega Nord con Calandra Sindaco, che due anni prima non si era presentata, prende il 4,6%
Sel (insieme a Rifondazione e Possibile) con Cera Sindaco passa dal 4,1% al 4,5%
Forza Italia, con Marino sindaco, crolla dal 7,9% al 4,3%
Fratelli D'Italia con Sinopoli sindaco scenda dal 3,% al 2,6%
La neonata Nichelino Free si ferma al 0,8%.

Due settimane calde in attesa del ballottaggio. Tra gli sconfitti c'è già chi vuole vendersi al miglior offerente e chi invece, coerentemente, ha già dichiarato che non farà nessun accordo per il ballottaggio e non darà alcuna indicazione di voto.

Domenica 19 la cittadinanza sceglierà:
se dare fiducia alla sinistra e ai comunisti votando Tolando per continuare il rinnovamento e il cambiamento.
o se sostenere l'arroganza del vecchio Partito (poco) Democratico locale, scegliendo Fattori.
Ancora una volta: scegliete per il bene della nostra città.

martedì 10 maggio 2016

Nichelino, elezioni comunali 2016

Mini cronostoria. L'ultima giunta Catizone distrugge l'unità della giunta di centrosinistra, Riggio vince le elezioni del 2014, ma un gruppo capeggiato da Fattori, e sostenuto dalla sinistra e Forza Italia, fa cadere la giunta. Nei mesi scorsi il popolo delle primarie del centrosinistra ha scelto Tolardo.

Il primo commissariamento del comune di Nichelino è giunto al termine. Il vecchio potere politico è riuscito a far cadere la giunta di centrosinistra. Sono solo passati cinque anni da quando il candidato sindaco del Partito Democratico, Franco Fattori, veniva epurato dal PD e dalla coalizione del centrosinistra. Fattori denunciò: "ho pagato il fatto di essermi opposto alla scelta del Sindaco di costruire un patto con i vari Buglio, Bonino, Emma, Vitale, predestinato a far eleggere lui stesso onorevole e la Bonino candidata a sindaco. Un progetto che interessa a pochi e non alla città”
Oggi lo stesso Franco Fattori ha siglato un accordo proprio con Buglio, Bonino, Emma, Vitale.
Non è il solo, ma questo nuovo accordo è il più noto ed evidente. Mostra un quadro cinico della realtà politica cittadina, dove ogni alleanza appare casuale, frutto di opportunismi politici.
Sempre attuale è la critica di E. Berlinguer, il quale affermava che "i partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela: scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società e della gente, idee, ideali, programmi pochi o vaghi, sentimenti e passione civile, zero"

Ho visionato le prime bozze dei programmi elettorali. Belli, polposi, interessanti, e come spesso accade mai realizzati, semplice carta straccia. Mi limiterò per questo ad elencare i candidati sindaci, i loro schieramenti, cercando di filtrare un minimo i toni da campagna elettorale

Sono ben otto i candidati sindaci che si sfideranno il 5 giugno 2016. Uno per uno.

Le liste minori
La Lega Nord candida Bruno Calandra. Dopo la brutta figura di due anni fa, torna il partito di Salvini. Una candidatura contro gli errori e le divisioni delle sinistra, ma anche contro le spaccature della destra a detta loro dettate "dal solo interesse di parte". Il boom nazionale di Salvini potrebbe permettere ai leghisti di superare la soglia di sbarramento e ritrovare un posto in consiglio comunale.

Il nuovo cartello elettorale della sinistra chiamato Nichelino in Comune candida Valentina Cera. La sinistra vendoliana che fino a ieri stava con il PD e oggi parteggia con il commissario dopo il disastro elettorale di due anni fa prova ad unire le forze per superare lo sbarramento. La lista ha il sostegno di SEL, PRC e Possibile.

La vera novità di questa tornata elettorale è la lista civica Nichelino Free che candida a sindaco Monica Di Tizio. La lista è formata da diversi dissidenti dei Cinque stelle che hanno lasciato il movimento o altri che erano semplici sostenitori esterni. Nichelino Free non si candida nè contro il M5S, nè contro nessuno. Si presenta come un'esperienza civica alternativa a tutti i partiti presenti in città.

Forza Italia candida Tommaso Marino. Ancora una volta il centrodestra si presenta diviso e lacerato. Sono molti gli ex Forza Italia che hanno abbandonato la nave per approdare nella più affidabile corazzata del PD e della sua coalizione. Abbiamo ora di fronte una nuova Forza Italia, a loro dire "completamente rigenerata, tutti nuovi, brillanti e determinati a fare bene"

Fratelli d'Italia, la destra più coerente, ricandida Andrea Sinopoli dopo il buon risultato di due anni fa. Finito l'effetto forconi in città, e con la ritrovata concorrenza della Lega Nord, il tutto si complica. Ma la formazione politica di destra nazionale, fieramente nostalgica del fascismo e anticomunista, con una squadra affiatata cercherà di ottenere la rappresentanza istituzionale.

Pepe, Fattori, Tolardo. Sarà uno di loro il prossimo sindaco di Nichelino.
La rottura del sistema con la Pepe, il proseguimento del cambiamento con Tolardo o il ritorno al passato con Fattori. Il prossimo sindaco di Nichelino sarà uno di loro, e si deciderà probabilmente al ballottaggio.

Il Partito Democratico, dopo lunghe discussioni e accordi, ha candidato Franco Fattori a sindaco. La coalizione comprende il Partito Democratico, Moderati, la lista civica Nichelino Domani e Nichelino al futuro. Il vuoto lasciato dalla sinistra è stato ricoperto da politici provenienti dalla destra berlusconiana, dove però è il Partito Democratico ad avere l'egemonia. Un ritorno al passato, ma senza sinistra in continuità con il partito della nazione di Renzi.

Il Movimento Cinque Stelle candida Antonella Pepe. Oltre alla lista Nichelino Free sono forti i malumori che potrebbero ridimensionare la sua candidatura, a partire dalle epurazioni cittadine, dall'ex candidato sindaco Cuppari, all'ex consigliera comunale La Colla. Ma sfruttando l'effetto novità e il boom nazionale del movimento di Beppe Grillo, riuscendo a ridimensionare mediaticamente queste diatribe tra attuali sostenitori e i vecchi compagni di viaggio, si potrebbe avere una sorpresa al ballottaggio.

La coalizione di centrosinistra che ha portato al successo Riggio si ripresenta e candida Giampiero Tolardo. La sua candidatura è sostenuta dai Democratici per la Sinistra, dalle liste civice "Riggio per Tolardo Sindaco" e "D'Aveni per Nichelino", ed infine dal Partito Comunista d'Italia. La coalizione uscente si ripresenta per continuare il "cambiamento" contro l'arroganza di questo Partito Democratico, contro le destre per riportare in comune "i migliori ideali presenti nella politica"

In questo link l' Elenco completo dei candidati

Ultime settimane di campagna elettorale. Si voterà il 5 giugno. Informarsi, votare, ma poi impegnarsi per essere cittadini critici ed attivi tutto l'anno. Ma soprattutto sopravvivere alla campagna elettorale dove tutti i partiti mostrano il loro volto buono, per poi indossare l'abito dell'arroganza dal giorno dopo il voto, a potere ottenuto.

(Articolo in continuo progresso. Ultimo aggiornamento 13/05/2016)

Andrea 'Perno' Salutari

lunedì 22 febbraio 2016

Nichelino, contro il PD: Primarie 2016

Nichelino, 2016.
Dopo il terremoto politico, tornano le primarie. Lo strumento elettorale che era nato per la selezione dei candidati, ma che alla prova dei fatti ha dimostrato solo la fragilità democratica del Partito Democratico e dei suoi fedeli alleati. Lotta indecorosa, nutrita di slealtà, fino a denigrare lo spirito della nostra democrazia. Le coalizioni, i partiti, non sono in grado di accettare gli esiti democratici decisi dal popolo. Le primarie mostrano ancora una volta che chi ci governa vive di regole proprie, e sono pronti a sovvertirle se queste minano il loro potere.
Arrivano persino a non riconoscere il principio democratico della sovranità popolare. Succede in tutta Italia, anche nella piccola Nichelino.
Se vince il candidato "prescelto" dai soliti politicanti, le primarie sono un sano esercizio democratico.
Se vince il candidato "dissidente" o non gradito, le primarie non vengono riconosciute e si sovverte l'esito democratico o si rompe l'alleanza sul nascere.

Le primarie 2014
"Ho sempre votato Pd, un partito che sta portando l’Italia fuori dalle secche in cui era finita" (F. Fattori)

Nichelino 2014. Il Partito Democratico e i suoi fedeli alleati (Sinistra Ecologia Libertà, Moderati, Socialisti) indicono le primarie del centrosinistra.
Tre i candidati, Bonino e Riggio (Partito Democratico), Azzolina (Sinistra Ecologia Libertà).
I tre firmano, prima delle elezioni, un documento per ribadire che, qualunque sarebbe stato l'esito, loro sosterranno il vincitore.
Ovviamente, come sempre, il giorno dopo le primarie questo documento non viene rispettato.
Eppure la vittoria della Bonino pareva certa, grazie al candidato di "disturbo" Azzolina che doveva risucchiare più voti possibili a Riggio.
L'arroganza del Partito Democratico compie il miracolo. Vanno a votare quasi 6mila cittadini, vince Riggio.
Il giorno dopo, Bonino e Azzolina, insieme, sovvertono il principio della sovranità popolare non riconoscendo l'esito democratico.
Un'ennesima pagina triste della politica locale, con la sinistra che ancora una volta si è mostrata funzionale ai poteri forti del Partito Democratico.
L'esito di questo caos democratico è storia recente.
Il PD, con il sostegno di Moderati, SEL, Socialisti (e con il sostegno di Forza Italia al ballottaggio) candidano Cistaro.
Le liste civiche, e il PdCI, candidano il vincitore delle primarie, Riggio, il quale diventerà sindaco di Nichelino.

MalFattori
Il potere, la loro brama. Chi è abituato ad averlo, non può tollerare alcuna interruzione della sua carica. Anche se il popolo ha scelto un nuovo corso politico.
La giunta Riggio è durata meno di due anni, l'opposizione ha festeggiato: da Rifondazione Comunista a Fratelli d'Italia, da Sel a Forza Italia, ma soprattutto il Partito Democratico e il Movimento Cinque Stelle. Come è caduto Riggio? Nel modo più vecchio della politica.
Un vicesindaco e la sua "gang" di vecchi politici che abbandonano un sindaco, un patto con gli elettori, perchè in cambio gli è stata proposta una candidatura a sindaco. In città lo stanno chiamando il #Malfattori. Il Candidato del PD, che al secondo turno, avrà con sè tutta la coalizione che ha già sostenuto, senza successo, Cistaro.


Primarie 2016
Tolardo, Sibona, Verzola
Una settimana fa la coalizione "Non fermiamo il cambiamento" ha presentato i suoi candidati.
Una sintesi estrema dei loro interventi.

Tolardo
Siamo riusciti a far arrivare alle persone il nostro obiettivo: cambiare il modo di fare politica in questa città. Le primarie non sono state riconosciute, ci hanno escluso dal Partito Democratico, ci hanno costretto a costruire delle liste civiche e una nuova coalizione e nonostante ciò siamo riusciti a vincere le elezioni. Perchè siamo qua? Perchè un'alleanza basata su un accordo politico ed elettorale è stata tradita da motivazioni indipendenti da questioni politiche, giuridiche, finanziarie. Siamo stati sfiduciati semplicemente perchè c'era un accordo di palazzo che doveva portare il vicesindaco Fattori ad essere il candidato del Partito Democratico. Noi abbiamo scelto le primarie perchè vogliamo partire dalle persone.

Sibona
Per me fare politica non è occupare un incarico, non è sedersi su una poltrona, per me fare politica è poter dare il contributo e sentirsi parte di una comunità. La mia campagna non è incentrata su Vota Sibona, ma è un invito, uno sprone perchè ognuno di voi si impegni per rinnovare la politica, è l'unica strada percorribile per rinnovare, per cambiare le cose. Ma bisogna agire, bisogna impegnarsi, bisogna che le vostre coscienze si risveglino.
E' importante partecipare. Democrazia, il potere al popolo.
Il popolo conta, il popolo siamo noi.
Io voglio candidarmi per passione. Voi dovete credere alle persone che hanno dato dimostrazione, in tempi non sospetti, non durante la campagna elettorale, di vivere quotidianamente nel tempo i propri ideali. Perchè a promettere sono bravi tutti, la differenza sta nel riuscire a pesare se la persona che prende un impegno lo porterà alla fine, con determinazione ed energia.


Verzola
Tre persone si presentano per mettersi in gioco per l'esigenza di differenziarsi in maniera netta da coloro che intendono l'esercizio della politica come mero raggiungimento dei propri obiettivi personali attraverso le scelte imposte nelle cosidette stanze dei bottoni.
Perchè votare Fiodor Verzola, perchè votare comunista? Innanzitutto perchè rappresento un gruppo di persone oneste. Che non hanno mai fatto politica per le poltrone, ma unicamente perchè gli sta a cuore la propria città.
Io vorrei una città in mano ai bisogni dei cittadini e non nelle mani di pochi speculatori palazzinari. Vorrei che la sinistra vincesse per dimostrare di essere in grado di governare le peggiori emergenze della società quotidiana.
Noi siamo la sinistra dell'impegno, della responsabilità.
Noi abbiamo dato il doppio delle case popolari. Siamo quelli delle collette didattiche per le famiglie in difficoltà, siamo quelli della più grande raccolta farmaci per la popolazione palestinese colpita dalla guerra.
Noi vogliamo l'unità della sinistra, siamo la squadra del rinnovamento.
Abbiamo bisogno di qualcuno che difenda le ragioni dei deboli, qui e altrove.

Partigiani della democrazia.
Estratto della lettera di Riggio
"Oggi è sotto gli occhi di tutti l'accordo tra chi ha tradito le Primarie e chi ha tradito un'alleanza. Il primo (Buglio) ha portato al commissariamento il partito, il secondo (Fattori) la città. Lo hanno fatto perché non amano né il partito, né la città"

La coalizione delle liste civiche, più i comunisti, non temono le primarie, e sarano gli unici a riproporle. Dare voce ai cittadini, nella scelta del candidato sindaco, nella scelta del programma. Un esercizio di democrazia, sincero.
I candidati saranno tre. Tolardo e Sibona, che vengono da una lunga militanza nel Partito Democratico, e Verzola del Partito Comunista D'Italia.
Primarie dunque, sfidando tutti, a partire dal Partito Democratico, che ha già dichiarato che chiunque si candiderà contro il partito sarà cacciato via.
A Nichelino la democrazia sfiderà le scelte dei poteri forti. Ma i cittadini avranno il coraggio di sostenerli ancora una volta? Aspettando giugno... lo scopriremo.


Tolardo sindaco (news del 14\03\2016)
Risultati definitivi #primarienichelino!
2322 votanti
Giampiero Tolardo 1465 (64℅)
Sara Sibona 602 (26%)
Fiodor Verzola 225 (10%)
nulle 23
bianche 7

Primarie, contro il PD, partecipate nonostante le ripetute intimidazioni.
Tolardo sarà il candidato delle liste civiche che sfiderà Fattori (PD) e Pepe (M5S)

Andrea 'Perno' Salutari

domenica 6 dicembre 2015

La caduta di Riggio, la sconfitta della sinistra.

La caduta di Riggio
Domani in Consiglio saremo in minoranza, ma c'è un posto in cui siamo in maggioranza: in mezzo alla gente (Riggio)

La Giunta Riggio è caduta, il timido tentativo di rinnovamento è stato stroncato. Il tutto pianificato dal palazzo e non a causa di una contestazione nata dal basso, dai cittadini. Per la prima volta nella sua storia, Nichelino è commissariata, sarà Enrico Ricci, viceprefetto di Torino, a guidarla fino alle elezioni della prossima primavera. Il vecchio potere ha trovato convergenza ovunque nei piccoli e grandi partiti. Tutti uniti contro un progetto, quello del cambiamento di Riggio, ma divisi sull'alternativa da proporre, incapaci di costruire, hanno optato per quello che gli riesce meglio: demolire. Tutto ben manovrato già in primavera. Alcuni curiosi casi cittadini, la pugnalata di Fattori in Giunta dopo l'accordo trovato, l'alleanza in consiglio tra Forza Italia, Partito Democratico e Cinque stelle, la contestazione della sinistra anti Riggio. Tutti insieme, son tornati. E' iniziata la campagna elettorale. Ma voluta da chi? E per quale motivo?
Sperano di ottenere di nuovo il potere, come il Partito Democratico e i suoi alleati, o di conquistare una nuova città, come i pentastellati. Una battaglia a tre, perchè Riggio e i suoi, nonostante la ferita subita, sono combattivi e il Teatro Superga riempito nei giorni scorsi lo testimonia.


Il Catizone tanto amato 
Ci presentiamo con Catizone per la difesa delle fasce più deboli (Uno degli spot di Rifondazione Comunista nelle elezioni comunali del 2009)

Ride, è contento l'ex sindaco di Nichelino.
Il centrosinistra, dai comunisti fino agli ex Forza Italia, lo hanno sempre voluto, sostenuto. Le rotture sono arrivate solo nel 2011, dopo ben 7 anni di governo Catizone, nonostante il proprio programma elettorale venisse sbugiardato punto per punto. E chi osava opporsi veniva epurato, le ambizioni parlamentari del sindaco non erano segrete e si verificarono effettivamente pochi anni dopo. Al posto del comunista Marando, subentrò l'ex candidato sindaco di Forza Italia, il moderato Emma.
Con l'operazione il consigliere Brandolini, dopo un'infinita telenovela, lasciò Rifondazione e passo a Sel. Fu così, in questo parapiglia che ben poco ha a che fare con la politica, che Catizone sostituì l'assessore di SEL, cacciando la Robioglio (da lui stesso scelta), premiando il giovane Azzolina.
Quella che avevano il coraggio di chiamare "sinistra bene comune". Curioso. Chi nel 2011 attaccò Catizone, oggi insieme all'ex sindaco, festeggia la caduta di Riggio.

Cosi quattro anni fa:
Destefano (Segretario Rifondazione Comunista di Nichelino)
"Questo è un atto di una scorrettezza inaudita, che mette in risalto il metodo fascista utilizzato dal sindaco. Catizone ha preferito dare in pasto ai giornali una decisione, tra l’altro presa unilateralmente, prima di confrontarsi con i diretti interessati"

Fattori (ex vice sindaco ed assessore)
"Ho pagato il fatto di essermi opposto alla scelta del Sindaco di costruire un patto con i vari Buglio, Bonino, Emma, Vitale, predestinato a far eleggere lui stesso onorevole e la Bonino candidata a sindaco. Un progetto che interessa a pochi e non alla città”

Maria Antonietta Ricci: "Caro Pino, con un gesto eclatante ti sei disfatto di tre persone di cui non ti fidavi più usando motivazioni che fanno a pugni con l’amicizia e la lontana frequentazione che ti legavano, ad esempio, a Franco Fattori, forse il tuo più fedele e leale alleato. Oggi ti sono amici quelli che ti attaccavano. Caro Pino, hai perso stima e credibilità in città ed hai usato il Pd per il perseguimento dei tuoi fini politici, pianificando il futuro tuo e dei tuoi amici. Azzolina “che fino a ieri era pronto ad impiccarsi, politicamente si intende, ai pali della piazza rossa e adesso pensa di vivere in una conca verde”

Da quel 2011 al 2015, fino alla sconfitta di Cistaro, Sel ha sostenuto sempre il Partito Democratico. Ad ogni azione, sempre più rara, di contestazione da parte dei comunisti verso Catizone, arrivava l'attacco di Sinistra Ecologia e Libertà a Rifondazione. Così Rifondazione Comunista veniva pubblicamente denunciata di allearsi con Forza Italia, di usare "campagne condite di menzogne", di essere "sedicenti comunisti" per poi accusarli di aver "rinunciato alla sfida del governo, escludendosi volontariamente dalla rappresentanza istituzionale". Un conflitto finito solo nell'estate del 2015, quando Sel ha perso i due consiglieri (uno eletto con il Prc) e l'assessore con la sconfitta di Cistaro e la vittoria di Riggio. Da quel giorno Sel è tornata all'operazione Piazza Rossa. Indossare nuovamente gli abiti da compagni alla ricerca di un posto nelle istituzioni. E' bello rivedere SEL all'opposizione, vederli di nuovo "compagni di lotte". E' il teatrino della politica, alimentata dalla campagna elettorale. Ma il fine, ieri come oggi, è sempre lo stesso.


Il Partito Democratico, la farsa primarie e tesseramenti
Pioveva, ma eravamo in centinaia di persone in piazza Di Vittorio e Buglio passava con la sua macchina piano piano, dicendo "Minchia quanti sono!" (Riggio)

Ieri, 12 marzo 2014, i due candidati sconfitti alle primarie Bonino e Azzolina, mi hanno chiesto di fare un passo indietro e si rendono disponibili a costruire un percorso politico diverso. Queste loro affermazioni portano gli stessi a sconfessare quel patto firmato e condiviso con i cittadini. Ne prendo atto. (Riggio)

Le primarie del PD, e i loro tre candidati, si sono affrontati duramente, ma nel rispetto delle regole.
I due sconfitti, Bonino e Azzolina, non accettarono l'esito democratico. Riggio si è trovato così con il consenso dei nichelinesi, ma fu privato del sostegno di Sel e del PD, che poi si unirono sulla figura di Cistaro. Riggio riusci nell'impresa di sconfiggere tutti: Cinque stelle, PD e alleati e le destre.
Nichelino aveva cambiato volto, il PD era all'opposizione. Dopo mesi di corteggiamento e di intenso lavoro a livello regionale, Fattori tramite Gariglio, pare aver ottenuto la possibilità di essere il candidato sindaco, con il sostegno del Partito Democratico. Già il mese scorso la testata giornalistica "Lo Spiffero" svela parte dell'accordo trovato tra Buglio e Fattori, oltre alla denuncia del tesseramento farsa in atto ora nel circolo di Nichelino.
Poca politica, ma tante tessere, si parla di 280 tessere di Buglio/Bonino, 150 provenienti da ex Forza Italia trainate dalla Scaramuzzino, soltanto una 70ina quelle raccolte da Fattori, una 60ina proveniente dall'ex assessore Riontino. Ma tutto quello che succede nel PD, in questo PD, che cosa ha a che fare con la politica?


La sconfitta della sinistra
Il Partito della Rifondazione Comunista di Nichelino, riunito Domenica 01/06/2014, tenuto conto delle sensibilità sui temi del diritto alla casa e delle politiche sociali, dimostrate dalla compagine del Dr. Riggio,vincitore delle primarie del centrosinistra, dà indicazione ai propri elettori e simpatizzanti di votare al ballottaggio Angelino Riggio (Comunicato Stampa del PRC per il ballottaggio)

Alle ultime elezioni:
Rifondazione Comunista è andata da sola, per poi indicare Riggio al ballottaggio. La lista ha preso l'1,8%. Nessun eletto.
Sinistra Ecologia Libertà ha sostenuto il PD di Cistaro, la lista ha preso il 2,2%. Nessun eletto.
I Comunisti Italiani hanno sostenuto il vincitore delle primarie, Riggio. La lista ha preso l'1,7% ed hanno eletto un consigliere.
Tre posizioni diverse, in contrapposizione, come sempre.

La vittoria di Riggio ha riportato i comunisti in Giunta, ha permesso di avere nuovamente una voce in consiglio. Quella voce che anni prima SEL gli aveva sottratto. Quest'anno, ma lo è sempre, la sinistra è stata messa di nuovo alla prova. Superare le divisioni, provare ad unirsi nelle iniziative, nelle lotte, nelle proposte di governo. I Comunisti Italiani, come Sel precedentemente, sono riusciti a rinnovare il proprio organico, prova che Rifondazione ha sempre fallito, per scelta.
Ma non solo, hanno bene lavorato dentro le istituzioni, ed è stata l'unica forza di sinistra ad organizzare iniziative di discussione, di solidarietà.
I farmaci raccolti per i palestinesi, la controinformazione sulla guerra in Ucraina dove è tornato il nazismo, quello vero. Queste e tante altre iniziative boicottate dalle altre forze per una questione di rivalità, di invidie, di scontri personali. Una sinistra che non riesce ad unirsi, mai.
Che vede sempre nel "compagno" a lui più vicino il nemico, nel rivale e si scorda chi dobbiamo combattere: il capitalismo, il malaffare, il sistema.

Un anno di iniziative da una parte e di poca politica dall'altra. Fatta esclusione per gli attacchi personali, già nei primi mesi di governo, contro Riggio, Sarno, e Marando, tre nemici scelti, accuratamente, senza mai attaccare altri. Gli attacci a Marando mi hanno colpito, molto.
Perchè li ho trovati come il simbolo della rottura tra comunisti, come il rancore di chi vuole ottenere ciò che è irregolare, come un'azione nata per dividere, ancora. A che serve fare i compagni se poi i comunicati, a volte dettati persino da altri, sono di tanta ferocia.
La Marando non è mai stata una mia compagna di lotta in questi anni, come non lo è stato chi, da comunista, in questi giorni sta censurando i miei post perchè non graditi. Ma la sinistra va difesa, non attaccata per invidie. E i pensieri vanno ascoltati e non cancellati come stanno facendo in Rifondazione. Mesi fa scrissi questo e lo trovo ancora attuale, in tutto.

Una donna, giovane, piena di entusiasmo e volontà, catapultata in un mondo, quello politico, pieno di invidie, difficoltà, nemici. Esterni, ma anche interni. E' stata accusata, dal primo giorno, di non essere capace. Ma questo non è mai stato un giudizio, ma sempre un pregiudizio. Una sfiducia non per le sua qualità, non per una valutazione oggettiva. La sua colpa è quella di essere assessore al comune di Nichelino, con deleghe impegnative. Una sfida non facile. Difficilissima. Portare giustizia e trasparenza, lì dove le ombre furono invasive.
Una "sinistra unita" dovrebbe sostenere ed aiutare un giovane assessore, di sinistra, invece assistiamo ad un attacco continuo.
La debolezza di una certa "sinistra" si mostra anche nella scelta del nemico. Feroce contro la Marando, docile verso i potenti locali. Alleati di ieri e "forse" di domani. La sconfitta della sinistra che ora si riaccende per la campagna elettorale.
SEL contro PRC/PdCI, SEL/PRC contro PdCI, cambiano le accoppiate anno per anno, ma non il risultato. E tralascio l'universo che sta fuori da queste sigle.

Scontata, sleale, subdola, sinistra.
Una nuova stagione politica, la "sinistra unita",  il nuovo ripartire.
Il copione si rivela identico. Alcuni attori mutano, le strutture politiche si evolvono.
Ma la strategia è la stessa. Scontata, sleale, subdola, "sinistra".
Il partito dominante manovra i più piccoli, come minute marionette.
Sì. La trama si ripete. Obbedire. Dire sempre di sì.
Davanti alle ingiustizie, delle masse, chiudere gli occhi.
Godere di piccoli e fruttosi privilegi. Personali o clientelari.
Alla prima esitazione la marionetta viene scaraventata contro un muro. Ahi.
Ferita, punita e sostituita. Per un turno o per tutta la vita, politica.
Questa è una piccola storia che parla della divisione della sinistra.
Quella che una volta fu comunista e ora viene additata come radicale.
La sinistra divisa è uno strumento del malaffare, della cattiva politica.
Al contrario, una sinistra unita, sarebbe una spina nel fianco dei poteri forti.
Sarebbe l'arma popolare per riconquistare diritti e giustizia sociale.
Da sempre, per questo, i partiti dominanti frammentano la sinistra.
Che sgomita per ottenere un piccolo ruolo. Marionette che urlano "usa me".
I piccoli partiti di sinistra, invece di coalizzarsi vivono un eterno conflitto interno.
Usate, gettate, sostituite, di continuo.
Loro sono bravi a dividerci, ma l'autocritica pone domande:
perchè glielo permettiamo?
Perchè si usa la parola "sinistra" per denigrare i compagni?
Perchè si usa la parola "unità" per frammentare i compagni?
Chi fa il loro gioco è come loro. O Peggio.
Un servo, con l'aggravante del tradimento.
In un secondo distrugge quello che in anni si è costruito.
La chiamavano credibilità politica. Tanto declamata, poco realizzata.
Nel frattempo il partito dominante, il potere, quello vero, osserva e ride.
Ma un giorno, tornerà, la lotta popolare che la farà trionfare, la libertà.


La sinistra che si fa giocare
Rassegnati, non sei capace, non sei idoneo per fare il Sindaco. (Fattori)
Dopo questo schiaffo, Fattori ha scelto di essere schiavo per tutta la vita del signor Buglio (Riggio)


La campagna elettorale è iniziata. In versi, qui sopra, la storia della sinistra nichelinese. Conflittuale, divisa, sempre in vendita. E sempre comprata dallo stesso padrone, il PD, o Pdb (partito di bande)
A che serve, a che gioco state giocando? O siete solo giocati?
Inesistenti nelle lotte, vivi solo in campagna elettorale, conflittuali fino al raggiungimento dell'obiettivo personale, di partito e non di una collettività. Nel frattempo è inizia la campagna elettorale, si cerca di nascondere il passato che emerge, si generano rivalità anche in quei giovani, politicamente, che non hanno vissuto gli scontri di ieri, ma che oggi sono costretti a riviverli. Una guerra che distrugge la sinistra, rafforza il sistema e convince i rivoluzionari, quelli veri, ad abbandonare certe strutture slegate dai conflitti reali. E' caduto Riggio, ma la vera sconfitta, come sempre, è la sinistra. Tutta.
Un malato che non ha alcuna intenzione di guarire.

Andrea 'Perno' Salutari

domenica 16 novembre 2014

Resistere forti senza paura

"La storia e la cultura sono armi imprescindibili per difendere la Patria e il Socialismo"

Le svastiche sui muri non lasciano mai indifferenti. Soprattutto quando vengono incise in una sede che, in minimissima parte, ho contribuito a far crescere. Ma io non ho mai avuto paura delle scritte sui muri. Quello che mi spaventa è la becera ignoranza che ha preso il sopravvento nelle nostre città. Quello che mi terrorizza è l'arroganza dei nostri politici e l'evoluzione di questa nostra "democrazia". Una democrazia che, anno dopo anno, è sempre più denigrata dai cittadini governati, una democrazia che crea sempre più disuguaglianze sociali. Una democrazia che sta fallendo sotto tutti i punti di vista.

Sono giorni, settimane, mesi, che denuncio questo clima d'odio, questa intolleranza verso il diverso o il dissidente. Spesso inascoltato, vivo forte in me questo disagio. Conscio che la nostra ragione non arriva alle loro orecchie, mentre il loro stupido odio si diffonde come un virus. Nei giorni scorsi la sede del Prc Nichelino, che ospita la nostra Biblioteca Popolare Karl Marx, è stata imbrattata con quella svastica che rimanda all'incubo peggiore del secolo scorso. Sono certo che sia opera del solito gruppo di ragazzini deficienti che più volte hanno tentato di assaltare la sede nei mesi scorsi. Mi è capitato di affrontarli diverse volte, anche da solo, e ho potuto constatare la codardia delle loro bravate. Di ragazzini ignoranti si tratta. Non voglio quindi ingigantire l'accaduto. Ma il clima d'odio generato da tanta ignoranza, sempre più diffusa nella popolazione, è evidente. Questo si che è da denunciare.

Non ha senso ingigantire una bravata, anche se una svastisca sulla sede che ospita la Biblioteca Popolare Karl Marx, o quel che ne resta, fa male.
Crea tristezza vedere bande di ragazzini irrompere in quella che è diventata un'aula studio battendo sulla vetrina, inveendo contro Gramsci e invocando il ritorno del Duce, o scemate del genere. Ragazzate, che però si ripetono con frequenza assidua in quel di Via Stupinigi.
Ragazzini che poi, di sovente, scappano o chiedono scusa. Ma che poi, il giorno dopo, tornano ad inveire con questo piccolo circolo che altro non è che l'ultimo luogo fisico dei marxisti cittadini. Pochi metri quadri, spesso disabitati, che rappresentano il declino storico e politico di questa nostra Italia.

Ma fosse solo questo il problema. C'è qualcosa che fa molto più male ....
Fa male vedere il disinteresse che c'è verso i valori egualitari enunciati da Marx, fa male vedere alcuni giovani, sempre di più, denigrare la nostra costituzione, nata dalla Resistenza. La voce di Gramsci, Pesce, Di Nanni, Di Vittorio, e tanti altri svanisce se quei libri non vengono letti e condivisi.
Più di 700 libri di Resistenza Culturale qui hanno trovato ospitalità. Ma non vogliamo limitarci a ricordarla la storia, la vogliamo fare!
Ridare vigore ai nostri ideali di pace, libertà e solidarietà, continuare la lotta per riconquistare i nostri diritti e la giustizia sociale.
Partendo dalla nostra storia, dai nostri ideali e dalla cultura perchè "la cultura è l'unico bene dell'umanità che, diviso fra tutti, anziché diminuire diventa più grande".

In città, dalla brutta parentesi dei forconi in poi, l'aria si è appesantita dall'odio e dall'intolleranza. E non credo il tutto sia casuale. I media alimentano l'odio verso l'immigrato, i mostri del passato si stanno rinvigorendo e prendono forma, si mobilitano, si radunano nella nostra città, nella limitrofa Mirafiori e in tutta Italia. Anche il web non è più un'oasi felice, anzi. Rispecchia il terrore che ritorna.
Ho ormai un rigetto completo per i gruppi stile: "Sei di [il nome della città] se ..."
Tanto odio e arroganza proveniente dalla certezza dell'ignoranza, mentre noi pensanti nuotiamo in un mare di dubbi. Da sempre penso che sul web ognuno mostra solo una parte di sè, spesso quella più gradevole. Siatene certi: sono peggio, molto peggio, di quello che appare qui. Però mi domando: se sul web ognuno mostra il meglio di sè, questi primati dell'ignoranza che mostri sono nella realtà?

Vedo questo fiume di ignoranza trasformarsi in odio per il diverso. Una piena di intolleranza che si abbatte sempre e solo sui più deboli, sugli indifesi. Smarrito il sentiero della solidarietà, della comunità, della fratellanza. Ma che mondo è? Uno straniero, in un mondo che non mi appartiene. Così mi sento. Anzi, che non ci appartiene, perchè l'unica cosa che mi da forza è che solo non sono. Soli non siamo. E se la piena del fiume ci spinge là, noi con ancora più convinzione resistiamo, in "direzione ostinata e contraria"

Non abbiamo scelto il colore della nostra pelle. Non abbiamo scelto la nostra nazionalità. Ma ogni giorno scegliamo quello che siamo, quello che pensiamo, e quello che facciamo. Io solo quello giudico. E trovo triste, molto triste, dover nel XXI secolo ribadire concetti basilari come questo!
Avanti! La Resistenza continua

Andrea 'Perno' Salutari

giovedì 3 aprile 2014

A Nichelino caos democratico. I candidati sindaco

Le primarie del centrosinistra
Il Partito Democratico di Nichelino (e i suoi alleati) è il peggiore d'Italia? Probabilmente no.
Ma le vicende locali mostrano cinicamente la vera natura di un Partito democratico, a fasi alterne.
L'ultima coalizione a sostegno di Catizone (centrosinistra locale) era basata sull'unità che la portò ad ottenere il 70%.
In 5 anni sono stati epurati 4 assessori: Marando (FdS), Merlo (Pd), Robioglio (Sel), Fattori (Pd) ed ora è stato declassato il vicesindaco Daveni (Moderati).
L'attuale vicesindaco è Emma, l'ex candidato sindaco di Forza Italia.
Tutte epurazioni nate per questioni di potere, che nulla avevano a che fare con il buon (o cattivo) lavoro svolto per la città.

Fatta la premessa entriamo nella burla dell'anno chiamata: primarie di coalizione.
La coalizione del centrosinistra invoca le primarie per decidere chi sarà il successore di Catizone.
I candidati erano tre.
Carmen Bonino (PD), sostenuta dalla maggioranza del PD, a partire dal segretario locale (Buglio) e dall'attuale sindaco (Catizone)
Angelino Riggio (PD), sostenuto dalla minoranza di sinistra del PD
Alessandro Azzolina (SEL), sostenuto da SEL e un gruppo di giovanissimi.

I tre firmano un documento per ribadire che, qualunque sarà l'esito, loro sosterranno il vincitore.
La vittoria della Bonino sembra certa, anche perchè il candidato di "disturbo" Azzolina riempie il suo serbatoio di voti. Ma l'arroganza della maggioranza del PD fa il miracolo.
Vanno a votare quasi 6000 cittadini (in una città che non arriva neanche a 60mila abitanti), il vincitore è Riggio.

Ma da subito, sia la Bonino che Azzolina (e di conseguenza poi tutta la coalizione) non riconoscono l'esito democratico dei 6mila cittadini.
Come per dire: in questi 2 mesi di campagna elettorale abbiamo giocato. Noi crediamo nella democrazia, nelle elezioni, nelle primarie solo se vince chi vogliamo noi.
In caso contrario, come questo, non riconosciamo l'esito delle primarie e facciamo finta di niente.

Comunicato di Riggio
Come sapete, sono quasi tre settimane che non rilascio dichiarazioni pubbliche. Sono rimasto in silenzio perché nutro un profondo rispetto per i quasi 6000 cittadini che hanno atteso anche ore per votare un candidato alle primarie del 16 febbraio u.s. Sono sempre convinto che le primarie siano un patto tra i cittadini e i partiti che le organizzano: questi ultimi, infatti, si rivolgono ai primi per chiedere di scegliere il candidato Sindaco.
A Nichelino 5810 cittadini hanno scelto e hanno aderito a quel patto sottoscrivendolo. Il risultato è stato la mia vittoria e quindi la mia candidatura a Sindaco della coalizione del centro-sinistra composta ad oggi da Partito Democratico, Sel e Socialisti.
Oggi la mia candidatura non è in discussione. Io sarò candidato Sindaco di Nichelino. Perché ho assunto un impegno preciso: cambiare il modo di fare politica e di intendere la politica, in particolare a Nichelino.
Ieri, 12 marzo 2014, i due candidati sconfitti alle primarie Bonino e Azzolina, mi hanno chiesto di fare un passo indietro e si rendono disponibili a costruire un percorso politico diverso. Queste loro affermazioni portano gli stessi a sconfessare quel patto firmato e condiviso con i cittadini. Ne prendo atto.
Oggi chiedo ai partiti della coalizione di fare una scelta decisa e chiara: “vogliono anche loro annullare e non rispettare quel patto delle primarie sottoscritto da 5810 cittadini?”. Lo chiedo a Sel , ai Socialisti e anche ai Moderati i quali non hanno partecipato alle primarie ma oggi sono parte della maggioranza amministrativa comunale. Ma soprattutto lo chiedo al mio partito, il Partito Democratico che dovrebbe tutelarmi e aiutarmi a costruire una coalizione sempre più ampia per vincere le elezioni di maggio. I cittadini devono saperlo e visti i tempi molto stretti tutti gli attori politici devono saperlo. Ricordo che il 25 maggio si vota e che il 10 aprile si devono consegnare le liste elettorali.



Ma quanti sono i candidati sindaco di Nichelino?
E' passato ormai un mese e nessuno in città ha ancora capito che cosa sta succedendo, quello che però appare evidente è la guerra di potere appena iniziata.
Il PD avrà, di fatto, tre candidati.

Il PD, per emarginare il vincitore delle primarie Riggio, ha scelto l'ex socialista Santo Cistaro (attualmente senza tessera di partito). La coalizione a suo sostegno sarà eterogenea
La candidatura di Cistaro è sostenuta dal Partito Democratico, dai Moderati di Emma, a SEL di Azzolina, passando dal Partito Socialista di Caracciolo e dalle liste civiche Cistaro Sindaco e No Cemento di Rosati


Il vincitore Riggio ha dalla sua i giovani del suo partito, a partire dagli assessori Benedetto e Sarno.
Con la lista Riggio ci sono vecchi (ex?) comunisti come Novaco ed ex consiglieri di Forza Italia come la Scaramuzzino.
La candidatura di Riggio è sostenuta dalle liste civiche Democratici per Nichelino di Tolardo, dalla Lista D'aveni, dal PdCI di Marando alla società civile di Difendiamo le primarie.


Si diverte l'ex tesoriere provinciale del PD ed ex vice sindaco, Franco Fattori. Ben quattro liste civiche lo sostengono, a sostegno di Fattori anche ex assessore e consiglieri di SEL e Lega Nord (Robioglio e Bellone).
La candidatura di Fattori è sostenuta da Noi per Nichelino, Nichelino domani, Nichelino rinasce, Adesso basta


In attesa di vedere chi tra Cistaro, Riggio e Fattori conquisterà più voti dall'elettorato PD, c'è chi potrebbe avvantaggiarsi di questo caos politico. Il movimento Cinque Stelle potrebbe sbancare se riuscirà ad arrivare al ballottaggio. Il loro candidato sindaco è Domenico Cùppari, architetto ed ufficiale ingegnere dell’Esercito e a suo sostegno ci sono tanti ex elettori delusi del PD e di Forza Italia.


Se nel centrosinistra regna la frammentazione, a destra soltanto due partiti si presenteranno alla sfida elettorale.

La destra che fa riferimento all'ex ministro del Governo Berlusconi (Meloni), candida il fascista Sinopoli che nei giorni scorsi ha voluto subito chiarire la sua posizione sulla revoca, a Torino, della cittadinanza onoraria a Mussolini: "Anche se Torino toglie la cittadinanza onoraria a Mussolini, per noi rimarrà sempre cittadino del mondo il più grande cittadino del mondo"

Forza Italia candida la Maria Pia Parisi, dopo che Forza Italia a livello provinciale ha bocciato l'ennesima candidatura di Parisi senior. Alcuni esponenti di Berlusconi hanno preferito candidarsi nelle liste del centrosinistra.


E poi ...

Rifondazione Comunista candida Luigi Infantino, il più giovane in campo.
Riporto le sue parole:
Il mio impegno nella nostra città, come il nostro programma spiega, è dettato dai principi di chi sceglie di stare da una parte, quella dei lavoratori, sforzandomi di dare voce e corpo ai loro bisogni.
A Nichelino non c’è bisogno di torri da 20 piani sulle rive del Sangone, del quartiere Fuksas, delle spiagge sul fiume, del ballo delle debuttanti, o di altre idee bizzarre. C’è bisogno di classi negli asili, di una mobilità di qualità ed accessibile, di sensibilità per chi vive nell’indigenza e di strumenti per uscirne: siamo comunisti perché non vogliamo la carità, vogliamo che ogni persona esca dalla stato di dipendenza e sia libero di e libero da. Siamo comunisti perché vogliamo una città solidale in cui il diritto all’abitazione sia garantito dall’amministrazione comunale; siamo comunisti perché c’è bisogno di assistenza sanitaria agli anziani e a tutti quelli che non ce la fanno più; siamo comunisti perché pensiamo che i giovani debbano avere una progettualità che dia loro Senso, come per me lo ha dato il Partito Comunista e l’ideale di una società di liberi ed uguali.



 Credo che la nostra città viva un'emergenza democratica.
Una città che ha abbandonato il suo popolo più povero, meno tutelato.
Mentre il disagio sociale cresce, i politici locali si scontrano su battaglie di potere che non interessano a nessuno, se non a loro.

Andrea 'Perno' Salutari

giovedì 27 marzo 2014

Mi Corazón con Venezuela

Il mio cuore è con il Venezuela e il suo popolo perché il socialismo è il futuro dell'Umanità!
Da Nichelino, al fianco della Rivoluzione Bolivariana e del governo Maduro.



"Mi Corazón con Venezuela"
L'iniziativa "Mi Corazón con Venezuela" (Il mio cuore con il Venezuela) è stata creata affinché vi si possano ritrovare tutte le persone che sostengono la causa venezuelana e vogliono dare il loro testimonio di solidarietà al popolo venezuelano in questi momenti. L'idea è quella di far girare nei social network il maggior numero possibile di video e foto amatoriali di persone da ogni angolo del mondo, gruppi sociali, organizzazioni politiche, amici e parenti, ma tutti accomunati dal corazón (cuore) venezuelano.

Tutti i contributi potranno essere liberamente postati sui social network, ricordandovi sempre di taggare @consulvenemilan @gcdimartino @micorazonconvz e di utilizzare il hashtag #micorazonconvzla

Se inoltre volete far parte della grande bacheca virtuale allestita appositamente dal Ministero degli Esteri e dal Ministero per l'Informazione e la Comunicazione del Venezuela per l'occasione, inviate il vostro contributo via mail a culturaconsulvenemilan@gmail.com 

Per scattare una foto:

-Stampa il logo "Mi Corazón con Venezuela" di tuo gradimento e portalo con te. Scrivici sotto il motivo per il quale il tuo corazón è con il Venezuela.
-Scatta la foto in una piazza oppure davanti ad un monumento/luogo d'interesse che renda facilmente riconoscibile la città/il paese in cui ti trovi. Ricordati di far vedere il tuo corazón venezuelano.
-Condividi la tua foto con noi attraverso Twitter, Facebook, Instagram, ecc. Ricordati sempre di taggare @consulvenemilan @gcdimartino @micorazonconvz e di utilizzare il hashtag #micorazonconvzla

giovedì 2 febbraio 2012

Gli studenti di Nichelino nella bufera

Lunedì 30 gennaio Torino dispone la chiusura delle scuole. Sarebbe stupido pensare che tale scelta è stata presa per far stare in vacanza gli studenti.
Lo si è fatto per l'incolumità dei cittadini, studenti, lavoratori, genitori e nonni.
"Considerato il persistere di precipitazioni nevose e il formarsi nella notte di vaste aree ghiacchiate del manto stradale e dei relativi marciapiedi - spiega un comunicato di Palazzo Civico - in via precauzionale e a tutela della incolumità dei cittadini, il sindaco ha disposto la chiusura, domani, delle scuole di ogni ordine e grado, inclusi asili nido e scuole materne su tutto il territorio comunale". (1)

Nichelino ha deciso di non chiudere le scuole perchè non c'erano i rischi di pericolo. Sono stati smentiti dai fatti. Ma il vero motivo qual è?
Il giorno dopo il sindaco di Nichelino su twitter scriveva questa dichiarazione:

"TORINO: Molinette chiude per gelo! Terzo Ospedale d'Italia chiude diversi reparti per gelo da domani a domenica. Dov'è l'efficienza Cota?"

E se la decisione di Catizone fosse tutta politica? E se l'intento era quello di mostrare che la sua città era più efficiente del Piemonte di Cota e della Torino di Fassino? Può la politica mettere i propri interessi davanti alle esigenze della cittadinanza?
In una società fondata sul neoliberismo e sul potere da conquistare a qualunque costo tutto è possibile.
Solo un'ipotesi, ovviamente, ma dalla prospettiva inquietante.

Il "Mercoledi" del 1 Febbraio titolava in prima pagina "Il ghiaccio fa una vittima" riportando l'incidente mortale capitato a La Loggia. Diversi studenti del Maxwell e dell'Erasmo provengono da quella città. A pagina 18 dello stesso giornale un articolo titola: "Il sindaco Catizone sceglie di non chiudere e viene sommerso dalle critiche".
Riporto un commento di un giovane studente dell'Erasmo pubblicato sempre sul "Mercoledi" che fa riflettere: “Sindaco, non mi lamento di essere andato a scuola oggi perchè c’erano solo 30 cm di neve o quello che è! Ma un mio amico disabile con la sedie a rotelle non poteva entrare a scuola oggi perchè c’era troppa neve nel cortile dell’Erasmo. Difatti l’hanno aiutato tre ragazzi... che amarezza. Aveva detto che le strade erano agibili e tutto quanto... Mmm.. da me niente era agibile, si scivolava ovunque. A questo punto poteva chiudere le scuole. Ho detto la mia e la penso così. Spero che mi capisce. La prossima volta secondo me può pensare di più ai ragazzi disabili”.

I collaboratori scolastici, spesso bidelle anziane e non in ottima salute, hanno dovuto spalare la neve davanti alle scuole. Signore di 60 anni che al gelo, hanno dovuto fare uno sforzo fuori dal comune per permettere agli alunni di entrare negli istituti. Le aule non si sono riempite di studenti, perchè i genitori hanno avuto il buon senso di non rischiare l'incolumità dei propri figli. I media avevano avvertito delle bufere di neve di questa settimana e del pericolo gelo che hanno portato e porteranno le temperature molti gradi sotto lo zero.

Molti studenti e genitori hanno pubblicamente denunciato la situazione e in alcuni casi fotografato la reale situazione della città. La bacheca Facebook del sindaco è stata invasa da lamentele, insulti e critiche. Non sono arrivate risposte. Moltissimi commenti sono stati cancellati e alcuni utenti bloccati. Un gesto poco democratico di chi ha paura della critica, di chi ha paura di ammettere gli eventuali errori.
Sulla bacheca del sindaco sono stati segnalati diversi disagi e incidenti (poi in parte cancellati). Auto bloccate, marciapiedi gelati, cadute, ingressi innevati, ecc.

Riporto alcuni commenti pubblicati sulla bacheca per far ben comprendere il clima politico ...

"abbiamo un sindaco che di noi cittadini non gliene frega nulla.. magari se fosse stato vicino alle elezioni avrebbe fatto qualcosa..."
"solita arroganza del sindaco, invece di rispondere ai messaggi li cancella"
"mi spiace, ma sono esterefatto! Neanche un bambino avrebbe fatto un errore simile, mi avevi detto che non mi avresti deluso, beh ci sei riuscito!"

Oggi, dopo una pioggia di critiche arriva il curioso annuncio del sindaco:
"a causa delle previsioni metereologiche avverse e delle previste gelate (fino a -9 gradi) domani, VENERDI' LE SCUOLE A NICHELINO RIMANGONO CHIUSE"

Con cinque giorni di ritardo anche Catizone chiude le scuole a Nichelino, ora che le altre città hanno provveduto a tamponare il problema.
Che dire: uno che nelle emergenze si dimostra molto reattivo.
Una decisione arrivata dopo continue lamentele, critiche, denunce e segnalazioni.

mercoledì 24 agosto 2011

Nichelino operaia e meridionale e la lotta per la casa

L’Italia non ha ancora raggiunto i livelli tragici della crisi abitativa americana, ma la speculazione edilizia da decenni colpisce l’Italia. Con la Brigata Antisfratto siamo impegnati in Torino e provincia nel bloccare i sempre più frequenti sfratti. L’ATC (Agenzia Territoriale per la Casa) qui a Torino da tempo provvede a sfrattare le case popolari per poi rivenderle ai privati. Sempre a più persone viene negato il diritto alla casa e gli acquisti degli immobili è rimasto un privilegio da classe media.

Anni fa avevo trascritto questo stralcio di un bellissimo libro che parlava della lotta per la casa avvenuta a Nichelino. 40anni dopo siamo rimasti in pochi a lottare per il diritto alla casa a Nichelino. Nelle nostre difficoltà siamo riusciti a bloccare sfratti, costruire un movimento e trovare un tetto per chi ne aveva bisogno. Un risultato eroico in una città con un sindaco (PD) indagato per abuso edilizio e una giunta collusa con i costruttori. In una città dove a farla da padroni sono i costruttori, i re del mattone, la vita per la povera gente risulta pericolante. Anche per questo desidero riproporre questo articolo che in parte ricorda una storica lotta dei compagni di Nichelino e dall’altra racconta le radici e la provenienza storica e culturale della nostra popolazione.


Tratto dal paragrafo "Meridionali" del libro "Torino 1969 - Il giorno più lungo, la rivolta di Corso Traiano" di Diego Giachetti

Sul finire degli anni Sessanta, Torino e i comuni della cintura hanno una trasformazione profonda. Aspirati dal possente respiro di quel polmone in espansione produttiva che è la Fiat, migliaia di operai provenienti dalle regioni meridionali hanno raggiunto la città e i comuni limitrofi. Altri sempre meridionali emigrati in Germania e in altre nazioni dell'Europa del Nord, hanno colto l'opportunità di avvicinarsi un poco di più alla famiglia che hanno lasciato al Sud, e si sono trasferiti a Torino, dove il lavoro non manca. La grande impresa Fiat, ma anche tantissime fabbriche dell'indotto e le imprese edili, dopo aver ormai prosciugato da anni il bacino di manodopera costituito dai contadini delle province piemontesi e dagli immigrati veneti, hanno ancora bisogno di nuova forza lavoro. Si comincia quindi ad attingere abbondantemente nel meridione tra popolazioni abituate fin dal secolo precedente a emigrare in cerca di un lavoro. Questa volta però non si va in Svizzera, Belgio, Francia o, oltreoceano: si va al Nord, o in continente per gli abitanti delle isole.
Più del 50% degli immigrati che vivono a Torino sono di origine meridionale e sono soprattutto giovani; il 37 % ha un'età compresa tra i 15 e i 24 anni. Vengono dalla Sicilia (16,4%), dalla Puglia (15,5%), dalla Calabria (7%), dalla Campania (6,6%), dalla Sardegna (4%), dalla Basilicata (3,7%).
Alcuni dati demografici danno immediatamente un'idea di quanto è accaduto in termini di aumento della popolazione.
Nel 1951 Torino aveva 700.000 abitanti e la sua prima cintura qualche migliaio. Nel 1969 gli abitanti della città più quelli della prima e della seconda cintura ammontano complessivamente a 1.600.000. Quartieri cittadini tradizionalmente abitati da operai si sovraccaricano in quegli anni di una massa proletaria senza precedenti. Mirafiori Sud passa dai 18.747 abitanti del 1951 ai. 119.569 del 1969, Lingotto da 23.753 a 42.798, Santa Rita da 22.936 a 88.563. Nei primi tre mesi del 1969 la popolazione di Torino cresce di 8.989 unità, di cui 7.103 nuovi immigrati. Nei 23 comuni della cintura in due mesi la popolazione è aumentata di 3.830 unità, di cui 3.123 nuovi immigrati.
L'engelsiana questione delle abitazioni si fa esplosiva, la costruzione di case popolari non riesce a tenere il passo con la domanda di alloggi da affittare. Similmente agli immigrati extracomunitari odierni, migliaia di meridionali vivono in condizioni disumane dal punto di vista igienico e abitativo, nelle soffitte e negli scantinati fatiscenti del centro storico; taglieggiati da proprietari senza scrupoli, dormono su letti improvvisati, usati in alcuni casi da più operai, secondo la ripartizione turni della fabbrica. Altri, in attesa di una sistemazione, dormono in aule vecchie e sfasciate nei pressi della fabbrica o alla stazione ferroviaria. Chi ha la fortuna di trovare una casa degna di questo nome paga un affitto elevato rispetto al salario che guadagna, più di l0 mila lire per vano dalle 30 alle 40 mila lire per chi ha una famiglia e vive in un appartamento; comunque non ha modo di difendersi da richieste di aumento di affitto, e vive nell'incubo di essere sfrattato da un momento all'altro. Chi non ha famiglia o parenti che lo ospitano mangia come e dove può pastasciutta riscaldata nelle trattorie, la stessa che si portano in fabbrica nel baracchino per riscaldarla di nuovo all’ ora di pranzo; alcuni cominciano a scoprire l'esistenza delle mense universitarie e vi accedono poiché i controlli sono molto allentati in quanto sono specie di "zone liberate" dal movimento studentesco.
Nell'insieme la città reagisce spesso con fastidio e incomprensione delle ragioni che sono alla base di questo degrado della vita sociale e non mancano in quegli anni cartelli con la dicitura "Non si affitta ai meridionali". La città appare loro ostile e diffidente, non hanno radici, non ci sono relazioni sociali consolidate, non c'è appartenenza, non c'è identificazione.

L'impatto con questa città è stato "un disastro", ricorda Andrea Papaleo, capitato a Torino proprio nel mese di gennaio; a lui, abituato a vivere "in un paese dove c'era sempre il sole", sembra di essere arrivato in un altro mondo dove, a causa del freddo, è impossibile chiacchierare con gli amici per strada e i vetri dei bar appannati gli trasmettono "un senso di angoscia incredibile". È difficile adattarsi, gli operai meridionali si sentono incompresi - si lamenta un pugliese - guardati con sospetto, è per questa ragione che "la gente meridionale è molto arrabbiata". Trascorrono il loro tempo libero al bar, molti si sentono soli, non hanno amici, non hanno parenti e conoscenti, soffrono per la mutilazione di una separazione violenta tra i sessi, fatta di miseria e di centinaia di chilometri di distanza [...] senza possibilità materiale di trovare una compagna.
I dipendenti Fiat degli stabilimenti torinesi dai 50.000 che erano nel 1950 sono diventati 128.000 nel 1968 e 140.000 l'anno seguente; le auto prodotte per ogni operaio passano dal 2,1 % del 1950 all' 11,8% del 1968, il numero di vetture prodotte in un anno sale da 118.000 a 1.470.000, circa seimila al giorno; il fatturato tocca la quota dei 1.330 miliardi rispetto ai 180 dei primissimi anni Cinquanta; gli utili netti nel 1968 ammontano a 34 miliardi e mezzo.
Negli stabilimenti lavora una classe operaia composita, un parte appartiene ancora al vecchio ceppo dell' operaio di mestiere torinese, la cui qualifica corrisponde ancora a un saper fare reale che si esercita nel corso dell'attività lavorativa; altri invece sono lavoratori delle linee di montaggio, non qualificati, tutti meridionali. Qui la rotazione della manodopera è abbastanza elevata, il 10% ogni anno lascia la Fiat e cerca un altro lavoro, circa 1.000 operai al mese si licenziano; su 100 nuovi assunti 40 abbandonano dopo poco. La percentuale degli abbandoni cresce nelle officine dove il lavoro è più pesante, monotono, ripetitivo.
Per le categorie più elevate il salario arriva fino alle 140 mila lire; per la stragrande maggioranza dei lavoratori appartenenti alla terza categoria esso oscilla dalle 100 alle 110 mila lire. Certo chi lavora in Fiat nominalmente percepisce un salario più elevato rispetto a quello dei metallurgici di altre province del Piemonte e di altre piccole fabbriche di Torino, ma è uno stipendio difficilmente raggiungibile, perché solo pochi, a causa dei ritmi infernali e del carico di lavoro, riescono a lavorare tutti i giorni del mese. Infatti l'assenteismo ruota attorno al 12-13%, che vuol dire 5-6 mila operai che ogni giorno non si presentano in fabbrica; d'estate la percentuale tocca anche punte del 25%. Si tratta in media di tre - quattro giornate di mutua al mese a cui i lavoratori ricorrono per staccare un attimo, per riposarsi, "per non morire" dicono. Si tratta di lavoratori che non riescono "a tenere dietro ai ritmi di lavoro massacranti" - afferma un operaio - che restano "a casa per conservare la propria esistenza fisica".

All'inizio del 1969 la Fiat ha ancora bisogno di manodopera, per attivare la nuova fabbrica di Rivalta deve assumere 15 mila operai e nuovamente l'attinge al Sud mandando i suoi procacciatori di forza-lavoro nei paesi e nelle città della Campania, della Sicilia e dell' Abruzzo. Arrivano al Nord e si sistemano, se così si può dire, nei quartieri periferici, nei comuni della cintura, o nelle topaie del centro storico, aggravando situazioni sociali già precarie e difficili. Significative sono due testimonianze, riportate sulle pagine de «L'Unità» dell' 10 maggio 1969, di due meridionali appartenenti all'ultima ondata migratoria:

“Siamo in cinque in una stanza decrepita: pensa che l'intonaco che si scrosta per l'umidità mi cade in testa mentre dormo! Pago per dormire e per l'uso di un fornello a gas 14 mila lire al mese.”

“Dormiamo ammucchiati in stanze piccole e umide, paghiamo l'iradidio, dalle l0 alle 15 mila a persona. Noi tre dormiamo in una stanza così piccola che al mattino quando ci si sveglia dobbiamo smontare il letto se vogliamo girare. I vestiti, la roba nostra, siamo costretti a lasciarla in valigia, perché non ci sono armadi, o se ci sono non si possono aprire le portiere, tanto è stipata la stanza. In tutta la pensione c'è un gabinetto solo per 20 persone e, per lavarsi o per andare al cesso, a qualsiasi ora occorre fare la coda..”

Quindicimila nuovi immigrati a Torino significa che entro l'anno arriveranno almeno altre cinquanta - sessantamila persone, in quanto ogni immigrato, appena sistemato tende a chiamare al Nord la moglie, i figli, i parenti e i conoscenti in cerca di lavoro. Appena la notizia si diffonde in città e nei comuni limitrofi i padroni di casa aumentano gli affitti del 30% e iniziano a sfrattare gli inquilini che non sono in grado di sostenere la nuova spesa. Questa volta però la reazione di chi vive nelle case d'affitto diventa protesta organizzata, in poco tempo nei quartieri e nei "comuni della cintura sorgono spontaneamente dei comitati di inquilini che nulla hanno a che vedere con deleghe di partito ma sono l'espressione di assemblee popolari riunitesi casa per casa, lotto per lotto che, in poco tempo, danno vita a una rete di contropotere dal basso che occupa lo spazio d'intervento degli enti locali impotenti di fronte al monopolio e alla speculazione edilizia, oppure obbedienti e conniventi con esso.

Esemplare in merito è la lotta che si sviluppa nel comune di Nichelino che, a causa dell'immigrazione massiccia, è diventato in pochi anni una specie di dormitorio operaio alle porte di Torino, abitato da una popolazione composta da un 60% di meridionali, 23% di veneti e il rimanente 17% provenienti da altre regioni. La maggior parte di loro sono giovani tra i venti e i quarant'anni; i bambini sono circa 5.000 mentre i posti negli asili nido sono 380 e le aule delle scuole dell' obbligo sono 106 per 175 classi. Su una popolazione attiva di 15 mila persone, l'80%, cioè 12.000 sono operai. Solo 1.700 hanno trovato lavoro vicino a casa, gli altri, tra cui un folto gruppo di lavoratori Fiat, che sono 5.200, sono costretti a raggiungere il posto di lavoro a Torino, Moncalieri, Rivalta, Carmagnola, Airasca. Il tempo che essi impiegano per raggiungere il posto di lavoro varia da un massimo di quasi un'ora abbondante a un minimo di 30 minuti. In media circa due ore al giorno se ne vanno solo per andare e tornare dalla fabbrica. La spesa per l'affitto porta via al 70% dei lavoratori da un terzo fino alla metà del salario, mentre il 60% di coloro che hanno acquistato l'alloggio con un mutuo ogni mese si vedono decurtato metà stipendi.

La richiesta di aumento degli affitti da parte dei proprietari di case e l'arrivo delle prime lettere di sfratto provocano una energica protesta che viene raccolta e guidata: dai sedici comitati di inquilini che si sono formati nel mesi precedenti.
Il 13 giugno 1969, al termine di una manifestazione contro il caro-fitti, i partecipanti entrano tutti nel comune e lo occupano, dopo che hanno rifiutato di formare una delegazione per le trattative. Decine di operai, studenti e lavoratori siedono da quel giorno e per dodici giorni consecutivi in assemblea permanente, decisi a mantenere l'occupazione fino a quando il sindaco democristiano non si recherà in Prefettura, assieme a delegazione dei comitati inquilini, per chiedere l'emanazione di un provvedimento straordinario di blocco degli affitti e degli sfratti come affermano i due grossi striscioni posti sulla facciata del Comune: Blocco generale degli affitti, Blocco generale degli sfratti.


Dal municipio occupato partono per Hanoi telegrammi di plauso per la costituzione del governo rivoluzionario del Sud Vietnam, per il Ministro degli Interni, che viene sollecitato a trovare in fretta una soluzione al loro problema, e alla CGIL perché inizi una lotta radicale sulla questione degli affitti e dell'equo canone. L'emblematica lotta dei comitati inquilini di Nichelino, che si svolge contemporaneamente a quella in corso alla Fiat, rompe l'isolamento forzato delle lotte operaie dentro i cancelli, quel "cordone sanitario" che i mezzi di comunicazione borghesi creano intorno ai muri degli stabilimenti. Il senso della lotta, dentro e fuori, nella fabbrica e nel luogo dove si vive il resto della giornata, comincia a unirsi in una sintesi di ribellione verso l'intero sistema sociale e le sue regole, superando settorialità e specificità, trasformandosi in richieste di cambiamenti radicali e sostanziali.