giovedì 21 giugno 2012

Intervista con la Spina nel fianco

Intervista tratta da CasaPerno&Zora#5 (2006)


1- Quale spina vi vorreste togliere dal fianco? Insomma c’è qualcosa della vostra vita di cui vorreste fare volentieri a meno?
Giuliano: Ora come ora la condizione di disoccupato, magari trovando un’occupazione giustamente retribuita e non i soliti lavori forzati!
Andrea: Farei volentieri a meno della nuova legge sulle droghe e del vaticano, tanto per dirne due…


2- Quali sono i sogni della vostra vita? E cosa desiderate per la band?
G: Preferisco lasciare i sogni alle ore notturne; comunque per gli Spina nel fianco vorrei che continuassimo questa collaborazione, soprattutto ora che cominciamo ad avere dei riscontri e delle soddisfazioni. Diciamo che spero di suonare e trasmettere la rabbia della controinformazione ancora per molti anni.
A: Anche io vorrei che il gruppo continuasse a camminare “sulla cattiva strada”, mi piacerebbe l’idea di fare diversi concerti attraverso le realtà di lotta della nostra scena ancora per molto tempo.

3- Quando ai concerti assistete a risse, quando vedete poca partecipazione dei kids, quando succedono aggressioni da parte dei nazisti; non vi viene voglia di mollare tutto? E per che cosa mollereste tutto?
G: Personalmente penso che per nessuna di queste ragioni mollerei tutto, anche perché altrimenti avrei dovuto appendere le bacchette al chiodo. Certamente nella storia di ogni gruppo si possono fare date positive o pessime, forse proprio per questo abbiamo sempre cercato di superare i momenti difficili trovando nuovi obbiettivi e nuovi traguardi. Ci sono capitati concerti: con 10 persone sotto il palco; con risse causate da ambigui fascistelli (solo in locali “neutrali”); oppure la classica serata dove i suoni sono scarsi e non si riesce manco a mangiare un panino gratis. Nonostante tutto “..continuiamo a suonare, provare a comporre pezzi nuovi, a sudare e bestemmiare…” perché la musica può far crescere la coscienza dei ragazzi e migliorare la scena.
A: Non credo nemmeno io che mollerei anche perché per me la musica è una grande passione in generale, ma la nostra musica nasce con la convinzione di non mollare mai e soprattutto per tutti quelli che non mollerebbero mai.

4- Quando avete deciso di formare la band? E’ filato tutto liscio o avete dovuto superare grandi difficoltà?
SnF: Il gruppo si è formato nel 1998 a Pisa e si identificava nella scena Oi!-StreetPunk. Originariamente i componenti erano Phantomas (chitarra) Davide(batteria), massimo Rude (basso) Mirko P. (voce); in questo periodo incidono due pezzi per la compilation “scorie”. A causa di alcuni problemi organizzativi gli Spina nel Fianco salgono sul palco solo nel 2000; ma con il successivo cambio di formazione (mirko B. alla voce e Luca alla batteria) riescono ad ampliare il proprio repertorio rafforzandone i contenuti di profonda lotta sociale. Si schierano apertamente come gruppo antifascista e anticapitalista. Dopo una trentina di concerti a volte in locali e il più in spazi occupati, nel luglio del 2001, gli spina si sciolgono. Solo dopo alcuni mesi di inattività, finalmente al gruppo si aggiungono Andrea( voce) e Giuliano (batteria) che costituiscono l’attuale formazione.


5- Come è nato il vostro nome? Che significato ha dietro?
G: Bhè vedila così, io ogni volta che associo il nome del gruppo a il suo significato mi viene in mente l’immagine di una scritta su un muro durante un’ occupazione a Pisa: “ I PUNX: la spina nel fianco dei potenti”!

6- In cucina grandi chef o cuochi pasticcioni?
G: …Sopravvivo!!!!
A: Io me la cavo piuttosto bene e mi gratifico spesso con la cucina!

7- Come descriveresti la tua musica a qualcuno che non ha mai sentito una tua canzone?
G: Dipende, se conosce la scena musicale gli direi che facciamo streetpunk, altrimenti gli venderei il CD!
A: Difficile spiegare a parole un genere musicale… gli direi che è abbastanza veloce, potente e fatto con pura incazzatura al 100%!

8- Come deve essere il tuo pubblico preferito?
G: Sicuramente dei miei cloni , con il mio humor e un istinto antifascista! Bello vero?
A: Mi piace il pubblico che ci viene ad ascoltare perché condivide il nostro pensiero e non solo a passare una serata.

9- Fra un paio di mesi ci saranno le votazioni politiche, pensate di votare il meno peggio o credo sia più coerente non delegare nessuno?
G: Io voterò!
A: Anche io voterò
Tiziano: L’odio verso Berlusconi & C., alleato a questo giro anche a tutto l’arco dei neo-fascisti da Veneto Fronte Skinhead a Forza Nuova, non può farci dimenticare che le ricette economiche e sociali del centro-sinistra che già abbiamo avuto modo di provare in passato, sono altrettanto disastrose e impoveriscono i più deboli. Io ed il bassista non andremo a votare come al solito, ma quello che secondo me è importante non è tanto essere o meno astensionisti, quanto lottare contro qualunque governo uscirà vincitore da queste elezioni per riprenderci ciò che continuano a negarci, dal salario ai diritti!!


10- Come nascono i vostri testi e di cosa parlano?
A: I testi nascono da tutto il gruppo, oppure a volte scrivo io e propongo poi a tutti quello che ho scritto, altre volte scrivono gli altri, in pratica dipende molto da come ci gira, usiamo tutte le buone idee che ci vengono in mente. I testi delle canzoni poi di cosa parlano si capisce, cantiamo in italiano apposta, per far capire bene cosa vogliamo comunicare, nella maniera più diretta possibile.
G: Ognuno di noi porta delle idee o già un testo pronto da provare, poi lo controlliamo insieme.

11- Progetti per il futuro?
A: Concerti, concerti… composizione di nuovi pezzi, poi un nuovo disco, ma per ora è un po’ prestino parlarne.


12- Quanto credi sia importante la coerenza tra testi cantati (sopra e sotto il palco) e la propria vita?
A: Per me è importante credere in quello che si fa e soprattutto in quello che si è, se uno poi nella sua vita si perde…bhè, sono cazzi suoi.

13- ”Punk non è solo musica”. Credi sia ora di sfatare questa credenza o vedete in giro ancora tutto questo impegno fuori dal lato strettamente musicale?
G: Ma siamo sicuri che volevi farci questa domanda?
A: Non saprei cosa dirti…maybe

14- Quali band italiane e straniere attuali apprezzi? E con quali sei cresciuto?
G: Ce ne sarebbe da scrivere…..vediamo di gruppi italiani citerei: Nabat, Declino, Cani, Basta; Erode, Wretched, Peggio Punx, Kina, Traumatic, Fall Out. Per le band straniere: Peter and the test tube babies, 999, oxymoron, the oppressed, templars, crisis, Partisans.
A: Io aggiungerei per gli italiani i Wrong boys, poi i Juggernaut, ribadisco i Kina, i Bloody Riot. E per gli stranieri dico: Cock Sparrer, Blitz, Sham 69 ma adoro anche i Gorilla Biscuits…


15- Cosa pensate dell’(ab)uso di alcool e droghe?
G: Io faccio uso smodato di entrambe, ma se è un problema oggi lo dobbiamo a quella merda di Gianfranco Fini!
A: Io personalmente non ho nulla contro l’uso di certe droghe, mentre sono assolutamente contro l’uso di eroina dagli aghi alle stagnole..

16- Come è nata area pirata?
Tiziano: – Area Pirata nacque attorno al ’94, quando occupammo un Centro Sociale a Pontedera in provincia di Pisa ed io pensai da subito che in questo spazio fosse fondamentale occuparsi, oltre che di lotte e questioni sociali e politiche, anche dell’autoproduzione, della distribuzione indipendente della musica, della possibilità di organizzare concerti per i gruppi di base nei vari CSA in Toscana, realizzare una fanzine di base, che allora si chiamava Frammenti Metropolitani... Area Pirata nacque così... Il nome invece viene dall’attività tipica appunto di Area Pirata allora. In quegli anni a differenza di ora, le ristampe di gruppi del passato che si potessero trovare in giro erano veramente scarse e quindi ci attivammo soprattutto in ambito Punk per fare delle raccolte in cassetta con tutto il materiale che avevamo a casa. Ricordo ancora che ci facemmo un bel mazzo per mettere su ben 10 cassette da 90’ di band Punk-HC dal ’77 all’88 da tutto il mondo con un pezzo a testa. All’interno della cassetta, giusto per restare in tema, c’era stampato “piratare per liberare!”... Dopo un po’ le cassette autoprodotte sono state abbandonate e Area Pirata è rimasta una distro indipendente finché con quello che poi è diventato il mio socio, Jacopo di Carrara, non abbiamo deciso alla fine del 2002 di far diventare Area Pirata un’etichetta. Pensavamo e pensiamo infatti che ci fossero band del presente e del passato a cui altri non avevano pensato e che invece secondo noi era il caso di supportare e di far conoscere...

17- Manda un saluto, un grido, un insulto, un rigraziamento, un complimento…tutto quello che vuoi pur di chiudere questa intervista…
A: Ciao a tutti i ragazzi, stay strong and proud!

Andrea 'Perno' Salutari
Pamela Ferrari



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