martedì 19 marzo 2013

Cipro: prelievo forzoso per risanare le loro banche

Le principali forze politiche italiane ed europee ci obbligano a vivere nel loro europeismo forzato, dove la democrazia è scarsa e la giustizia sociale assente. E' il libero mercato, le patrie con il cappio al collo. Nel frattempo aumentano i suicidi (http://patriadelribelle.blogspot.it/2011/09/nuova-manovra-economica-uccidere-i.html) e la povertà (http://patriadelribelle.blogspot.it/2013/03/litalia-e-una-patria-morta.html)

In questi giorni, la piccola Cipro è l'osservata speciale, i ciprioti oggi sono vittime di una colossale rapina, il governo ha infatto annunciato, insieme all'Ue e alla Troika, un salvataggio delle banche da 17 miliardi, una cifra pari al PIL dell'isola. Quella che in apparenza poteva sembrare un attacco alle banche cirpiote, note per il riciclaggio di denaro, spesso proveniente dall'Est Europa, è diventato un genocidio economico sui poveri ciprioti.
Il diktat europeo è sempre lo stesso: o prelievo forzoso per risanare le vostre banche o uscite dall'euro. E a pagare sono sempre gli stessi: i cittadini. Una mossa improvvisa, inaspettata, che potrebbe diventare il primo anello di un effetto catena, la paura è già arrivata anche nella disastrata italiana. (1)


Ma che è successo a Cipro? Le banche cipriote, che avevano investito in obbligazioni greche, si trovano in uno stato di insolvenza a causa dell’haircut subito sul proprio investimento. La Grecia, è quindi alla base delle difficoltà del sistema bancario cipriota, e le responsabilità del dissesto vanno ricercate  proprio sulla pessima gestione della crisi greca da parte delle autorità europee, oltre che sui mancati controlli da parte della banca centrale cipriota.
Come contropartita agli  aiuti finanziari, per arrivare al budget  necessario al  salvataggio del proprio sistema bancario, l'Ue ha imposto alle autorità cipriote di perpetrare un vero e proprio furto nei conti correnti ciprioti, imponendo un'imposta patrimoniale sui depositi dei correntisti di quasi il 10% delle somme giacenti superiori ai 100 mila euro, e del 6.75% per quelle inferiori. Tanto per offrirvi la misura del prelievo, se un correntista dispone di un conto corrente con saldo di 100 mila euro, dovrà pagarne 10; mentre con un saldo di 50 mila  dovrà pagarne 3.375.

Nel frattempo, le autorità cipriote, allo scopo di evitare  la corsa agli sportelli e mettere a punto i meccanismi operativi per trattenere le somme di denaro oggetto dell'esproprio, hanno disposto la chiusura delle banche fino a mercoledì prossimo. Allo stesso modo si è inibita la possibilità di disporre trasferimenti di depositi attraverso internet, anche a cittadini stranieri.  Questo aspetto, oltre a contrastare  con il principio della libera circolazione dei capitali previsto dagli articoli 56 e 60 del trattato CE, mina le basi della stessa unione monetaria in uno dei sui caratteri ispiratori, che sarebbe, appunto,  la libera circolazione dei capitali. Non solo, ma in Europa vige anche  la garanzia sui depositi bancari inferiori ai 100 mila euro, e, in questo caso, con un tranello normativo, viene aggirata questa forma di tutela del risparmio, scavando la tomba del sistema di garanzia dei depositi nella Ue.  Quanto sta accadendo  a Cipro, almeno nel contesto europeo, non ha alcun precedente storico, sia in termini di finalità dell'esproprio, che dimensioni. In pratica si stanno stravolgendo gli elementi fondanti l'economia, il mercato, il  diritto di proprietà, e la tutela del risparmio.

La decisione presa dalle autorità europee, che dovrà comunque essere approvata dal parlamento di Cipro,  appare gravissima, inquietante e rischia di costituire un precedente pericoloso che potrebbe produrre effetti imprevedibili su tutta la zona Euro,

Benché le autorità europee si affannino ad affermare che il caso cipriota costituisce qualcosa di isolato e non ripetibile, sarebbe comunque saggio pensare che se ciò è accaduto già una volta, non si avrebbe  ragione per ritenere che non possa accadere una seconda o una terza volta ancora, magari proprio nei paesi alle prese con maggiori difficoltà. E qui il pensiero corre subito all'Italia. Anzi  la possibilità  che in Italia possa essere posto in essere un prelievo forzoso sui conti correnti, oltre a trovare un precedente storico, con il Governo Amato che, nel luglio del 1992, in piena notte, applicò un imposta patrimoniale dello 0,6% sui conti correnti,  viene confermata da buon parte del mondo politico. Infatti non costituisce affatto una novità sapere che Bersani sia favorevole ad una imposta patrimoniale che colpisca patrimoni superiori al milione e mezzo di euro.

A conferma del delirio europeo, proprio ieri, il sito Usa Zerohedge ha rilanciato la notizia secondo la quale  il capo economista della banca tedesca Commerzbank, avrebbe suggerito che per stabilizzare la crisi del debito nell’eurozona, i paesi con maggiori difficoltà e con maggiore ricchezza finanziaria netta, dovrebbero applicare un imposta patrimoniale che colpisca tali attività. L’analista aggiunge che, nel caso italiano, applicare un’imposta straordinaria del 15% alla ricchezza finanziaria (titoli di stato, azioni, obbligazioni ecc.), dovrebbe essere sufficiente a spingere il debito al 100% del Pil (oggi quasi a 130%).

Paolo Cardenà da Vincitori e Vinti


La manovra, o forse dovremmo chiamarla rapina, è talmente drastica che si sta pensando di abbassarla al 3% sui depositi inferiori ai 100 mila euro, alzarla al 10% per quelli superiori ai 100 mila e tassare al 15% quelli superiori ai 500mila euro. La permanenza dell'euro è solo a carico dei popoli che non hanno mai votato se entrare o no nell'eurozona. Sovranità nazionali annientate, eccone gli effetti. I programmi politici, quelli veri, decisi dalla Troika.


Come hanno reagito i comunisti e i socialisti di Cipro?
Il partito comunista AKEL  ha dichiarato di stare valutando la possibilità di proporre l’uscita di Cipro dalla moneta comune, l’euro. Il  loro leader, Andros Kyprianou, ha descritto il trattamento di Cipro da parte della Troika come “vendicativa e neo-coloniale“, affermando che ”si sta cercando di imporre le loro scelte politiche su Cipro, portando il  paese e la gente a condizioni simili a quelle di altri paesi del sud europeo“ 
I socialisti di Edek hanno attaccato l’Unione Europea, accusandola di “seppellire il principio di solidarietà comunitaria” e il governo cipriota per la sua “resa incondizionata” a richieste assurde e scandalose, aggiungendo che ”non sarebbero tollerate né queste misure catastrofiche e senza precedenti, né l’umiliazione della Repubblica di Cipro e della sua gente“.
Tratto da: Corretta Informazione

Cipro mostra nuovamente la follia dell'Unione Europea che, per salvare le banche, fa un prelievo forzoso dai conti correnti colpendo indistintamente tutti. Il vento di Cipro spaventa il popolo italiano che, con l'IMU e altre tassazioni, sta già pagando sacrifici che non si può permettere.
A Cipro le code ai bancomat sono svanite, ma solo perchè i soldi sono esauriti. Oggi l'Europa ci guarda, ci osserva, ma soprattutto ci fa paura. Ieri la Grecia, oggi Cipro, domani?

Andrea 'Perno' Salutari

Nessun commento:

Posta un commento