mercoledì 18 luglio 2012

Hugo Chavez – Il Secondo Piano Socialista 2013-2019

Questo è un programma di transizione al socialismo e di radicalizzazione della democrazia partecipativa e protagonistica”. La transizione dipende dalla “restituzione del potere al popolo
Il potere popolare deve anche essere in grado di modellare tale società nuova



Ecco una sintesi del programma (1)

1. Consolidare l’indipendenza nazionale
Obiettivi strategici quali l’egemonia nelle comunicazioniin modo che in Venezuela tutte le voci siano udite”, il mantenimento del controllo dello stato sul settore petrolifero, il consolidamento di un’impresa statale per lo sfruttamento delle risorse minerarie, l’approfondimento del contenuto politico e sociale dell’industria petrolifera e organismi per la consapevolezza e la partecipazione politica dei lavoratori del settore petrolifero e minerario e del popolo.

Specificamente il piano sostiene che la politica petrolifera deve essere nazionale, in modo che se ne avvantaggi l’intera nazione, e tuttavia anche “popolare” (che coinvolge il popolo) e rivoluzionaria. Per rivoluzionaria s’intende il modo in cui si ottengono le entrate petrolifere, da chi e come sono distribuite.  Il governo continuerà a distribuirle e il popolo gestirà le entrate destinandole a progetti gestiti da consigli comunitari e da altre organizzazioni di base. Lo stesso dicasi delle attività minerarie.

Il piano sottolinea anche l’importanza degli accordi di cooperazione finanziaria ed energetica Cina-Venezuela, compreso PetroCaribe, lo scambio di petrolio con finanziamenti o merci e servizi necessari per lo sviluppo del paese, come macchine agricole, impianti elettrici, medici, ecc. L’ALBA dovrebbe essere rafforzata e il piano propone di progettare meccanismi “nuovi ed efficaci” per la partecipazione del popolo alle entrate dal petrolio, ad esempio con investimenti e risparmi.

La sovranità alimentare e agricola è considerata parte vitale della vera indipendenza. Un obiettivo chiave consiste nell’ “eliminare definitivamente il latifundio (le grandi proprietà)”. Il piano afferma che il 2% dei terreni dovrebbe essere utilizzata per un’agricoltura senza molti limiti, il 4% per una vasta gamma di utilizzi agricoli, il 14% per un numero limitato di alimenti o per la crescita della foresta, il 30% per le coltivazioni più resistenti e il resto del territorio per risorse naturali, come le foreste, la produzione idrica e la biodiversità. Conclude che c’è “terra sufficiente per coprire le necessità della nostra produzione alimentare e i servizi ambientali, se utilizzata razionalmente.”

Le urbanizzazioni saranno attuate in conformità all’uso della terra e la superficie destinata a vegetali a ciclo breve (con l’obiettivo di un aumento complessivo del 50%). Il governo vuole aumentare del 200% l’agricoltura a bassa irrigazione e il piano dettaglia poi una gamma di altri obiettivi simili. Sarà promosso l’uso razionale e sostenibile delle risorse agricole (acqua, sementi, terreni). C’è l’obiettivo di fornire 110.000 trattori di proprietà collettiva, di creare vari progetti produttivi e agricoli in regioni specifiche, di creare e consolidare reti di distribuzione, di creare società di esportazione con paesi come la Cina, la Russia e l’Iran.

Un obiettivo del 50% della produzione agricola dovrebbe essere basato su modelli di produzione alternativa come l’agricoltura famigliare, urbana e semiurbana, l’agricoltura indigena, modelli sostenibili di produzione. Inoltre accrescere le organizzazioni di base e il loro coinvolgimento nelle decisioni e nell’educazione agricole.

In termini di difesa, il piano delinea un aumento dell’attività militare ai confini e un aumento della partecipazione del popolo alla difesa nazionale, il consolidamento dell’unione civico-militare e il rafforzamento della Milizia Nazionale Bolivarista.



2. Costruzione del socialismo bolivarista del ventunesimo secolo
Raggiungimento della “suprema felicità sociale del popolo” e la soddisfazione dei bisogni fondamentali, il cambiamento del sistema economico verso un modello produttivo socialista, una società che sia più egualitaria ed equa, la promozione di una nuova “egemonia spirituale, morale ed etica” (coscienza e valori), il consolidamento e l’ampliamento delle missioni e del potere e dell’autogoverno popolare (della base).

Si sostiene “lo sviluppo della proprietà sociale dei mezzi fondamentali e strategici di produzione, che consenta alle famiglie e ai cittadini venezuelani di godere appieno dei loro diritti economici, sociali, politici e culturali”.

Il governo promuoverà nuovi modi di organizzare la produzione affinché i mezzi di produzione siano al servizio della società, dichiara il piano. Esso democratizzerà i mezzi di produzione, rafforzerà la produzione centralizzata, creerà un sistema di parchi industriali per rafforzare le catene produttive, creerà, mediante l’istruzione,  una cultura del lavoro che si opporrà alla vecchia e attuale cultura della rendita, mira a coinvolgere i lavoratori come “soggetti attivi” e alla partecipazione democratica nel luogo di lavoro, nuovi modelli di gestione delle unità produttive, stimolo della responsabilità sociale nelle imprese piccole e medie e rafforzamento del sistema di distribuzione diretta per aggredire la speculazione capitalista.

In tema di giustizia sociale il piano consiste nel far progredire i diritti e la condizione umana in misura tale da rendere “impossibile il ritorno alla povertà”. “Questa nuova fase – la prosecuzione della costruzione di una società giusta ed egualitaria – richiede lo sviluppo di un sistema di prevenzione, protezione e sicurezza sociale … con una nuova qualità politica.” Ciò implica la costruzione di rapporti di lavoro socialisti, continuando a promuovere “nuove relazioni del popolo con la natura, con lo stato, la società, il luogo di lavoro e la riflessione”, garantendo un sviluppo fisico, cognitivo e morale nel lavoro e condizioni di lavoro salubri (liberazione del lavoro), aumentando la produzione e la distribuzione di libri e riviste del 200%, aumentando le infrastrutture culturali, compresa una “sala di lettura” in ogni municipalità (336 in totale), aumentando le organizzazioni culturali comunitarie, la sicurezza sociale per gli operatori culturali, come gli artisti e i musicisti, migliorando la condizione degli alloggi e delle infrastrutture per i popoli indigenti e accelerando la demarcazione dei loro spazi consegnando titoli di proprietà, aumentando la presenza di missioni sociali nei loro spazi rispettando nel contempo la loro cultura e le loro tradizioni.

Approfondire l’eguaglianza di genere e la partecipazione delle donne, coinvolgere i giovani nei programmi ricreativi che promuovono valori socialisti e rafforzare l’organizzazione della gioventù attraverso la creazione di 3.000 comitati giovanili, incorporare organizzazioni nella trasformazione sociale dei detenuti, migliorare le infrastrutture delle carceri e combattere l’impunità nel sistema legale, coinvolgere le masse nelle comunità e in sport amici dell’ambiente includendovi l’obiettivo di ridurre del 50% la “sedentarietà”, consolidare i 4.500 punti di alimentazione gratuita  in centri anche di istruzione e attenzione nutrizionale, consolidare la rete delle farmacie di base, sviluppare il Sistema Economico Comunitario con varie forme organizzative di produzione sociale, quali la proprietà sociale, le unità famigliari, i gruppi di scambio solidare ecc., sviluppare il coordinamento tra i consigli comunitari e i consigli dei lavoratori.

In termini di organizzazione e partecipazione di base, il piano consiste nell’accelerare la promozione della partecipazione popolare alla formazione di consigli comunitari, sedi di battaglie sociali, comuni socialista, città comunitarie, federazioni e confederazioni comunitarie, compreso l’obiettivo di creare 3.000 comuni socialiste per raggruppare 39.000 consigli comunitari. Il piano fa riferimento al trasferimento di competenze e di gestione dalle istituzioni a tali organizzazioni e al consolidamento di un sistema di articolazione tra le organizzazioni di base tale che esse trascendano l’azione locale, promuovendo nuovi comitati nei consigli comunitari, ad esempio per i più anziani e deboli, comitati sportivi e creando spazi di apprendimento basati sulle comunità.

“Promuovere e consolidare un’economia produttiva, redistributiva, post-redditiera e post-capitalista, basata su un vasto sostegno pubblico, sociale e collettivo di proprietà dei mezzi di produzione. La possibilità di pianificazione sociale in autentica sincronia con la pianificazione centrale e lo sviluppo di forme diverse di organizzazione socio-produttiva sostenute in una varietà di tipi di proprietà … compresa la proprietà sociale, la proprietà indiretta, la proprietà familiare e gruppi di scambio basati sulla solidarietà.” Il piano promuove la creazione di imprese di proprietà sociale, con un obiettivo di 30.000 di esse, e un ulteriore obiettivo di creare 3.000 banche comunitarie per “consolidare la nuova architettura finanziaria del potere popolare.”

Inoltre, per quel che riguarda la criminalità, combattere la corruzione e la burocrazia e, di più quanto a partecipazione, il piano mira a riformare il sistema penitenziario con una focalizzazione sulla riabilitazione, a continuare a promuovere il controllo sociale, a stabilire un sistema permanente di comunicazione per “dare ascolto alle persone organizzate e depoliticizzate per la … costruzione collettiva dello stato socialista, secondo il principio dell’ “ordinare obbedendo”, a creare procedure in cui le persone possano intervenire nell’amministrazione dei dipendenti pubblici. Pianificare e trasferire responsabilità alle comuni, ai consigli comunitari, ai comitati tecnici, ai movimenti, ai consigli dei lavoratori, ecc.; rafforzare una “cultura rivoluzionaria” nel servizio pubblico, rafforzare l’idea che i dipendenti pubblici esistono per servire il popolo, creare una scuola di istruzione (formazione, coscienza) di quadri per i lavoratori delle istituzioni statali, snellire il processo burocratico e tutto il lavoro cartaceo e le procedure prescritte dalle istituzioni statali unificando i criteri e la tecnologia e cancellando tutte le prescrizioni superflue.

Per affrontare il “carattere classista e razzista  e l’impunità” del sistema giudiziario, aumentare il numero dei tribunali, migliorare le infrastrutture attuali e sviluppare nuovi “spazi fisici per nuovi tribunali”, promuovere la coesione di tutti gli strumenti giudiziari (come le leggi) nel sistema giudiziario, addestramento e formazione della coscienza dei giudici e dei pubblici ministeri per sviluppare una “cultura di responsabilità nell’amministrazione della giustizia”, consolidare “piani integrali di prevenzione” basati sulle comunità e particolarmente mirati ai giovani dei settori vulnerabili, attivazione a livello nazionale del servizio di polizia comunitaria, completamento del processo di rifondazione dell’organismo inquirente, il CICPC, rafforzamento degli organismi di pubblica sicurezza con migliore equipaggiamento e migliore tecnologia di comunicazioni, promuovere meccanismi alternativi di soluzione dei conflitti attraverso l’installazione di Case di Giustizia Penale in municipalità prioritarie e centri comunitari per la soluzione dei conflitti, espandere la nuova università della polizia ad altri sette stati. Rafforzare l’utilizzo dei media per aumentare il sapere e come “strumento di addestramento della coscienza nella transizione al socialismo” e come spazi di articolazione di base.



3. Fare del Venezuela una potenza sociale, economica e politica in America Latina e nei Caraibi
Sviluppare la potenza economica nazionale, approfittando del potenziale offerto dalle risorse del Venezuela, di approfondire la dottrina militare bolivarista, di continuare a svolgere un ruolo da protagonista nel processo di costruzione dell’unità dell’America Latina e dei Caraibi e, in particolare, di promuovere l’ALBA, Petrocaribe, UNASUR, CELAC e così via.

Il piano inquadra quel che segue affermando che è importante capire che il potere politico deriva dal rendere concreta la democrazia partecipativa e che tale potere economico è percepito come ricchezza nazionale al servizio del popolo.

Energia e miniere: sviluppare il potenziale degli idrocarburi mediante uno “sfruttamento razionale” e una politica di conservazione delle risorse naturali esauribili e non rinnovabili con un obiettivo di 6 milioni di barili al giorno entro il 2019 (circa il doppio della produzione attuale).  Costruzione di infrastrutture quali raffinerie, accrescere la capacità di immagazzinamento nella Zona Petrolifera dell’Orinoco.  Costruzione di cinque ulteriori impianti termoelettrici, sviluppo della potenziale della zona venezuelana del gas e ricerca di nuove riserve di gas, aumento o miglioramento delle reti di trasporto e distribuzione del gas e del petrolio, rafforzamento ed espansione dell’industria petrolchimica. Aumento del 43% della produzione di fertilizzanti al fosfatici e azotati per convertire il Venezuela in un esportatore di fertilizzanti; aumento della produzione di resine plastiche e del settore chimico, prosecuzione dello sviluppo di più fabbriche Petrocasa  (obiettivo 10 nuove fabbriche e 50.000 case all’anno), creazione della scuola di addestramento ‘Istituto Tecnico del Petrolio Socialista’; creazione di un istituto di ricerca che si occupi dei minerali derivanti dal trattamento del greggio; sincronizzazione della produzione del petrolio con la domanda. Diversificazione della produzione di elettricità, favorendo l’uso del vento, del gas naturale e del carbone, e completamento dei progetti di impianti idroelettrici; dettagli per il miglioramento della generazione di elettricità e dell’efficienza della generazione, compresi diversi impianti e sottostazioni, e dettagli tecnici. Aumento delle riserve minerarie (specificati vari minerali e varie località, comprese miniere d’oro e di diamanti: il piano sostiene che sono destinate alle riserve internazionali). Tutto questo è realizzato, o ne è programmata la realizzazione, attraverso una combinazione di società di “proprietà sociale” e di società miste. Sviluppo della tecnologia mineraria che “diminuisca l’impatto ambientale e la quantità di materiali di scarto.”.

Il governo vuole espandere l’industria forestale a tutti i livelli della catena produttiva, specialmente nel settore dei mobili, delle case, della carta e di altre forniture industriali. Industrializzazione del settore edilizio. Modernizzazione e aumento del potenziale di produzione di imballaggi. Concentrazione sullo sviluppo e sul trasferimento tecnologico e creazione anche di piani e reti di produttività basate sulla localizzazione delle risorse e sul loro utilizzo razionale ed efficiente. Continuare a cambiare il modo in cui operano le grandi industrie con addestramento dei lavoratori per adottare tecniche e tecnologie che siano più efficienti e umanizzanti. Generare meccanismi di circolazione del capitale quali fonti di finanziamento che “sfidino la logica del capitale”. Mantenere e accrescere i sistemi di acquisto pubblico, come le conglomerate, le piccole e medie aziende e le aziende comunitarie. Il piano elenca progetti specifici da rafforzare, finanziare, modernizzare o creare, progetti quali la lavorazione dell’alluminio, il settore automobilistico, gli elettrodomestici, i materiali da costruzione, le plastiche, i prodotti per l’igiene personale, l’agroindustria, i telefoni cellulari, macchinari, silvicoltura, tessili e calzature, con l’obiettivo che in tutte queste industrie il Venezuela sia o diventi “sovrano”. Rafforzamento del turismo e della posizione internazionale del Venezuela nel settore turistico, mirando a triplicare il numero dei visitatori del paese.

Difesa militare: “Il nostro paese promuove la cooperazione pacifica tra le nazioni, preme per l’integrazione dell’America Latina e dei Caraibi e per il principio dell’autodeterminazione ed è contro l’intervento negli affari interni di ciascun paese, perciò la nostra potenza militare è chiaramente difensiva e deterrente, non minaccia nessuno né ha intenzioni invasive.” In tal senso il piano mira a rafforzare l’industria militare venezuelana, a sviluppare una tecnologia propria e a migliorare l’addestramento.

Nuova struttura geopolitica nazionale: approfondire l’integrazione e l’equità sociale nazionali in tutte le diverse zone del Venezuela, sviluppo delle strade per integrare meglio le regioni ed anche le aree produttive del paese e migliorare la viabilità rurale, migliorare l’infrastruttura della cintura petrolifera per la popolazione che vi risiede, incorporazione del riconoscimento della cultura popolare nei processi di pianificazione, prosecuzione della costruzione di acquedotti e di altre infrastrutture al fine di garantire la fornitura dell’acqua. Creare distretti motori dello sviluppo con priorità variabili a seconda delle regioni: gli stati di Aragua e Carabobo, ad esempio, si concentreranno sull’assemblaggio di veicoli e sua soluzione strutturale per la crescita del Lago Tacarigua, altri sullo sviluppo di città socialiste, o sull’agriturismo, eccetera. Promuovere zone concentrate sull’agricoltura al fine di garantire la sicurezza alimentare nazionale. Creare una società nazionale di trasporti per migliorare il servizio dei trasporti pubblici e ridurre la dipendenza dalle automobili e l’alto consumo di carburanti.  Completare le ferrovie settentrionali e avviare quelle meridionali. Pianificare lo sviluppo di aree urbane e cittadine attraverso il protagonismo della base e le missioni edilizie.  Realizzare città compatte, con edifici bassi e alta densità. Costruire 2.650.000 nuove case o unità residenziali e migliorarne 1.000.000.  Migliorare una gamma di servizi urbani quali la distribuzione dell’acqua, dell’elettricità, della telefonia e di Internet. Costruzione di abitazioni in funzione della produzione nell’area interessata e anche di spazi produttivi a basso impatto ambientale nelle aree residenziali.



4. Contribuire allo sviluppo di una nuova internazionale geopolitica per un mondo “multicentro” al fine di garantire la pace.
Proseguire il percorso verso un mondo multipolare senza dominazioni imperiali, continuare a smontare il dominio neocoloniale, consolidare l’identità nazionale e latinoamericana (“La nostra America”), eliminare o ridurre a livelli non vitali i rapporti economici e tecnologici con tali “centri di dominazione imperialistica” per una maggior uguaglianza nel mondo.

Chavez spera di rafforzare l’ALBA come “spazio vitale di relazioni politiche per la rivoluzione bolivarista” e di promuovere il suo ruolo di avanguardia nei processi di cambiamento in America Latina, ad esempio attraverso l’UNASUR e la CELAC (e anche di consolidare questi ultimi). Costruire una zona economica ALBA, rafforzare la moneta sucre e la banca ALBA, rafforzare il Petrocaribe come schema di cooperazione energetica e di solidarietà sociale.  Approfondire la politica di dialogo politico e di collegamenti produttivi con la Colombia, cooperazione con gli alleati come modo per pilotare un modello produttivo sociale socialista.  Rafforzare Telesur, ampliare il segnale di Radio del Sur e rafforzare le reti di comunicazione alternative. Aumentare la presenza di contenuti relativi all’eterogeneità e alla diversità etnica del Venezuela e della “Nostra America” nei programmi scolastici, nei media e negli eventi nazionali e internazionali.  Difendere la presenza delle minoranze etniche e dei popoli nativi negli organismi decisionali della Nostra America. Stabilire un’alleanza con il gruppo BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sud Africa) per raggruppare le potenze emergenti in consolidamento di un mondo multipolare e dare maggiore voce al “Sud”. Costruire relazioni più strette con paesi dell’Asia e dell’Africa mediante meccanismi di integrazione economica, assumere un ruolo ancor più di leader nel MNOAL, maggior collaborazione Sud-Sud attraverso l’ASA e l’ASPA, estensione della portata di Telesur e di Radio del Sur rendendo disponibili altre lingue, e anche creare alleanze con media dei “bacini” (paesi) globali emergenti.



5. Salvaguardare la vita sul pianeta e salvare la specie umana
Costruire un modello economico di produzione che sia “eco-socialista”, basato su un “rapporto armonico tra l’uomo e la natura, che garantisca l’utilizzo ottimale e razionale … delle risorse naturali, rispettando i processi e i cicli naturali”, e parla anche di stimolare un movimento globale che contenga le cause del cambiamento climatico.

Ciò significa, specificamente, promuovere una nuova etica socio-produttiva e promuovere modelli di produzione e schemi di cooperazione economica alternativi per un equo commercio  mondiale secondo principi di solidarietà e cooperazione. Significa anche promuovere iniziative per proteggere le risorse idriche, la biodiversità e la gestione sostenibile dei laghi, dei mari e delle foreste. Mantenere un ruolo guida nelle organizzazioni internazionali e regionali su questi temi, combattere i piani internazionali che promuovono la commercializzazione della natura. Continuare la lotta per preservare, rispettare e rafforzare il regime climatico previsto dal Protocollo di Kyoto.  Smantellare i piani relativi al carbonio nel mercato internazionale che legittimano l’acquisto del diritto di contaminare. Progettare un piano nazionale che copra i settori produttivi che emettono gas serra e promuoverne la trasformazione.

Proteggere il patrimonio culturale e storico del Venezuela: le istituzioni producono critiche delle costruzioni storiche e culturali dominanti sui media ecc., producono testi scolastici sull’argomento, producono spazi di dibattito e archivi delle culture popolari e delle memorie storiche dei gruppi sociali e delle etnie subordinate, organizzano gruppi di lavoro nei consigli comunitari per registrare le memorie storiche e diffondere il contenuto della cultura popolare.





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