Il calcio non piace più agli italiani
Se il calcio per molti è il nuovo oppio del popolo, bisogna dire che l’amore per questa fantomatica droga è in drastica diminuzione, ma questo non ha assolutamente migliorato la vita della nazione e del suo popolo. Disinnamorarsi dello sport o del calcio business non ha portato concretamente alcun beneficio.
Nel 2009 il 55,6% degli italiani seguivano il calcio, nel 2012 sono scesi al 42%. Un calo del 13% in soli quattro anni. I continui scandali e i sempre meno soldi che fanno volare altrove i campioni stanno riducendo la passione per il pallone. Ma se la serie A sopravvive, i primi a soffrire la crisi del calcio sono le piccole società, i piccoli vivai. Se fino a 20anni fa un bambino aveva solo la scelta della società sportiva a cui iscriversi, oggi il quadro è cambiato. Con società sempre più povere che spesso falliscono e con sempre più bambini che passano da un prato ed un pallone, ad una stanza chiusa ed una consolle.
Il dato più interessante è il mutamento del tifo: più una squadra vince più aumenta i tifosi e in maniera proporzionale aumentano le persone che odiano quella squadra. L’esempio della Juventus è perfetto. La Juventus è la squadra più tifata d’Italia, quasi un italiano su tre tifa Juventus. Milan, Inter, Napoli e Roma sono rispettivamente molto lontane. La Juventus nel 2012 è tornata ad essere la squadra più odiata: (1) (2)
Nel 2010 il 13,4% degli italiani odiava la Juventus
Nel 2011 il 13,6% degli italiani odiava la Juventus
Nel 2012 il 26,6% degli italiani odia la Juventus
L’effetto del tricolore vinto nel 2012 risulta evidente.
Lo sport in Europa
In sette stati dell'Unione Europea la maggioranza dei cittadini pratica regolarmente uno sport, ma negli altri 20 la musica è diversa, l'Italia, insieme a Bulgaria e Grecia è fanalino di coda.
Gli Stati membri dell'Ue si sono impegnati a incoraggiare lo sport attraverso il potenziamento delle strutture e delle occasioni sportive. Da allora lo sport è entrato a far parte delle politiche dell'Unione, ma in maniera molto timida. Lo notiamo tristemente alle olimpiadi, gli italiani per fare sport ad alti livelli si devono affidare alle squadre sportive dell’esercito, della finanza, ecc.
Euro barometro ha fatto un'indagine per la quale sono stati intervistati oltre 26 mila europei appartenenti ai 27 paesi membri. La percentuale di europei che dichiara di praticare uno sport almeno una volta alla settimana è pari al 40%. I cittadini dei Paesi dell'Europa settentrionale tendono a essere più sportivi rispetto alla media europea. Sempre secondo il sondaggio, infatti, le persone che praticano sport «regolarmente» o «con una certa regolarità» sono il 72% in Finlandia e in Svezia, il 64% in Danimarca, contro il 40% della media europea.
Accanto ai Paesi nordici, nazioni «sportive» sono anche Irlanda (dove il 58%), Olanda (56%), Slovenia (52%) e Lussemburgo (51%). Al contrario, i cittadini dei Paesi dell'Europa meridionale praticano poca attività fisica e i fanalini di coda sono Bulgaria, Grecia e Italia, in cui i cittadini che praticano sport regolarmente sono solo il 3%.
E i più pigri? Alla domanda se praticano sport hanno risposto mai:
Grecia, 67% Bulgaria, 58% Portogallo, 55% Italia, 55%
Ungheria, 53% Polonia, 49% Romania, 49% Cipro, 46% Lettonia, 44%
Spagna, 42% Estonia, 41%
MEDIA EUROPEA, 39%
Malta 38% Repubblica Ceca, 37% Slovacchia, 35% Francia, 34%
Regno Unito, 32% Lussemburgo, 32% Germania, 31% Austria, 29%
Belgio, 28% Olanda, 28% Irlanda 26% Slovenia, 22%
Danimarca, 18% Finlandia, 7% Svezia, 6%.
(3)
Lo sport in Italia: il calcio perde il primato
Nel 2006, sono circa 17 milioni 170 mila le persone di tre anni e più (pari al 30,2%) che dichiarano di praticare uno o più sport: il 20,1% lo fa con continuità, il 10,1% saltuariamente.
Tra i motivi prevalenti per cui non si pratica sport al primo posto si colloca la mancanza di tempo(indicata dal 40,2% dei non praticanti), seguono la mancanza di interesse (30,3%), l’età (24,1%), la stanchezza/pigrizia (16,2%), i motivi di salute (14,9%) e i motivi familiari (12,7%) e problemi economici (7,1%). Residuale la quota di coloro che indicano tra le motivazioni la mancanza di impianti o la difficoltà a raggiungerli (3,1%) e gli orari scomodi degli impianti (1,7%).
La grande notizia è che il calcio non è più leader.
Il calcio si conferma come uno fra gli sport più praticati, ma è superato dal gruppo di attività costituito da ginnastica, aerobica, fitness e cultura fisica.
Il calcio risulta praticato da 24,2 mentre il gruppo della ginnastica, aerobica, fitness e cultura fisica coinvolge il 25,2% di sportivi.
Al terzo posto si colloca il nuoto con il 20,8% seguito dagli sport ciclistici (11,7%), dal gruppo dell’atletica leggera, footing e jogging (11,3%) e dagli sport invernali, su ghiaccio e gli altri sport di montagna (11,3%), tra i quali è lo sci alpino a giocare un ruolo prioritario (9%).
Il gruppo dell’atletica leggera merita un’attenzione particolare: gli appassionati di questi sport sono oltre 1 milione 900mila, ma di questi oltre 600 mila si dedicano ad attività che solo in parte possono essere ricondotte a quel complesso di discipline che va sotto il nome di atletica leggera. Si tratta della corsa prolungata (footing, jogging) praticata nei parchi, in città, nei boschi o sulla spiaggia. Tutti gli altri sport raccolgono preferenze inferiori al 7%: è il caso degli sport con palla e racchetta praticati da oltre un milione 100 mila sportivi (6,5%) e della pallavolo che con circa 860 mila praticanti coinvolge il 5% degli sportivi; su livelli inferiori si posiziona invece la pallacanestro con poco più di 610 mila praticanti (3,6%). Allo stesso livello della pallacanestro troviamo le arti marziali e gli sport di combattimento (3,6%). La danza e il ballo (il 6,3%). Infine, agli ultimi posti della graduatoria con frequenze intorno all’1-2% troviamo la caccia e la pesca.
Sempre agli ultimi posti, con percentuali di praticanti bassissime, si collocano anche le bocce, gli sport nautici e gli altri sport con la palla (pallamano, rugby)
L'Italia e lo sport per pochi.
Ogni anno 5,3 milioni di persone morirebbero nel mondo a causa dell'inattività fisica, l’amore per il business calcio è in drastica diminuzione, ma questo disinnamoramento non ha portato alcun beneficio tangibile. L’Italia non è una nazione sportiva, maglia nera d’Europa e non sarà qualche medaglia olimpica delle nostre forze armate ad invertire la tendenza. Lo sport dovrebbe avere un ruolo primario nella società.
Andrea 'Perno' Salutari
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domenica 30 settembre 2012
giovedì 20 settembre 2012
Abbattere il test del moribondo
“Nel prossimo articolo pubblicherò i primi passi per tutti i sedentari che vorranno provare l’ebbrezza di alzarsi dalla poltrona e poter così vivere in maniera più completa la propria vita fisica e mentale. Ho inaugurato questa sezione preoccupato che lo sport da cura dell'umanità ne uscirà vittima.”
Ben ritrovati
Immagino, anzi mi auguro, che il precedente articolo abbia scosso molti di voi, sapere che ogni anno 5,3 milioni di persone muoiono nel mondo a causa dell'inattività fisica è un dato preoccupante. La corsa è uno sport per molti, ma non per tutti. Può essere molto traumatico per le gambe, per questo trovo indispensabile dare qualche suggerimento e guidarvi all’acquisto delle vostre scarpe.
Se infatti è consigliabile, ma non indispensabile usare un abbigliamento tecnico, è assolutamente indispensabile l’acquisto di scarpe da corsa adatte al nostro piede e alle nostre caratteristiche.
Qualche piccolo consiglio …
- Seguire un programma di allenamento, ne trovi diversi gratuiti in internet
- Non strafare, 3-4 allenamenti settimanali sono più che sufficienti.
- Non stressarti sul tempo. Usa un passo confortevole e sciolto che non crei un livello di disagio superiore a quello che il nostro corpo sia in grado di sopportare.
- Stabilisci degli obiettivi e fatti qualche regalo
- Non strafare perché gli infortuni sono sempre dietro l’angolo. Auemtna la distanza o la velocità gradualmente
- Vestiti in maniera adeguata, comfort e leggero.
- Inizia sempre con una camminata di riscaldamento e non dimenticare lo stretching (senza esagerare)
- Senti il tuo respiro e cerca di mantenere una respirazione naturale.
- Corri in un momenti favorevoli e su terreni il più possibili regolari.
La scarpa ideale per evitare e/o ridurre gli infortuni
E l’unico articolo sportivo davvero indispensabile, il consiglio primario è quello di andare in un negozio specializzato dove gli esperti del settore possono realmente consigliarvi la scarpa adatta alle vostre esigenze. Tanti per risparmiare comprano su internet o nelle grandi catene dove non sempre si trova un personale adeguato, per questo do alcune informazioni seminali.
Le scarpe running sono la scelta più importante che un corridore deve effettuare, pertanto fra i tanti modelli disponibili sul mercato, è fondamentale individuare quello in grado di adattarsi al meglio alle tue caratteristiche ed al tuo modo di correre.
Innanzitutto ti sarà utile sapere che le scarpe da corsa si dividono solitamente in 7 categorie principali:
1. Minimaliste A0
Scarpe estremamente leggere, generalmente pesano dai 150/300 gr e sono progettate per favorire il movimento naturale delle articolazioni del piede. Garantiscono una posizione biomeccanica ottimale del piede e contribuiscono a correggere alcuni problemi di postura.
2. Superleggere A1
Pesano meno di 250 gr. e sono indicate per gare e allenamenti a ritmo sostenuto grazie alle doti di flessibilità e ritorno elastico. Consigliate a runner veloci e leggeri senza problemi di appoggio.
3. Intermedie A2
Modelli di peso compreso tra 240 e 295 gr. che garantiscono in generale un buon livello di ammortizzamento. Utilizzabili in allenamenti veloci o in gare dal ritmo moderato, possono presentare leggeri stablizzatori mediali per il controllo della pronazione.
4. Massimo ammortizzamento A3
Calzature dal peso che supera i 300 gr. in grado di offrire il massimo comfort grazie all’elevato potere ammortizzante. Molto diffuse come scarpe da allenamento, sono normalmente utilizzate da runner con appoggio neutro o supinato o da chi usa plantari personalizzati.
5. Stabili A4
Scarpe create appositamente per correggere i problemi di eccessiva pronazione, pesano generalmente oltre i 300 gr. e garantiscono ottime doti di sostegno, protezione e stabilità. Consigliate per pronatori e atleti pesanti.
6. Trail Running A5
Scarpe di peso leggero, molto traspiranti e spesso impermeabili, con suole specifiche per affrontare tracciati sconnessi e di montagna, in grado di assorbire al meglio gli impatti con il terreno e garantire la massima tenuta in discesa e in frenata.
7. Chiodate - Specialistiche A8
Questa categoria include i modelli da campestre e quelli utilizzati nelle diverse specialità su pista. Caratterizzati da volumi e pesi ridotti e da chiodi sull’avampiede (6mm; 9,5 mm, 12 mm) a seconda dell’utilizzo.
La scelta della scarpa deriva da molti fattori, dal peso, dal passo, dal tipo e dalla rotazione del piede, dall’appoggio, dal tipo di terreno, ecci. Anche per questo è utile il consiglio di un esperto, spesso gli infortuni sono infatti causati da una scarpa sbagliata o troppo usurata. In molti negozio specializzati è possibile fare il test dell’appoggio. Per i principianti con appoggio neutro è consigliabile l’uso di una A3 e ricordatevi che le scarpe vanno sostituite ogni 500 - 1.000 km
Iniziare a correre senza bruciare le tappe.
Ogni persona è differente, e sono differenti i tempi di recupero e delle prestazioni.
Il percorso che vi porterà a superare il Test del Moribondo può durare poche settimane o un paio di mesi. Su internet o libri potete trovare diverse tabelle che vi permetteranno di correre per più di un’ora. Ne pubblico una, ma le variabili sono davvero limitate.
1° step: Cammina per 2 minuti corri per 1 minuto x 8 volte
2° step: Cammina per 3 minuti corriper 2 minuti x 6 volte
3° step: Cammina per 3 minuti corri per 3 minuti x 7 volte
4° step: Cammina per 3 minuti corri per 4 minuti x 6 volte
5° step: Cammina per 2 minuti corri per 4 minuti x 5 volte
6° step: Cammina per 3 minuti corri per 6 minuti x 5 volte
7° step: Cammina per 2 minuti corri per 8 minuti x 4 volte
8° step: Cammina per 3 minuti corri per 10 minuti x 4 volte
9° step: Cammina per 3 minuti corri per 15 minuti x 3 volte
10° step: Cammina per 1 minuto corri per 15 minuti x 3 volte
11° step: Cammina per 5 minuti corri per 20 minuti x 2 volte
12° step: Cammina per 5 minuti corri per 25 minuti x 2 volte
13° step: Cammina per 5 minuti 30 minuti di corsa 5 minuti di camminata 15 minuti di corsa
14° step: Camminata per 5 minuti 40 minuti corsa 3 minuti di camminata 15 minuti di corsa 2 minuti di camminata 5 minuti di corsa
15° step: Camminata per 5 minuti 45 minuti corsa 3 minuti di camminata 20 minuti di corsa 2 minuti di camminata 5 minuti di corsa
A questo punto l’ultima prova per lasciarsi scivolare addosso l’etichetta del sedentario pigrone e mettersi i panni del novellino che si avvicina allo sport: il Test del moribondo.
In cosa consiste?
Bisogna percorrere dieci chilometri impiegando meno di un’ora.
Il Test del moribondo è il primo muro fisico e psicologico da abbattere, dopo di chè davanti a noi avremo un universo da esplorare … Buona fortuna.
Andrea 'Perno' Salutari
Ben ritrovati
Immagino, anzi mi auguro, che il precedente articolo abbia scosso molti di voi, sapere che ogni anno 5,3 milioni di persone muoiono nel mondo a causa dell'inattività fisica è un dato preoccupante. La corsa è uno sport per molti, ma non per tutti. Può essere molto traumatico per le gambe, per questo trovo indispensabile dare qualche suggerimento e guidarvi all’acquisto delle vostre scarpe.
Se infatti è consigliabile, ma non indispensabile usare un abbigliamento tecnico, è assolutamente indispensabile l’acquisto di scarpe da corsa adatte al nostro piede e alle nostre caratteristiche.
Qualche piccolo consiglio …
- Seguire un programma di allenamento, ne trovi diversi gratuiti in internet
- Non strafare, 3-4 allenamenti settimanali sono più che sufficienti.
- Non stressarti sul tempo. Usa un passo confortevole e sciolto che non crei un livello di disagio superiore a quello che il nostro corpo sia in grado di sopportare.
- Stabilisci degli obiettivi e fatti qualche regalo
- Non strafare perché gli infortuni sono sempre dietro l’angolo. Auemtna la distanza o la velocità gradualmente
- Vestiti in maniera adeguata, comfort e leggero.
- Inizia sempre con una camminata di riscaldamento e non dimenticare lo stretching (senza esagerare)
- Senti il tuo respiro e cerca di mantenere una respirazione naturale.
- Corri in un momenti favorevoli e su terreni il più possibili regolari.
La scarpa ideale per evitare e/o ridurre gli infortuni
E l’unico articolo sportivo davvero indispensabile, il consiglio primario è quello di andare in un negozio specializzato dove gli esperti del settore possono realmente consigliarvi la scarpa adatta alle vostre esigenze. Tanti per risparmiare comprano su internet o nelle grandi catene dove non sempre si trova un personale adeguato, per questo do alcune informazioni seminali.
Le scarpe running sono la scelta più importante che un corridore deve effettuare, pertanto fra i tanti modelli disponibili sul mercato, è fondamentale individuare quello in grado di adattarsi al meglio alle tue caratteristiche ed al tuo modo di correre.
Innanzitutto ti sarà utile sapere che le scarpe da corsa si dividono solitamente in 7 categorie principali:
1. Minimaliste A0
Scarpe estremamente leggere, generalmente pesano dai 150/300 gr e sono progettate per favorire il movimento naturale delle articolazioni del piede. Garantiscono una posizione biomeccanica ottimale del piede e contribuiscono a correggere alcuni problemi di postura.
2. Superleggere A1
Pesano meno di 250 gr. e sono indicate per gare e allenamenti a ritmo sostenuto grazie alle doti di flessibilità e ritorno elastico. Consigliate a runner veloci e leggeri senza problemi di appoggio.
3. Intermedie A2
Modelli di peso compreso tra 240 e 295 gr. che garantiscono in generale un buon livello di ammortizzamento. Utilizzabili in allenamenti veloci o in gare dal ritmo moderato, possono presentare leggeri stablizzatori mediali per il controllo della pronazione.
4. Massimo ammortizzamento A3
Calzature dal peso che supera i 300 gr. in grado di offrire il massimo comfort grazie all’elevato potere ammortizzante. Molto diffuse come scarpe da allenamento, sono normalmente utilizzate da runner con appoggio neutro o supinato o da chi usa plantari personalizzati.
5. Stabili A4
Scarpe create appositamente per correggere i problemi di eccessiva pronazione, pesano generalmente oltre i 300 gr. e garantiscono ottime doti di sostegno, protezione e stabilità. Consigliate per pronatori e atleti pesanti.
6. Trail Running A5
Scarpe di peso leggero, molto traspiranti e spesso impermeabili, con suole specifiche per affrontare tracciati sconnessi e di montagna, in grado di assorbire al meglio gli impatti con il terreno e garantire la massima tenuta in discesa e in frenata.
7. Chiodate - Specialistiche A8
Questa categoria include i modelli da campestre e quelli utilizzati nelle diverse specialità su pista. Caratterizzati da volumi e pesi ridotti e da chiodi sull’avampiede (6mm; 9,5 mm, 12 mm) a seconda dell’utilizzo.
La scelta della scarpa deriva da molti fattori, dal peso, dal passo, dal tipo e dalla rotazione del piede, dall’appoggio, dal tipo di terreno, ecci. Anche per questo è utile il consiglio di un esperto, spesso gli infortuni sono infatti causati da una scarpa sbagliata o troppo usurata. In molti negozio specializzati è possibile fare il test dell’appoggio. Per i principianti con appoggio neutro è consigliabile l’uso di una A3 e ricordatevi che le scarpe vanno sostituite ogni 500 - 1.000 km
Iniziare a correre senza bruciare le tappe.
Ogni persona è differente, e sono differenti i tempi di recupero e delle prestazioni.
Il percorso che vi porterà a superare il Test del Moribondo può durare poche settimane o un paio di mesi. Su internet o libri potete trovare diverse tabelle che vi permetteranno di correre per più di un’ora. Ne pubblico una, ma le variabili sono davvero limitate.
1° step: Cammina per 2 minuti corri per 1 minuto x 8 volte
2° step: Cammina per 3 minuti corriper 2 minuti x 6 volte
3° step: Cammina per 3 minuti corri per 3 minuti x 7 volte
4° step: Cammina per 3 minuti corri per 4 minuti x 6 volte
5° step: Cammina per 2 minuti corri per 4 minuti x 5 volte
6° step: Cammina per 3 minuti corri per 6 minuti x 5 volte
7° step: Cammina per 2 minuti corri per 8 minuti x 4 volte
8° step: Cammina per 3 minuti corri per 10 minuti x 4 volte
9° step: Cammina per 3 minuti corri per 15 minuti x 3 volte
10° step: Cammina per 1 minuto corri per 15 minuti x 3 volte
11° step: Cammina per 5 minuti corri per 20 minuti x 2 volte
12° step: Cammina per 5 minuti corri per 25 minuti x 2 volte
13° step: Cammina per 5 minuti 30 minuti di corsa 5 minuti di camminata 15 minuti di corsa
14° step: Camminata per 5 minuti 40 minuti corsa 3 minuti di camminata 15 minuti di corsa 2 minuti di camminata 5 minuti di corsa
15° step: Camminata per 5 minuti 45 minuti corsa 3 minuti di camminata 20 minuti di corsa 2 minuti di camminata 5 minuti di corsa
A questo punto l’ultima prova per lasciarsi scivolare addosso l’etichetta del sedentario pigrone e mettersi i panni del novellino che si avvicina allo sport: il Test del moribondo.
In cosa consiste?
Bisogna percorrere dieci chilometri impiegando meno di un’ora.
Il Test del moribondo è il primo muro fisico e psicologico da abbattere, dopo di chè davanti a noi avremo un universo da esplorare … Buona fortuna.
Andrea 'Perno' Salutari
lunedì 3 settembre 2012
La corsa contro la morte
Da quando ho imparato a camminare mi piace correre (Nietzsche)
Lo sport nel XXI secolo
Oggi inauguro una nuova sezione del mio blog dedicata allo sport.
La civiltà umana del XXI secolo contagia tutti, purtroppo anche lo sport. Il calcio e con esso il calciomercato regala le perle migliori, giocatori mercenari e presidenze come avvoltoi. Berbatov nei giorni scorsi ci ha deliziato. Ma lo sport non è solo calcio, è anche tanto sudore e sacrificio. Una medaglia olimpica come Schwazer si dopa per essere ancora competitivo, il sette volte vincitore del Tour De France, Lance Armstrong, lo faceva per entrare nella storia. C'è anche l'altra faccia del doping. Siamo passati dalla "sportività" ad accusare altri di doping solo perchè più forti, pensiamo alla polemica di Carl Lewis contro Bolt e i giamaicani.
Certo, la pressione, la vittoria a tutti costi, obbliga a gesti estremi. Perchè lo sport dovrebbe aiutare a vivere, ma la competizione estrema uccide. Il tecnico della nazionale di pallavolo russa, Ovcinnikov, si è suicidato (pare) a causa della sconfitta delle olimpiadi. Si muore anche di sport. Rileggendo tutto ciò vengono i brividi a pensare che un’altra atleta, Samia Yusuf Omar, è morta su un barcone di immigrati mentre cercava di raggiungere l'Italia. Ma si sa, l'Africa ha problemi più seri. Ad ognuno le proprie priorità.
La poltrona uccide 5,3 milioni di persone all’anno.
L'inattività fisica uccide quanto il fumo, ogni anno 5,3 milioni di persone morirebbero nel mondo a causa dell'inattività fisica, il dato è stato analizzato recentemente da uno studio scientifico di 33 ricercatori pubblicato su The Lancet. Lo studio è stato pubblicato poco prima delle ultime olimpiadi di Londra. Paradossalmente mentre i migliori atleti del mondo gareggiano e rappresentano la propria nazione, c’è un popolo che muore seduto sul suo comodo divano forse proprio mentre guarda in televisione le imprese olimpiche.(1)
La pigrizia dell’umanità la si può notare da piccole cose che incidono sulla nostra vita, l’uso dell’auto anche per fare poche centinaia di metri danneggia sia il nostro fisico, sia l’ambiente in cui viviamo. Secondo lo studio un terzo della popolazione non svolge neanche una passeggiata di 30 minuti e non svolge neanche 3 piccoli allenamenti di 20 minuti di un qualsiasi sport. Ma sicuramente passa moltissime ore davanti ad un PC, una console o una televisione.
Il numero di morti per inattività fisica è in aumento, il dato è gravoso. Nel 2008 furono 5,3 milioni su un totale di 57 milioni di morti in tutto il mondo per malattie, pari ai decessi causati da altre cattive abitudini mortali, come le sigarette, o all'obesità dovuta a uno stile alimentare insano. Secondo lo studio The Lancet se il livello di inattività calasse almeno del 10 per cento, si potrebbero salvare ogni anno mezzo milione di vite umane.
Correre per 10 motivi
1. Correre è il miglior modo per combattere le malattie cardiovascolari. Bastano 30 minuti al giorno 4 giorni a settimana per raggiungere un ottimo livello di forma.
2. Correre fa bene al cuore. Dopo pochi mesi in cui si corre le pareti del cuore si inspessiscono e i ventricoli si ingrandiscono
3. La corsa è uno sport molto economico: servono semplicemente delle buone scarpe e un abbigliamento adeguato.
4. Correre è il metodo migliore per ridurre lo stress
5. La corsa è accessibile a tutti: al parco, in montagna o per la strada, un posto per correre c’è sempre.
6. Correre è il modo migliore per bruciare calorie, dimagrire e/o tonificare
7. La corsa è un metodo di allenamento molto flessibile: si può correre da soli, in compagnia e quando si vuole
8. Correre fa stare decisamente bene: quando si corre regolarmente la forma fisica, l’autostima e la confidenza con il proprio corpo crescono.
9. Correre è facile da imparare: non servono corsi specializzati né insegnamenti particolari come per la maggior parte degli altri sport.
10. La corsa è per le famiglie, per i giovani e per gli individui di ogni età: non ci sono limitazioni, l’importante è che non manchi la passione. (2)
Correre per stare lontani, per stare fuori, per stare soli (Mauro Covacich)
Nel prossimo articolo pubblicherò i primi passi per tutti i sedentari che vorranno provare l’ebbrezza di alzarsi dalla poltrona e poter così vivere in maniera più completa la propria vita fisica e mentale.
Ho inaugurato questa sezione preoccupato che lo sport da cura dell'umanità ne uscirà vittima. E’ una riflessione che spesso faccio quando correndo per la città penso alle conseguenze dell’estrema competitività e dei troppi soldi che circolano, lo sport dovrebbe migliorare la vita, difficile pensarlo quando a pieni polmoni si respira lo smog creato dalla nostra civiltà. Ma forse correre è anche fuggire da tutto questo …
Andrea 'Perno' Salutari
Lo sport nel XXI secolo
Oggi inauguro una nuova sezione del mio blog dedicata allo sport.
La civiltà umana del XXI secolo contagia tutti, purtroppo anche lo sport. Il calcio e con esso il calciomercato regala le perle migliori, giocatori mercenari e presidenze come avvoltoi. Berbatov nei giorni scorsi ci ha deliziato. Ma lo sport non è solo calcio, è anche tanto sudore e sacrificio. Una medaglia olimpica come Schwazer si dopa per essere ancora competitivo, il sette volte vincitore del Tour De France, Lance Armstrong, lo faceva per entrare nella storia. C'è anche l'altra faccia del doping. Siamo passati dalla "sportività" ad accusare altri di doping solo perchè più forti, pensiamo alla polemica di Carl Lewis contro Bolt e i giamaicani.
Certo, la pressione, la vittoria a tutti costi, obbliga a gesti estremi. Perchè lo sport dovrebbe aiutare a vivere, ma la competizione estrema uccide. Il tecnico della nazionale di pallavolo russa, Ovcinnikov, si è suicidato (pare) a causa della sconfitta delle olimpiadi. Si muore anche di sport. Rileggendo tutto ciò vengono i brividi a pensare che un’altra atleta, Samia Yusuf Omar, è morta su un barcone di immigrati mentre cercava di raggiungere l'Italia. Ma si sa, l'Africa ha problemi più seri. Ad ognuno le proprie priorità.
La poltrona uccide 5,3 milioni di persone all’anno.
L'inattività fisica uccide quanto il fumo, ogni anno 5,3 milioni di persone morirebbero nel mondo a causa dell'inattività fisica, il dato è stato analizzato recentemente da uno studio scientifico di 33 ricercatori pubblicato su The Lancet. Lo studio è stato pubblicato poco prima delle ultime olimpiadi di Londra. Paradossalmente mentre i migliori atleti del mondo gareggiano e rappresentano la propria nazione, c’è un popolo che muore seduto sul suo comodo divano forse proprio mentre guarda in televisione le imprese olimpiche.(1)
La pigrizia dell’umanità la si può notare da piccole cose che incidono sulla nostra vita, l’uso dell’auto anche per fare poche centinaia di metri danneggia sia il nostro fisico, sia l’ambiente in cui viviamo. Secondo lo studio un terzo della popolazione non svolge neanche una passeggiata di 30 minuti e non svolge neanche 3 piccoli allenamenti di 20 minuti di un qualsiasi sport. Ma sicuramente passa moltissime ore davanti ad un PC, una console o una televisione.
Il numero di morti per inattività fisica è in aumento, il dato è gravoso. Nel 2008 furono 5,3 milioni su un totale di 57 milioni di morti in tutto il mondo per malattie, pari ai decessi causati da altre cattive abitudini mortali, come le sigarette, o all'obesità dovuta a uno stile alimentare insano. Secondo lo studio The Lancet se il livello di inattività calasse almeno del 10 per cento, si potrebbero salvare ogni anno mezzo milione di vite umane.
Correre per 10 motivi
1. Correre è il miglior modo per combattere le malattie cardiovascolari. Bastano 30 minuti al giorno 4 giorni a settimana per raggiungere un ottimo livello di forma.
2. Correre fa bene al cuore. Dopo pochi mesi in cui si corre le pareti del cuore si inspessiscono e i ventricoli si ingrandiscono
3. La corsa è uno sport molto economico: servono semplicemente delle buone scarpe e un abbigliamento adeguato.
4. Correre è il metodo migliore per ridurre lo stress
5. La corsa è accessibile a tutti: al parco, in montagna o per la strada, un posto per correre c’è sempre.
6. Correre è il modo migliore per bruciare calorie, dimagrire e/o tonificare
7. La corsa è un metodo di allenamento molto flessibile: si può correre da soli, in compagnia e quando si vuole
8. Correre fa stare decisamente bene: quando si corre regolarmente la forma fisica, l’autostima e la confidenza con il proprio corpo crescono.
9. Correre è facile da imparare: non servono corsi specializzati né insegnamenti particolari come per la maggior parte degli altri sport.
10. La corsa è per le famiglie, per i giovani e per gli individui di ogni età: non ci sono limitazioni, l’importante è che non manchi la passione. (2)
Correre per stare lontani, per stare fuori, per stare soli (Mauro Covacich)
Nel prossimo articolo pubblicherò i primi passi per tutti i sedentari che vorranno provare l’ebbrezza di alzarsi dalla poltrona e poter così vivere in maniera più completa la propria vita fisica e mentale.
Ho inaugurato questa sezione preoccupato che lo sport da cura dell'umanità ne uscirà vittima. E’ una riflessione che spesso faccio quando correndo per la città penso alle conseguenze dell’estrema competitività e dei troppi soldi che circolano, lo sport dovrebbe migliorare la vita, difficile pensarlo quando a pieni polmoni si respira lo smog creato dalla nostra civiltà. Ma forse correre è anche fuggire da tutto questo …
Andrea 'Perno' Salutari
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